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TEATRO G.TESTORI - Forlì....
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31 OTTOBRE
2009....
Ore 21....
My personal PARTY MONSTER....
DISCO
HOUSE MUSICAL....
Testo
e Regia Stefano Naldi....
Liberamente tratto dal libro DISCO BLOODBATH di James St.
James....
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21 NOVEMBRE
2009....
Ore 21....
BANCHETTO REALE....
Testo
e Regia Massimiliano Bolcioni....
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12
DICEMBRE 2009....
Ore 21....
I LOVE SHOPPING....
Adattamento
e Regia Antonio Sotgia....
Liberamente
tratto dall’omonimo romanzo di Sophie Kinsella....
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20 DICEMBRE
2009....
Ore 21....
NEL BEL MEZZO ....
DI UN GELIDO INVERNO....
Dall’omonimo
film di Kenneth Branagh....
Adattamento
e Regia Massimiliano Bolcioni....
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31 OTTOBRE
2009....
Ore 21....
My personal PARTY MONSTER....
DISCO
HOUSE MUSICAL....
Testo
e Regia Stefano Naldi....
Liberamente tratto dal libro DISCO BLOODBATH di James St.
James....
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VORREI CREARE UN
MONDO FATTO DI MATTONCINI LEGO, DOVE TUTTI POSSANO GIOCARE, DOVE TUTTI POSSANO
CANTARE LA CANZONE CHE HANNO IN TESTA, DOVE TUTTI POSSANO BALLARE AL PROPRIO
RITMO, UN GRAN BEL PARTY, CHE NON FINISCA MAI! MAI!....
Questo è realmente
Party Monster: un disco house musical,
una follia, un revival, una nuova visione del ricordo di quegli anni che hanno
segnato la mia infanzia, quegli anni che
tanto spaventavano, dove si misurava una gioventù allo sbando fra droghe e
ambiguità, ma alla fine rispetto a quel che si vede oggi, ci troviamo a credere
nel detto: C’E’ SEMPRE DI PEGGIO!....
Party Monster non è
un’accusa, non vuole educare ne santificare un periodo, vuole semplicemente mostrarsi e farsi vedere
in tutta la sua FAVOLOSITA’, tanto per citare quelli che per tutti sono cliché
sessuali… ma alla fine ne esistono? O siamo tutti dentro lo stesso Rave Party
chiamato Vita!?....
Party Monster è una
compilation di brani che ricordano brani altrettanto famosi, di situazioni che
possono farcene tornare in mente altre…....
Party Monster è un
racconto sgangherato di un omicidio (che altro non è che un pretesto) proprio
come lo ricorda la testa di un tossico dipendente, e perché no, Party Monster
non è altro che una sana dose di Eroina indotta visivamente al pubblico…. E non
dimentichiamo che negli anni ottanta nasce l’era della special Key,
dell’Ecstasy… e chi non ricorda Ecsta-sì Ecsta-no!....
Party Monster nasce
e si sviluppa proprio attraverso la sperimentazione e il mescolarsi di tutti i
linguaggi del periodo… e non sbaglio se dico che l’80 è il periodo del Video
Game, del Video Clip, dei Video Wall, del “Video Kills The Radio Star” (1979)…
ecco perché ho scelto di tradurre i pensieri dei personaggi, simultaneamente su
di un video che scandisce i ritmi della narrazione…. Un grande caleidoscopio
che scandisce i ricordi e le sensazioni….....
Party Moster è un mondo non tanto alieno dove tutti
vorremmo prima o poi capitare…. O no?....
Party Monster è il
mio divertimento! ....
Stefano Naldi....
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Party Monster è un film del 2003.
È la storia vera di Michael Alig, il promotore di eventi
di New York che fu spesso paragonato ad Andy Warhol e che contribuì a
reinventare la vita notturna della Grande Mela nei primi anni ’90. Nella scena underground
della New York
fatta di feste alla moda, droghe e ambiguità
sessuale, Michael Alig si trasferisce da poco nella grande mela, dove conosce
James St. James, che introducendolo
nell'ambiente lo rende guida del
microcosmo delle discoteche di New York, promotore di stravaganti feste gay e
organizzatore di ricevimenti trasgressivi. Al suo apice, organizza feste
spettacolari in vari club e possiede una rivista. Quando si vanta alla stampa
di aver ucciso il suo spacciatore, i suoi amici e la stampa stessa sospettano
una delle sue trovate pubblicitarie – finché il cadavere verrà ritrovato
nell’East River di New York e il mondo di Alig inizierà a crollare portandolo
in carcere con una condanna di vent'anni per omicidio. Tanti troveranno
conveniente speculare su questa storia, proprio come farà James che sogna da
sempre di diventare scrittore e riconquistare la scena toltagli da Michael.
All'origine del film c'è un documentario omonimo del 1998 di F. Bailey e R. Barbato,
pluripremiato al Sundance Festival, seguito nel 1999 da Disco Blood Bath,
il libro di ricordi di James St. James, ristampato nel 2003 col titolo di Party Monster.
Sui giornali dell’epoca all’uscita del film si leggono
frasi come la seguente;
“ In Party Monster, la vita è vista e creduta come un
carnevale continuo, sesso pluridirezionale, travestitismo esibito in tetra
allegria, consumo coatto di droga, filosofia "trans". Il tutto nei
modi più innocui possibile, data la materia. Siamo nel mondo pansessuale e asessuato
dei bambini."
Ed ecco che forse allora non è un caso che il regista
Stefano Naldi abbia deciso di adattare il romanzo di St. James per le scene;
ricordando infatti il suo lavoro sul testo di Barrie Peter Pan, non poteva non
cogliere l’involontario paragone metaforico tra le “due isole che non ci sono”,
quella scaturita dal sogno e dalla fantasia dei bimbi perduti e quella
scaturita dall’uso di sostanze stupefacenti e dalle illusioni dei “bimbi
perduti” nella Grande Mela, dove l’assenza di una madre diventa il comune
denominatore. A Neverland perché orfani, a New York perché preda ella stessa
dell’incubo-sogno comune alle anfetamine. Grande differenza invece, se non
punto focale e motivo della Catarsi finale di questa Tragedia contemporanea è
l’assenza di “Capitan Uncino” e del suo certificare l’esistenza di una fine per
tutti. Consapevoli della sua esistenza i Bimbi Perduti di Peter Pan colgono
quanto possa essere avventurosa la vita, mentre i Ragazzi Perduti di Michael
Alig che lo ignorano la sfuggono ritenendo più avventurosa la morte. In
entrambi i casi di viaggio si parla, seppure nel primo caso spontaneo e nel
secondo procurato, cercato dai più giovani per evitare una realtà spesso
scomoda, una noia quotidiana o per raggiungere un successo facile dato da, come
dice una delle canzoni presenti nello spettacolo “ Money Success Fame and
glamour”, soldi successo fama e glamour! E mai in epoca di Amici della De
Filippi, Reality Show , Case dei Grandi Fratelli Isole dei Famosi e meno Famosi
la pochezza e la pericolosità di tali valori riemergono dai
“ Mostruosi Parties” per affermare che oramai a mancare
sempre di più è la figura di un vero padre più che di una madre, un “Capitan
Uncino” che una volta detronizzato o ancor meglio esorcizzato da una sparata di
eroina preferisce fregarsene dei figli, come un Dio che oramai indifferente e
stanco dei troppi rinneghi ha abbandonato la casa. Sia nel film come nel
romanzo e nell’adattamento di Naldi salta fuori infatti tra i numeri musicali i
video clip impazziti, i look assurdi che lanciano nuove mode e il chiasso della
musica stordente da discoteca una battuta all’apparenza banale che invece ha il
potere di zittire tutto il resto; dopo una lite sciocca James rimprovera
Michael di avergli incrinato i rapporti col padre al che lui risponde “ Beh, ma
almeno tu un padre ce l’hai!”….
Il resto è illusione e incapacità spacciata per talento;
come suggerisce la regia di Naldi che chiede di cantare ai suoi attori tutte le
canzoni dal vivo ma passando sopra agli originali, non su base, come chiunque
fa a casa sua quando ascoltando la radio si unisce all’artista preferito in un
duetto inesistente, appoggiati alla certezza che se si è in due e l’altro è
forte forse si sopravvive …
Lo spettacolo è il risultato finale di un Laboratorio sul
tema e presentato da Teatro Delle Forchette. Regia e coreografie Stefano Naldi.
A dar voce e corpo a questa sorta di “musical” atipico Leonardo Ringressi,
Giuseppe Verrelli, Elisabetta Serra, Simona Vitiello, Elena Montanari, Monia
Sedioli, Valentina Minzoni e Maria Giovanna Pasini.
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ASSISTENTE
ALLA REGIA – Enrico Monti....
BOZZETTI
e REALIZZAZIONE SCENE e costumi – Stefano Naldi, T.d.F.....
DISEGNO
E REGIA LUCI – Francesco Sintoni, Stefano Naldi....
STUDIO
MAKE-UP – Massimiliano Bolcioni....
VIDEO
– Stefano Naldi....
MIXER
AUDIO VIDEO – Enrico Monti....
MIXER
LUCI – Francesco Sintoni....
REGIA
STEFANO NALDI....
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21 NOVEMBRE
2009....
Ore 21....
BANCHETTO REALE....
Testo
e Regia Massimiliano Bolcioni....
Con
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Francesca
Leoni, Mariateresa Vittorietti, Monia Sedioli, Donata Donati, Giuseppe
Verrelli, Stefano Naldi, Valentina Minzoni, Leonardo Ringressi, Davide
Mastrangelo....
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Nel testo così come nella
nuova messa in scena di Massimiliano Bolcioni, attorno al grande tavolo da Banchetto,
troviamo i temi della Vita della Morte e del Tempo rivisti e considerati
attraverso il meccanismo del “ DIVORARE ”, vissuto come momento di transizione
durante il quale tutto viene masticato e consumato per poi ripartire da capo in
una parossistica pretesa da parte dei convitati d’aver rimasto ancora tempo e
qualche cosa da masticare e divorare.
Intanto, nelle singole particelle che compongono il Tutto, l’Eterna Divinità
Creatrice-Distruttrice rimane ad osservare, a considerare, a studiare
minuziosamente ogni dettaglio in un cerchio infinito dove l’inizio del percorso
coincide con la fine, creando con le sue infinite teorie un Caos cosmico dove
frugando tra le polveri della distruzione tramite le sue molteplici mani e
braccia dimostra che la speranza è tale solo in funzione dell’ Immaginare. ....
Ecco quindi che l’evidente
Gioco del Teatro diventa il meccanismo per creare all’individuo una nuova
realtà soggettiva dove si ha possibilità di cibare l’anima, mentre il tangibile
legato alla realtà oggettiva può solo rivelare allo stesso la propria
condizione di smarrito spettatore o finto attore di una inesistente e disperata
messa in scena creata solo per auto illudersi di un Eterno che non ci
appartiene. In questo, Occidente e Oriente si incontrano, e il Mistero Sacro
medioevale viene illuminato da bagliori di fiamma quando la mistica Trimurti si manifesta …....
Mentre questo accade il
Tempo perde coerenza e scorre su corsie separate; così mentre per una sola
persona trascorrono pochi minuti, per altri a passare e finire è una vita
intera che viene vagliata, ricordata e probabilmente respinta da chi ha già
troppo vissuto o da chi non vuole più vivere. E per gli altri, per tutti gli
altri, compresi noi stessi spettatori in ombra al banchetto altrui,
assolutamente e fintamente distratti per paura, rimangono rabbia e odio nei confronti
DEL TUTTO per la consapevolezza di aver ricevuto in sorte la stessa
inarrivabile pietanza che altri prima di loro e di noi hanno già divorato e
finito. Per sempre. ....
12
DICEMBRE 2009....
Ore 21....
I LOVE SHOPPING....
Adattamento
e Regia Antonio Sotgia....
Liberamente
tratto dall’omonimo romanzo di Sophie Kinsella....
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REBECCA BLOOMWOOD – SILVIA CHIOCCIOLINI
SUZE – ROBERTA PECORIELLO
LUKE BRANDON – ANTONIO SOTGIA
ALETTE – CLAUDIA BELLINI
ALICIA – SILVIA GORDINI
ROSE – BEATRICE PAGNOTTA
LA VOCE DI DEREK SMEATH – GIUSEPPE VERRELLI
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ASSISTENTE
ALLA REGIA – DAVIDE MASTRANGELO....
BOZZETTI
SCENE e costumi – EMANUELE MINGOZZI/ANTONIO SOTGIA....
Realizzazione
scene e costumi - tdf....
MIXER
AUDIO e backdrop – DAVIDE MASTRANGELO....
ASSISTENTI
DI PALCO – EMANUELE MINGOZZI/GIUSEPPE VERRELLI....
MIXER
LUCI – STEFANO NALDI....
REGIA
ANTONIO SOTGIA....
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I love Shopping è nato
casualmente. Partiamo da questo presupposto. Prima di iniziare questa nuova
avventura (non a caso ho utilizzato questa parola!), racconterò gli eventi che
hanno portato alla creazione di questo show. Innanzi tutto lo spettacolo che
stavo preparando, successivo alla mia ultima regia, “Come back to the five and dime Jimmy Dean Jimmy Dean”, voleva
essere un ulteriore evolversi della mia carriera. Jimmy Dean mi ha dato
l’occasione per chiudere la prima parte del mio evolversi artistico nella
regia, nato dieci anni prima con la regia de “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello. Chiusa questa
prima parte della mia vita artistica, sia come attore che come regista,
passando per la fase autoriale tutt’ora in atto, mi sono spinto verso la
progettazione di una nuova pièce a tema, tratta dal film di Julie Davis “All over the guy”. Commedia di genere,
presentò subito dei problemi logistici: mancavano gli attori per portare a
termine tale progetto. Nel frattempo, durante le scorribande notturne tra
cinema e discoteca, nelle continue visioni che purtroppo e per piacere un
artista ha nei momenti meno opportuni (meglio non elencarli!), due nuove idee
si sono aperte nella mia mente. Prima fra tutte, era venuto il momento maturo
per presentare un testo che contenesse un omaggio ad un grande personaggio che
ha caratterizzato parte della mia infanzia/adolescenza, e che tutt’ora continua
ad affascinarmi: Madonna. Secondo,
ma non meno importante, la casuale visione del film “I love Shopping”, appena uscito nelle sale. Non avevo letto il
romanzo della Kinsella, ma ne conoscevo il richiamo commerciale che questo
titolo suscitava, e quindi, subito dopo aver visto il film, riconoscendomi in
parte nel film stesso, acquistato e letto i primi due romanzi “I love shopping” e “I love shopping in New
York”, mi sono detto che poteva venir fuori un nuovo testo teatrale.
Quindi, accantonato per il momento “All over the guy” che vedrà la sua nascita
più avanti nel tempo, ho unito i due progetti: Madonna e I love Shopping. Dal connubio è nato un musical che
mantiene al suo interno la commedia tratta dal romanzo e gli stilemi del
musical, propri di questa arte di palcoscenico. Quindi, passando per “Substitute for love”, “Like a Virgin”, “Dress you up”; attraverso “Miles
Away”, “Give it to me”, “Candy Shop”; la nostra “Material Girl” Rebecca Bloomwood
racconterà le sue vicissitudini attraverso lo shopping e l’uso ed abuso delle
carte di credito. E tra “Vogue”, “Crazy for you” e “Live to tell”, descrivendo i problemi con debiti incresciosi e
scuse agli addetti del recupero crediti, troverà l’amore e un piccolo
significato: “Non è tutto oro quello che luccica!” Insegnamento banale, ma
tanto banale quanto profondo, essendo a volte la stessa banalità il sale della
vita. Lo spettacolo vuole essere solo questo: un omaggio a Madonna, regina del
pop; un omaggio al musical, quello divertente e d’intrattenimento che ero
solito vedere con la mia famiglia durante le vacanze di natale o pasqua; e un
omaggio ai miei amici, ai miei cari e a me stesso, offrendo una commedia
specchio, creata appositamente per passare una bella serata in compagnia. Ma
soprattutto grazie a Madonna… grazie ai miei amici… grazie al TdF… e infine
grazie a tutti quelli che quest’estate 2009 mi hanno talmente e completamente
incasinato la vita… è da quello che è nato I love shopping… dal caos! ....
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Antonio Sotgia
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20 DICEMBRE
2009....
Ore 21....
NEL BEL MEZZO ....
DI UN GELIDO INVERNO....
Dall’omonimo
film di Kenneth Branagh....
Adattamento
e Regia Massimiliano Bolcioni....
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Disoccupato da un anno e
in crisi d'identità, l'ambizioso attore e regista Joe Harper ( Enrico Monti )
contattato dalla sorella Molly ( Monia Sedioli ) e in grazia di un prestito
economico da parte della sua agente Margaret D’Arcy ( Elisabetta Serra ),
decide di mettere in scena un Amleto sperimentale a basso costo come spettacolo
natalizio in una chiesa sconsacrata della piccola cittadina di provincia dalla quale proviene. Quindi
assolda sei attori alla deriva più di lui ( Alan Leoni, Valentina Minzoni,
Giuseppe Verrelli, Davide Mastrangelo,Leonardo Ringressi Annalisa Quadrelli e Gianluigi Cantore ) che interpretino le
ventiquattro parti del dramma. Da qui si dipartono tragicomiche peripezie della
messa in scena del sacro testo sino al sorprendente epilogo, al quale assistono
tra il pubblico rapito la figlia di uno degli attori ( Beatrice Pagnotta ) e
una eccentrica produttrice cinematografica (Silvia Gordini) americana in cerca
del protagonista del suo nuovo film di fantascienza “ Galaxy Thermos “. Dal
sessantesimo film di Kenneth Branagh, il primo al quale non partecipa come
attore, dalla sua sceneggiatura costruita a puntino sulle verità che solo chi
come lui proviene dal vero teatro dove se non reciti non paghi l’affitto può
riconoscere all’istante, Massimiliano Bolcioni e gli allievi del primo e
secondo anno Dell’Accademia Teatrale THE THEATRE fondata da Teatro Delle
Forchette, e i docenti fissi Stefano Naldi e Antonio Sotgia, ci presentano
l’adattamento teatrale che vedrà il debutto la sera del 29 Maggio 2009 al
Teatro Diego Fabbri di Forlì come non soltanto spettacolo di fine anno
accademico, ma come vero e proprio debutto di una produzione destinata a future
repliche. Uno sguardo incredibilmente sincero sul dietro le quinte di un mondo,
quello del palcoscenico, dove nettamente si deve scegliere tra i valori morali
e artistici o i soldi, perché quasi mai le due cose viaggiano purtroppo di pari
passo, per troppi e spesso iniqui motivi. Una carrellata di personaggi autentici
quanto gli interpreti stessi, dal momento che ne raccontano le manie, le
abitudini, le tipologie. Ogni attore che si rispetti, escludendo in questo caso
l’amatoriale ma di professionisti si parla ( o di allievi che studiano
costantemente come questi ) non può infatti affrontando i personaggi di questo
testo non riconoscervi qualcosa di personale, di familiare, sia per se stessi
che per i colleghi. Anche da qui ne viene la sfida non facile a livello
interpretativo, perché l’incarnare un ruolo che in definitiva parla di te,
potrebbe far cadere facilmente nel verso a se stessi, cosa che invece risulta
deleteria alla dinamica interpretativa, per quanto analizzabile come componente
di un percorso formativo come quello dei dodici attori dello spettacolo. Nota
ulteriormente autoironica voluta da Bolcioni, se è vero che gli allievi
rivestono i ruoli principali di un testo a scatola chiusa, brevissimi cameo da
comparsa li rivestiranno gli insegnanti stessi dell’Accademia. Questo perché
tra le tante cose che viene insegnato a THE THEATRE c’è anche il fatto che di
regola, un bravo insegnante evolve imparando dagli allievi … Perché come il
teatro Noh insegna, più sei Allievo, più divieni Maestro.....
Da non perdere se; si ama
il teatro, si sente il bisogno di uno sguardo comico sullo sconforto
esistenziale, si vuole un racconto positivo sui valori dell'amicizia, della
solidarietà sul lavoro, della complicità disinteressata e se si vuol fare un
ripassino di Amleto. ....
Massimiliano Bolcioni....
Personaggi ed interpreti ....
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Joe Harper - ( attore regista )….. Enrico
Monti
Margaretta D'Arcy - ( sua manager )….. Elisabetta Serra
Molly Harper - ( sorella di Joe ) ….. Monia
Sedioli
Nina Raymond - ( attrice )….. Valentina
Minzoni
Henry Wakefield - ( attore ) ….. Alan Leoni
Terry Du Bois - ( attore ) ….. Giuseppe
Verrelli
Tom Newman - ( attore ) ….. Davide
Mastrangelo
Carnforth Greville - ( attore ) ….. Leonardo Ringressi
Vernon Spatch - ( attore )….. Gianluigi
Cantore
Fadge - ( scenografa ) ….. Annalisa
Quadrelli....
Nancy Crawford - ( produttrice ) ….. Silvia
Gordini
Madre di Carnforth ….. Beatrice Pagnotta
Pam figlia di Terry ….. Beatrice Pagnotta
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Ragazza con
cartello al collo ….. Elena Montanari
Uomo posturato
come un orribile gobbo ….Leonardo Casadio
Ventriloquo con
pupazzo ….. Elena Montanari vestita da pupazzo di profondo rosso
Donna con
burattini re e regina ….. Teresa Vittorietti
Signore che cambia
orridi accenti ….. Giovanna Assirelli
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CAST TECNICO....
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ASSISTENTE ALLA
REGIA, DIREZIONE DI PALCO e DISEGNO LUCI - STEFANO NALDI....
MIXER AUDIO-LUCI - MASSIMILIANO
BOLCIONI , STEFANO NALDI....
BOZZETTI SCENE E
COSTUMI - MASSIMILIANO BOLCIONI....
REALIZZAZIONE SCENE
E COSTUMI - T.d.F.....
GRAFICHE - Tipolitografia
VALBONESI, T.d.F. , MASSIMILIANO BOLCIONI....
PRODUZIONE E
DISTRIBUZIONE - T.d.F. - ANTONIO SOTGIA, STEFANO NALDI....
ADATTAMENTO E
REGIA - MASSIMILIANO BOLCIONI....
....
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BIGLIETTERIA....
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Intero
€ 12....
Ridotto
€ 8....
(Studenti Universitari, over 65, Associati TdF, ....
Bambini dai 6 ai 12 anni)....
Omaggio....
(Bambini under 6)....
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DATA DEL 20 DICEMBRE: intero 10€, ridotto 8€....
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PROMOZIONE
PREVENDITE....
Intero € 10 ....
Ridotto € 6....
1
biglietto omaggio ogni 5 interi/ridotti....
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Per info e prenotazioni:....
Ass.
Cult. Teatro delle Forchette....
v.le
Bologna 304 – Forlì....
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0543/756883
– 3397097952 – 347/9458012....
tdfcabiria@alice.it....