arrivo in stazione a Pescara Portanuova.
un cantiere aperto.
impiastriccio gli anfibi su di una striscia di fango, nel tentativo di aggirare il furgone parcheggiato che ostruisce allegramente l'unico accesso ai binari.
"questo posto diventera' un giardino"
gia'. come l'eden.
solo che da qui non dovro' aspettare d'essere cacciato.per abitarlo mi tocchera' caricare cassette di mele e venderle conto terzi al mercato.
bastera' presentarmi quando ancora e' notte ai magazzini.
se saro' abile riusciro' anche, chissa', ad intascare un paio di frutti. per tirare avanti fino a sera senza scatenare l'ira di dio.
da questo cantiere aperto, una volta salito al primo binario, mi guardo intorno e vedo il mondo in trasformazione.
ogni nuovo palazzo... un cognome noto.
due per la precisione.
bastera' la promessa di abitare nel giardino di un dio per farmi vivere in pace?
oltre i binari ammiro campagne. campi incolti. altri cantieri. architetture arcigne. piramidi.
li' di fronte dove c'era la vecchia fornace, poi adibita a campo nomadi ed ora lotto riservato a chissa' che cosa, vedo bene il centro dirigenziale condiviso dalla farmaceutica Angelini e dalle industrie alimentari De Cecco.
alla mia sinistra invece c'e' il vecchio Molino, ora centro commerciale e residenziale. sempre di proprieta' dell'illustre e beneamato De Cecco. quello che ha comperato il Pescara fc. e che probabilmente lo riportera' in serie A.
quello che ha fatto sollevare un pezzo di spiaggia per creare uno stabilimento balneare esclusivo. costosissimo. dove si e' serviti all'ombrellone da un cameriere negro in livrea bianca.
e non sto scherzando.
ma queste sono altre storie. forse.
aspetto il mio treno...
strutture pubbliche?
chiaro, vedo anche quelle dal binario rialzato.
per esempio accanto al centro dirigenziale c'e' la scuola di polizia.
e piu' a sinistra ecco il carcere di San Donato.
e poi, salito sul treno, mi basta aspettare la fermata successiva per ammirarne ancora.
2 minuti da pescara PN... fermata: Pescara Tribunale.
e' ovvio che affacciandomi dal finestrino adesso non possa fare altro che contemplare il nuovo Tribunale. una struttura fortificata (!) corsa da pratiche praticanti e burocrazia.
e come faccio a non sentire dentro parlare i miei briganti? quelli a cui per anni ho prestato voce vita e penna...?
Primiano Marcucci sorride beffardo accanto a Nicola Marino. ha sul viso la cicatrice lasciatagli con la frusta da padrone Ricciardi. e sul cuore il taglio prodotto dall'assassinio del suo figlioletto.
ai due si aggiungono subito il vecchio Colafella e il mio Croce Di Tola.
ma il piu' eloquente di tutti e' sempre lui, Tamburini.
fiero appare, in catene tra i gendarmi francesi.
fiero, tradito e desaparecido.
"queste dunque" dice "sono le promesse dei liberali. realizzate".
la proprieta' privata, un tribunale, un carcere ed una scuola di polizia.
padrone e repressione. come stessimo ancora al tempo del Borbone.
140 anni, due guerre mondiali e...
queste sono dunque le promesse dei liberali. realizzate.
il treno riparte.
accanto a me due ragazzi leggono un quotidiano sportivo.
imparare a ragionare sul corriere dello sport.
parlando di calciatori, stadi, presidenti e partite.
di gloria e impero.
e allora cari briganti miei queste non sono le promesse realizzate dei liberali. forse questo e' sempre e solo il tempo del circo e dei giochi. dei gladiatori e della plebe. del dominio che risiede innanzitutto nella mente. plagiata.
imparare il pensiero sui quotidiani sportivi.
imparare il pensiero unico.
questa e'
D E S E R T I F I C A Z I O N E
produzione di solitudini separate.
cosa proponiamo in alternativa?
il nostro respiro.
il respiro intasato e graffiato dai granelli di sabbia.
terza fermata.
striscio coi miei anfibi infangati al fondo del treno.
non immaginavo che sui treni regionali ci fosse la prima classe. mi ci ero seduto coi ragazzi del quotidiano sportivo. inconsapevolmente.
carico le cassette di mele. intasco due frutti. continuo a scrivere.
ecco... sono cresciuto. o felice. sara' per questo che tengo in caldo l'istinto di bruciarla la 1 classe.
vittime poi in fondo sarebbero solo il controllore e l'altro ferroviere addormentato. che' dai... chi ci viaggia in prima su di un regionale?
guardo il povero controllore. e' un ragazzo. passa ancora non indurito. occhi bassi.
e penso al primo volto dell'odio sociale. lo scudo al padrone.
lo sbirro, il fascio, il mafioso, il burocrate, il politico.
maschere.
rappresentanza.
dighe.
fortificazioni.
servi e padroni.
le promesse dei liberali.
realizzate.
l'impero per sempre.