Un pò di Nick Cave, un pò la new wave inglese alla Smiths ma soprattutto le parole di Cesare Pavese che non è affatto facile rendere in musica senza banalizzare certi passaggi. Franco Zaio credo ci sia riuscito realizzando un disco diverso rispetto tutti gli analoghi tentativi musico-poetici. Quello che mi stupisce ogni volta è commuovermi leggendo "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", ascoltando la voce di Cesare Pavese descrivere così concretamente il suo smarrimento ma anche il profondo senso di dignità di fronte all'incontro con la morte, di fronte alla mancanza di senso che ha permeato la sua vita e la sua produzione artistica.
Franziska