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Last Updated: 1/6/2010

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October 31, 2009 - Saturday 

Assemblea pubblica per chiedere la fine delle stragi a Gaza

 PISTOIA. Di fronte all’escalation di violenza nella striscia di Gaza, anche Pistoia intende mobilitarsi per lanciare un appello per la cessazione delle stragi di civili e per una pausa degli attacchi israeliani nei confronti del popolo palestinese, in modo da permettere l’arrivo di aiuti umanitari. Su sollecitazione della Comunità araba ed islamica di Pistoia, della Comunità palestinese toscana e dell’associazione di Amicizia italo-palestinese, lo Spazio liberato ex Breda est ha deciso di ospitare un’assemblea pubblica che si terrà oggi a partire dalle 21.15 nei locali dello Spazio in via Pacinotti 9 nella quale tutti gli interessati potranno partecipare all’organizzazione di eventi e iniziative in solidarietà con il popolo palestinese della striscia di Gaza.  «Sarà il primo passo - spiega uno degli organizzatori - di un percorso di iniziative, sia di informazione che, in prospettiva, di aiuti concreti in favore della popolazione della striscia di Gaza».  L’assemblea è stata fortemente voluta dall’associazione di amicizia italo-palestinese che opera da anni a livello toscano in aiuto della popolazione palestinese. Con il contributo e l’esperienza di questa associazione, anche a Pistoia potranno essere organizzate manifestazioni e iniziative di informazione sull’attuale situazione palestinese, ma anche punti di raccolta di materiale di primo soccorso o di comune utilizzo da inviare nelle zone più colpite dagli attacchi israeliani.  «Vorremmo anche - racconta Raja Ibrahim uno dei rappresentanti sul territorio pistoiese dell’associazione - prendere contatto con le amministrazioni locali e con alcuni enti del territorio per cercare di creare un dialogo e, magari, elaborare insieme alcuni progetti in favore del popolo palestinese».  Raja abita in Italia da 32 anni, ma è nato e vissuto per molti anni in Palestina. «Lì - continua - ho ancora i miei parenti: fratelli, nipoti e amici che riesco a vedere con sempre maggiore difficoltà. Purtroppo in Italia sembra che le persone non siano sufficientemente a conoscenza delle disgrazie e delle ingiustizie che avvengono nel mio paese e spesso non riescono neppure ad immaginarsi i nostri problemi e le condizioni di vita delle persone che vivono in Palestina. Per questo ho voluto organizzare, insieme ad altre persone, questa assemblea pubblica, in modo da informare la gente sull’attuale situazione del mio paese, ma anche per divulgarne la cultura». M.Q.

Palestina sotto assedio, stasera assemblea

 PISTOIA. Stasera alle 21,15 nei locali dello Spazio liberato dell’ex Breda (via Pacinotti), si svolgerà un’assemblea per mobilitare la città al fine di far cessare le stragi di civili in Palestina.  L’incontro è stato sollecitato dalla Comunità araba ed islamica di Pistoia, della Comunità palestinese Toscana e dell’associazione di Amicizia Italo-Palestinese.  Gli interessati potranno partecipare all’assemblea di stasera e anche all’organizzazione di eventi e iniziative in solidarietà con il popolo palestinese che vive nella striscia di Gaza sottoposta da diversi giorni all’escalation di violenza da parte dell’esercito israeliano.

Rifiuti zero, proposte e proteste dei cittadini

 PISTOIA. Sarà una sorta di “conferenza interattiva” sul tema “Rifiuti zero”, l’assemblea cittadina organizzata per venerdì prossimo alle 21,15 allo Spazio Libero dell’ex Breda, al quale si sono uniti per l’occasione il “Collettivo liberate gli orsi” e l’“Ex presidio Giulio Maccaro per la chiusura dell’inceneritore di Montale”. Oltre alla proiezione di video e alla lettura di testi di autori come Zygmunt Bauman e Italo Calvino, verranno allestiti pannelli per una mostra di documenti e disegni sul Movimento internazionale “Rifiuti zero”, il quale diffonde da anni la promozione di una pragmatica strategia di riduzione dei rifiuti.  All’assemblea sono invitati a partecipare, oltre ai cittadini pistoiesi, associazioni e comitati impegnati sul fronte del “No all’incenerimento”. L’obiettivo dell’incontro è soprattutto quello di decidere e organizzare iniziative contro l’ampliamento dell’inceneritore di Montale. «I risultati delle analisi sugli animali della zona intorno all’inceneritore sono inquietanti - ha detto Fabrizio Geri dello Spazio liberato - Per noi l’incenerimento è una soluzione insostenibile sia per i danni provocati all’ambiente e alla salute dell’uomo, sia per lo spreco di risorse e materie che possono essere riutilizzate».  L’aumento della raccolta differenziata fino a raggiungere la quota stabilita per legge del 45% è un altro dei punti che saranno discussi all’assemblea. «La raccolta differenziata ci sta benissimo, anzi deve aumentare in contemporanea alla chiusura dell’inceneritore, affinché non ci siano dubbi che ciò che si raccoglie non vada poi bruciato - ha continuato Geri - i cittadini saranno costretti a pagare un aumento della Tia, dovuto alla multa per il mancato raggiungimento della quota del 45% entro il 31 dicembre del 2008. Noi vogliamo proporre una vertenza di boicottaggio di questa parte della tassa».  Altra vertenza: denuncia promossa dall’Associazione nazionale “Diritto al Futuro” contro l’Enel, chiamata in giudizio per rimborsare ai cittadini italiani quel 7% di ogni bolletta destinato alle fonti rinnovabili e utilizzato invece dall’azienda per finanziare i termovalorizzatori. Francesca Garra

Festa allo Spazio liberato

 PISTOIA. Lettura di brani e poesie, incontri, discussioni, proiezione di film: allo Spazio liberato Ex Breda Est la festa della donna diventa un’occasione di riflessione e approfondimento sulla condizione femminile dei nostri giorni. Alle 16 nella palazzina F incontro-dibattito dal titolo “Stato etico e corpo della donna” a cui seguirà “Storie di donne”, una serie di letture, poesie e interventi liberi al femminile. Alle 18 sarà presentato il libro “Poesie d’amore per ragazze kamikaze” scritto da Francesca Genti che sarà presente all’incontro. Alle 19.30 è prevista la proiezione del film Persepolis.

«Antifascismo di facciata»

 AGLIANA. Il gruppo dei Carc prende posizione in seguito all’irruzione al consiglio comunale di Agliana di martedì della scorsa settimana.  «L’abbiamo compiuta - si legge in una nota - per smascherare l’antifascismo di facciata del sindaco Magnanensi e di tutta la giunta comunale di centrosinistra. Durante il consiglio di martedì, abbiamo interrotto la discussione per portare la voce degli antifascisti che nel dicembre scorso subirono la vile aggressione nazi-fascista e successivamente, come tutti sanno, subirono la perquisizione della casa da parte dei carabinieri. Nella seduta di martedì era all’ordine del giorno questo punto, che era stato portato alla discussione da una mozione dei compagni del Prc, dove veniva data la solidarietà al compagno del partito dei Carc aggredito a Pistoia, ai compagni che si sono visti perquisire le proprie abitazioni e che sono tuttora indagati per rissa e allo Spazio liberato di Pistoia».  I Carc avevano annunciato la loro presenza in consiglio con volantini e articoli sulla stampa locale.  «La risposta delle istituzioni - prosegue il comunicato - si è espressa con la presenza di un folto gruppo di carabinieri e di agenti della Digos, manganelli e telecamere! Siamo entrati in consiglio scortati come malfattori, appena abbiamo preso la parola le forze dell’ordine hanno tentato di fermarci, ma noi abbiamo continuato esponendo cartelli in difesa dei militanti antifascisti, abbiamo cercato di aprire uno striscione ma c’è stato strappato di mano. Con l’aiuto di rinforzi ci hanno fatto uscire dalla sala obbligandoci a consegnare i documenti di identità. Questo è stato il trattamento riservato agli antifascisti toscani che da sempre combattono la riabilitazione del fascismo e dei fascisti. E lo abbiamo denunciato da subito con un presidio rumoroso fuori dal Comune».  «Nel teatrino della politica borghese - commentano ancora i Carc - la seduta è andata avanti e la giunta ha bocciato la mozione di solidarietà proposta dal Prc. La giunta capeggiata dal Pd ha scritto una seconda mozione, in cui si è limitata a condannare timidamente questi episodi, specificando ben poco e contribuendo così a riabilitare il fascismo e i fascisti, che mai cita nella sua mozione. Denunciamo lo spostamento sempre più a destra della giunta comunale aglianese, che da tempo ha preso una strada autoritaria e repressiva sia nei nostri confronti che nei confronti dei movimenti che lottano per la salute e l’ambiente».  I Carc concludono promuovendo la formazione di una lista elettorale che partecipi alle prossime elezioni amministrative. m.b.

Invasione di mostri allo Spazio liberato

 PISTOIA. Un’invasione di mostri allo Spazio liberato Ex Breda est: non si tratta di fantascienza ma dei pupazzi dipinti da Maddalena Giannoni, raccolti nella “Mostra di Mostri... ma non aver paura” che sarà inaugurata oggi pomeriggio nei locali della Palazzina F dello Spazio liberato.  Undici quadri, (tutti 30x30) che rimarranno esposti per alcune settimane, raffiguranti tutti un unico soggetto: i pupazzi-mostri. Figure che riportano all’infanzia, ma che annunciano anche un senso di precarietà della vita adulta.  «Disegnare questi pupazzi - spiega Maddalena - equivale per me a creare un luogo in cui rifugiarsi dalle angosce che si porta dietro la vita adulta. Un luogo in cui è ancora possibile giocare e dimenticare per un attimo le proprie responsabilità». Ma il mondo abitato dai mostri di Maddalena non è solo un luogo idilliaco, di fantasia: le cuciture che hanno addosso i pupazzi, simili a cicatrici, riportano ad una sensazione di precarietà della vita.  I mostri-pupazzi sono l’ultimo approdo artistico di Maddalena che ha per lungo tempo disegnato animali, come gli orsi esposti su dodici pannelli allo Zoo comunale di Pistoia la scorsa primavera, o i Gorilla presentati da Salvadori a Prato nel reparto Swarovsky.  Tra dicembre 2008 e gennaio 2009 l’assessorato alla cultura di via Sant’Andrea ha invece ospitato la mostra “Natale in città”, una raccolta di spaccati della città sotto le festività natalizie.  Trait d’union della sua pittura, è invece la tecnica utilizzata: accanto alla penna che è il suo strumento di pittura indispensabile, Maddalena utilizza anche materiale naturale come le foglie o pezzetti di carta, che incolla sulla tela, o il caffè, che utilizza come colore. Marta Quilici

Cinque serate palestinesi allo spazio liberato dell'ex Breda est

 PISTOIA. Il Comitato Pistoiese per la Palestina organizza cinque serate per conoscere la Palestina attraverso la sua cucina, la sua musica, i suoi film, le sue poesie.  Il 10 e il 24 aprile, il 8 e il 22 maggio e il 5 giugno presso lo spazio liberato ex Breda Est si comincia alle 20 con la cena, si prosegue alle 21 con la proiezione del film e si conclude alle 22 con letture di brani e poesie di Luca Privitera.  Queste iniziative si inseriscono in un più ampio programma del comitato che ha lo scopo di far conoscere la vera storia della questione palestinese.  Gli incassi delle serate andranno al fondo S.O.S. Gaza.

Così la vita quotidiana in Palestina all'ombra del muro israeliano

 PISTOIA. Domani sera il comitato pistoiese per la Palestina propone, presso lo Spazio liberato Ex Breda est (viale Pacinotti) la seconda serata del ciclo “Vita quotidiana in Palestina”. Alle 20, a 5 euro, cena a base di crema di ceci (hummus) e zuppa di lenticchie (adhas) e alle 21,30 proiezione dei documentari Al Qafs e Good Times sulla vita quotidiana in Palestina di coloro che vivono nelle vicinanze del Muro costruito dagli israeliani. Alle 22 Luca Privitera leggerà “Cancellate il nome di mia nonna”, la lettera di due fratelli ebrei che contestano duramente la politica dello stato israeliano contro i palestinesi.

Una serata per la Palestina

 PISTOIA. Stasera il comitato pistoiese “Per la Palestina” propone, nello spazio liberato dell’ex Breda est, la seconda serata del ciclo “Vita quotidiana in Palestina”. Alle 20, cena a base di Makluba (pollo, riso e verdure) al prezzo di 10 euro. Alle 21.30 proiezione del documentario “Persona non grata” di Oliver Stone in cui il regista, nel 2002, si reca a Gerusalemme, Tel Aviv e Ramallah. Alle 22 Luca Privitera leggerà “A te ritorneremo”” e altri brani. L’incasso andrà alla campagna “SOS GAZA”.

Serata dedicata alla vita quotidiana in Palestina

 PISTOIA. Domani il Comitato pistoiese per la Palestina, propone la quarta serata del ciclo “Vita quotidiana in Palestina” nei locali dello Spazio liberato dell’ex Breda est.  Alle 20 (5 euro), cena a base di Adhas (zuppa di lenticchie) e e Mtabbel (crema di melanzane) alle 21.30 proiezione del documentario “Della città di Dio - Lamento a più voci per la sorte di Handala”.  Il film raccoglie l’esperienza di un gruppo di attori, musicisti, e un regista, provenienti da Roma e Londra, impegnati a Betlemme in un laboratorio teatrale con bambini e bambine di diverse nazionalitá, diverse età, diverse religioni, che si prefiggeva lo scopo di ricostruire le relazioni pacifiche e riproporre il primato del dialogo e della parola.  Alle 22 Luca Privitera leggerà “Assolutamente no”” e altri brani.  L’incasso andrà alla campagna “Sos Gaza”.

Cena del presidio Radicifil

 PISTOIA. Quasi 2.600 euro dalla cena di autofinanziamento organizzata sabato scorso dai dipendenti della Radicifil, dal primo maggio in presidio permanente contro la chiusura dello stabilimento di via Fiorentina. Il ricavato sarà in parte destinato al sostegno delle iniziative del presidio e in parte sarà devoluto in beneficenza. La cena, resa possibile grazie a Confcommercio, è stata organizzata alla Misericordia di Gello. Le attività del presidio proseguono domani sera in piazza della Sala, con un aperitivo organizzato dai lavoratori Radici e dal circolo Arci Primo Maggio. Venerdì e sabato, invece, allo Spazio Liberato Ex Breda Est, saranno organizzate due serate musicali a partire dalle 22. (m.q.)

Due serate di rock e solidarietà allo Spazio liberato Breda Est

 PISTOIA. Per l’ultimo fine settimana prima della chiusura estiva, il centro sociale di via Pacinotti Spazio Liberato Ex Breda Est ha voluto dedicare due serate alla raccolta fondi in sostegno dei lavoratori cassintegrati della Radicifil (l’azienda a rischio chiusura che occupa 137 dipendenti), ormai presi ad esempio di una situazione economica e occupazionale più generale purtroppo sempre più grave nel nostro territorio.  “Rock the crisis” è il nome dell’evento che si svilupperà tra stasera e domani all’interno del centro sociale e che accompagnerà al divertimento e alla buona musica, anche alcune riflessioni sull’attuale crisi economica riportate direttamente dalla voce di alcuni operai della Radicifil che interverranno durante l’arco delle due serate.  Protagoniste stasera saranno le note più dure dei quattro gruppi metal che si esibiranno a partire dalle 22,30: in ordine Chaos Core, Cancrenus, Preparazione hc, Sick Society.  Per la serata di chiusura del centro, invece, la musica sarà all’insegna del rock’n’ roll: domani sarà infatti la volta dei Dirty rockers, The Heatlers, Homebreakers, Big Balls. m.q.

SPAZIO LIBERATO

 PISTOIA. Oggi alle 18 allo Spazio liberato dell’ex Breda Est (via Pacinotti, 9), inaugurazione della mostra “Quello che ho visto” di Alfredo Duran.  Alle 18,30 Proiezione di “Fritz il gatto” (Ralph Bakshi, 1972). Alle 20 cena di autofinanziamento (quota di partecipazione 5 euro).  Dalle 21.30 si alterneranno sul palco: Chaoscore (metal), Amitesh (noise), Virus (metal), Indigo (Blues rock), Licantropia (Rock Metal).

Gli attori scendono per strada Living theatre stasera in centro

 PISTOIA. Il teatro fuori dal teatro, in strada, nelle piazze, nei luoghi di passaggio: perché la voce degli attori non si fermi sul palcoscenico, ma coinvolga la gente in prima persona, invada la città. Questo è il “living theatre” (teatro vivente, in inglese), ed è ciò che succederà stasera tra le vie del centro cittadino: trenta attori si concentreranno a partire dalle 22 in piazza del Duomo e presenteranno lo spettacolo di living theatre “teatro migliorativo/teatro verde”, diretti da uno dei maggiori esponenti della corrente, lo statunitense Gary Brackett.  Una performance artistica itinerante che vuole affrontare in maniera innovativa alcune delle problematiche attuali che riguardano la società: dall’ecologia, alla guerra, per finire con riflessioni più intime, di carattere esistenziale.  Da piazza del Duomo si sposteranno per le vie del centro fino ad arrivare sul Globo, dove concluderanno la performance: un percorso in cui affronteranno l’attuale e sempre più grave problema del disastro ecologico, le guerre, la violenza, il potere, la disperazione, il fallimento dell’approccio razionale alla vita, la sopraffazione, l’identità negata.  La performance sarà il risultato di cinque giorni di laboratorio condotti da Gary Brackett, con la collaborazione dello Spazio Liberato Ex Breda Est, presso i giardini di San Giovanni.  Brackett nasce nel 1960 in North Carolina. A metà anni Ottanta incontra il Living Theatre (questa volta il nome indica una celebre compagnia americana di teatro alternativo, guidata da Julian Beck e Judith Malina) con il quale inizia a collaborare dal 1989. Da dieci anni vive in Italia, dove dirige più di cento stage per il Living Theatre. Attualmente è direttore artistico del Living Theatre Europa e insieme a Judith Malina è responsabile dell’apertura del nuovo teatro di Manhattan nell’aprile del 2007. mq

In 250 contro la violenza anti-gay

 PISTOIA. Circa 250 persone hanno preso parte, domenica sera, alla manifestazione contro l’omofobia organizzata da alcune associazioni tra cui Apois, Arcigay La Giraffa, coordinamento laico, Arcigay di Firenze, Slebest (Spazio liberato ex Breda est). Tanti semplici cittadini hanno sfilato per le vie del centro, insieme a rappresentanti di associazioni e istituzioni per dire no al clima di odio nei confronti degli omosessuali e agli atti di violenza nei loro confronti (il più recente a Firenze).  Presente anche Guido Del Fante, presidente dell’associazione Apois, fatto oggetto, al mattino, di una aggressione verbale da parte di due sconosciuti.

Decine di nuovi alloggi popolari in arrivo

  PISTOIA. Affitto calmierato. Alloggi con canone stabile e accettabile in tempi di crisi sono stati sollecitati dalla consigliera comunale Elisabetta Querci con una interpellanza recentemente portata all’attenzione dell’aula. La capogruppo di Sinistra per Pistoia ha chiesto che all’edilizia popolare a canone calmierato vadano i milioni di euro che toccheranno a Pistoia su quei 143 che la Regione Toscana ha appena sbloccato.  Sono 800 le famiglie che avrebbero bisogno di un alloggio abbordabile. La consigliera Querci ha poi chiesto notizie di alcuni interventi, fra i quali la costruzione di 22 alloggi nell’area ex Ricciarelli e di 20 a Chiazzano. L’assessore Silvia Ginanni ha risposto affermando che l’amministrazione comunale è riuscita ad avere tutti i finanziamenti regionali e ministeriali per realizzare non solo alloggi a canone calmierato ma anche una vera e propria edilizia residenziale pubblica.  A Chiazzano verranno costruiti 15 alloggi. Non 20, perché ne verranno fatti anche per famiglie numerose.  Verrà poi ristrutturato la palazzina delle aree ex Breda dove ora si trova l’associazione “Spazio liberato”. Sia per Chiazzano sia per le ex Breda i progetti sono a carico dell’azienda di edilizia pubblica Spes e i lavori dovranno iniziare entro il maggio 2010. Il 27 luglio è cominciato il recupero di 19 alloggi con finanziamento regionale. Nella ex Ricciarelli l’azienda Spes recupera 22 alloggi, mentre nel centro storico altri 16 vengono realizzati dalla Curia e dagli Istituti Raggruppati.  Questo intervento è più avanti di quello di Spes perché l’operazione nell’ex area industriale è più complessa. Al Belvedere sono stati assegnati 12 alloggi, sempre a canone calmierato. La Misericordia ne dovrà costruire 50 con un piano che verrà presentato all’approvazione del consiglio comunale. Alle Fornaci verranno abbattute palazzine per 27 alloggi e ricostruiti edifici per 30 alloggi con i criteri della bioedilizia.  L’assessore ha annunciato per la fine del mese l’elenco di 24 alloggi ristrutturabili con cui il comune partecipa ai 143 milioni che la regione ha sbloccato. Con dei bandi esplorativi il comune andrà in cerca di privati disposti a vendere a prezzo concordato aree o immobili ristrutturati o ristrutturabili da destinare all’edilizia residenziale pubblica.  Tutta una operazione è prevista nel comparto cittadino via Tomba-via Bonfanti, dove con un bando regionale si pensa di recuperare il patrimonio edilizio privato per destinarlo ad alloggi a canone calmierato.

Una festa multietnica allo Spazio liberato

  PISTOIA. Continuano le attività dello Slebest, lo Spazio liberato ex Breda Est, che per questo fine settimana presenta una due giorni di “socializzazione multietnica”, in collaborazione con il comitato antifascista di San Lorenzo, il comitato pistoiese per la Palestina, Mediterranea Al Sadaqa, la comunità Rom, i Cobas, rdb Cub, Associazione per la sinistra. La festa si svolge in piazzetta dell’incontro, in via Pacinotti dalle 16 a mezzanotte. Alle 18.30 dibattito su “lavoro e diritti dei migranti”. Alle 20 ci sarà una cena a cui seguirà alle 21.30 lo spettacolo teatrale di Luca Privitera “Zingari”. Domenica si riparte alle 16 con musica e informazione. Alle 18.30 dibattito sulle politiche securitarie in Italia e Europa, introdotto da Barbara Beneforti. Alle 20 la cena e alle 21.30 lo spettacolo teatrale di Saverio Tommasi “Storie clandestine”. M.Q.

Anche da Pistoia pullman alla manifestazione antirazzista

 PISTOIA. Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.  «A 20 anni di distanza - dice Carlo Dami dello Spazio liberato all’ex Breda -, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime. Il pacchetto sicurezza varato dal governo di centro-destra offende la dignità umana, introducendo il reato di immigrazione clandestina. Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti presenti a Pistoia a partecipare, sabato 17 ottobre, alla manifestazione nazionale antirazzista di Roma con partenza da piazza della Repubblica alle ore 14.30».  Da Pistoia sarà organizzato dallo Spazio liberato ex Breda est un pullman con partenza alle ore 8,30 davanti alla Breda in via Ciliegiole. Costo 15 euro a/r. Per prenotazioni cell. 3333552897.

Quattro ore di tensione

 PISTOIA. Passata da poco la mezzanotte i primi cinque esponenti del comitato antifascista sono usciti dalla sede della questura. Ad attenderli gli applausi e gli slogan dei militanti dei circoli di sinistra cittadini, dei ragazzi dello Spazio Liberato (il centro sociale dell’ex Breda) - alcuni dei quali giovanissimi - e anche di militanti di altre città.  Gli altri fermati, una decina, sono rimasti dentro per rispondere alle domande degli inquirenti. Si cercano i responsabili dell’aggressione alla sede di Casa Pound. Ma per oggi dalla questura non si parla di provvedimenti nei confronti di nessuno dei fermati.  Al circolo Primo Maggio ieri c’era un incontro a livello regionale, e la notizia dei compagni portati via sulle volanti della polizia ha fatto rapidamente il giro della Toscana.  Intonando cori come “Fuori i compagni dalle galere, dentro le camicie nere”, un gruppo di circa 50 persone - alcune delle quali a volto coperto - aveva assediato dalle otto di sera la sede della questura di via Macallè. Ci sono stati momenti di tensione, ma la situazione non è mai degenerata. Alcuni agenti sono usciti dalla questura, a presidiare la situazione.  La viabilità su via Macallè è stata bloccata in entrambe le direzioni - sia verso viale Adua che verso Porta Lucchese - da posti di blocco di carabinieri, polizia e vigili urbani.  A scatenare la rabbia dei militanti antifascisti, oltre i compagni portati in questura, le dichiarazioni di alcuni militanti di Casa Pound dopo l’aggressione. «Hanno sputato veleno contro di noi - dicono alcuni ragazzi davanti alla questura - pur ammettendo che gli aggressori non sono stati riconosciuti». T.G.

Il circolo nero nel quartiere rosso

 PISTOIA. Il movimento di estrema destra Casa Pound ha messo radici a Pistoia il 28 ottobre 2008: dieci soci fondatori e una cinquantina di simpatizzanti hanno trovato la loro sede in alcune stanze prese in affitto al numero 161 di via Porta San Marco. Un’associazione “nera”, i cui militanti si definiscono “fascisti del terzo millennio”, che tenta di far breccia nel cuore di un quartiere rosso in una città di sinistra. Il circolo Primo Maggio ha riaperto i battenti due mesi dopo la nascita di Casa Pound, diventando la sede del comitato antifascista “Associazione civile del popolo di San Marco”. Una risposta chiara, netta, alla comparsa di Casa Pound e anche di una sede provinciale di Forza Nuova in via Porta San Marco.  Che la scelta del quartiere sia stata fatta in maniera provocatoria i militanti di Casa Pound lo hanno sempre negato, e a chi li accusa di inneggiare ad un’ideologia cancellata dalla storia rispondono elencando le iniziative messe in atto in questo anno di vita: dalla distribuzione gratuita del pane all’apertura di uno sportello di consulenza lavorativa, all’impegno per il mutuo sociale.  Nonostante questo, l’arrivo delle due sedi neofasciste in San Marco è stato visto da molti come una provocazione. Le tensioni tra gruppi dei centri sociali, dei circoli di estrema sinistra e le due associazioni di destra sono cresciute nei mesi. Sono comparse svastiche e croci celtiche sui muri, sulla chiesa sconsacrata in piazza San Lorenzo, e anche sul monumento ai partigiani uccisi in San Marco nel 1943.  E subito dopo sono stati imbrattati i muri davanti a Casa Pound, e sono volate parole forti - anche minacce - via web. Alcuni ragazzi del centro sociale Spazio Liberato e di Casa Pound sono venuti alle mani a dicembre. Sembra che una ragazza di colore del quartiere sia stata insultata pesantemente da giovani di estrema destra. Ad ogni manifestazione di Casa Pound è sempre seguita una contro-manifestazione del comitato antifascista.  Fino alla petizione di marzo. Il comitato è riuscito a raccogliere ben 750 firme per chiedere la chiusura del circolo Agogè e della sede di Forza Nuova. Che secondo questura e prefettura invece avevano i requisiti per restare aperti. T.G.

Senza Titolo

CASAPOUND Certa sinistra intollerante  Certi episodi di violenza che niente hanno a che vedere con il normale dialogo politico sono da condannare con estrema fermezza. Esprimo la mia solidarietà al consigliere comunale del Pdl e componente il coordinamento regionale del partito, Alessandro Tomasi e al militante di Casa Pound per l’aggressione subita da parte di frange dell’estrema sinistra.  Certa parte della sinistra si riempie la bocca con parole quali democrazia e libertà, ma poi non tollera che ci possano essere persone che la pensano in maniera diversa e che, liberamente e democraticamente, hanno il diritto di esprimere le proprie idee. Intolleranza che si è manifestata anche lunedì pomeriggio quando gruppi antagonisti hanno occupato l’aula consiliare di Livorno interrompendo il dibattito in corso. In tutta la Toscana si stanno alimentando focolai di violenza decisamente pericolosi, ai quali i sindaci, i prefetti e le questure devono porre rimedio bloccandoli sul nascere. E’ stato sconcertante il comportamento del sindaco e del presidente del consiglio comunale di Livorno che niente hanno fatto per impedire l’interruzione dei lavori del consiglio comunale di Livorno. Marcella Amadio Consigliere regionale An-Pdl CASAPOUND/1 Per noi parlano i contenuti e le proposte  La condanna della grave aggressione avvenuta alla nostra sede di Pistoia da parte di tutto il mondo politico e istituzionale toscano oltre a sorprenderci piacevolmente, ci auguriamo costituisca l’inizio di una nuova fase, di un nuovo clima politico nella nostra Regione.  Ciò che è successo domenica pomeriggio altro non è che l’apice di una tensione provocata ad arte da chi intende combattere la nostra associazione non con il confronto dialettico e politico, bensì con la violenza antifascista, il cui principale obiettivo è coinvolgere CasaPound Italia in un clima che non solo rifiutiamo, ma dal quale siamo lontani anni luce.  Le ripetute aggressioni, le continue mistificazioni che trovano complicità in parte dei media inducono CasaPound a rispondere come sempre ha fatto: con la gioia dell’azione culturale, politica e sociale. Solo in Toscana, e in poco più di un anno di attività, la nostra associazione ha portato avanti la battaglia per la proposta di legge sul Mutuo Sociale, su “Tempo di essere madri”, ha distribuito gratis pane e pasta contro il carovita, ha contribuito massicciamente agli aiuti per la popolazione abruzzese, ha aperto uno sportello per l’inserimento nel mondo del lavoro e molto, molto altro. Ad ogni attacco abbiamo risposto sempre e solo attraverso le iniziative e le proposte.  A livello nazionale, CasaPound Italia si sta facendo portatrice da mesi di un tentativo di dialogo e di distensione che ha portato ad ottenere risultati come quello di un tavolo sui diritti civili con la deputata del Pd Paola Concia; delle conferenze dentro la nostra sede con l’ex Br Valerio Morucci, il sottosegretario Stefania Craxi, lo scrittore Nicolai Lilin, il senatore Marcello Dell’Utri; come l’organizzazione di dibattiti su personaggi eretici o non etichettabili come Che Guevara o Jack Kerouac. Il motto di CasaPound è “Dove il confronto è libero”; a CasaPound si può parlare di tutto al di là della condivisione dei temi o degli ospiti; non esistono argomenti intoccabili. Resta da vedere a chi questo confronto interessi realmente. Per questo e per molto altro non possiamo tollerare di essere risucchiati in un clima che favorisce solo chi conosce esclusivamente la strada dell’essere “anti” qualcosa, chi questo confronto lo rifiuta a priori e chi vorrebbe collegare la nostra associazione a bassi episodi di cronaca. Per noi parlano i contenuti e le iniziative, gli accrediti e i risultati. Ci auguriamo che la grave aggressione di Pistoia e la relativa condanna da parte delle istituzioni regionali sia veramente l’inizio di un cambiamento”. Fabio Barsanti Coordinatore CasaPound Toscana CASAPOUND/2 Certi personaggi sono inutile zavorra  Nell’esprimere la nostra solidarietà a CasaPound per l’incivile aggressione subita, ricordiamo ai cittadini che meno di un anno fa l’ambiente politicamente dominante a Pistoia si stracciava le vesti per l’arrivo in città di due organizzazioni politiche di destra, paventando chissà quali minacce per la democrazia e la sicurezza pubblica.  Ma il tempo è galantuomo, ed il bilancio che possiamo tracciare oggi va in tutt’altra direzione: le sedi di Forza Nuova e CasaPound sono state aggredite e danneggiate più volte, a conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della perniciosa attrazione per la menzogna ed il terrorismo verbale della sinistra nostrana.  A fronte di ciò, il sindaco e tutti gli amici dei centri sociali, ai quali pagano l’affitto ed i servizi con i soldi pubblici invece di occuparsi delle necessità dei cittadini, dovrebbero preoccuparsi non tanto della gente di destra, abituata ad affrontare e risolvere i propri problemi con operosità ed impegno, bensì dei loro compagni che dimostrano scarsissima attitudine al lavoro ed al rispetto degli altri e delle regole del vivere civile, preferendo i paradisi artificiali e la vita alle spalle degli altri.  Per un’Italia che deve risalire la china e confrontarsi sempre più apertamente con la crisi economica globale, la presenza di certi soggetti costituisce solamente un’inutile ed ingombrante zavorra, di cui tutti dovremmo avere la consapevolezza di poter fare a meno. Claudio Cardillo Responsabile Forza Nuova CASAPOUND/3 Alcune precisazioni alle inesattezze  Siamo costretti ad intervenire in merito al contenuto dell’articolo dal titolo “Il circolo nero nel quartiere rosso” comparso sulla cronaca regionale del vostro giornale.  Al di là della precisa scelta giornalistica di continuare a soffiare sul fuoco degli opposti estremismi, che sinceramente ci lascia piuttosto perplessi, sono presenti nell’articolo svariate imprecisioni ai nostri danni ed una vera e propria falsità per la quale facciamo ufficialmente richiesta di rettifica.  Nell’ordine: l’Associazione CasaPound Italia ha sempre apertamente rifiutato le etichette di “estrema destra” o “neofascisti”, definendo ufficialmente la propria collocazione politica nel “Manifesto dell’EstremoCentroAlto” (http://ideodromocasapound.org). Con il partito “Forza Nuova” il nostro movimento non intrattiene alcun tipo di rapporto né dal punto di vista politico né a livello di rapporti personali tra militanti. Il fatto che la loro sezione sia nel nostro stesso quartiere è una pura casualità. Del resto in San Marco si trovano pure le sedi di molte altre associazioni, movimenti e partiti.  Chiediamo ufficialmente una rettifica in merito alla seguente affermazione: “Alcuni ragazzi del centro sociale Spazio liberato e di CasaPound sono venuti alle mani a dicembre”. Riguardo a quell’episodio c’è stata un’attenta indagine da parte delle forze dell’ordine dalla quale non è emerso alcun legame tra quell’episodio e la nostra associazione.  Citare senza fonte alcuna, una presunta aggressione verbale ad una ragazza di colore, della quale nessun organo di informazione o polizia ha mai dato notizia, messa in atto da “giovani di estrema destra” in un articolo dove si parla di CasaPound Pistoia è un esempio di giornalismo che non mi aspetterei da una testata importante come la vostra.  La definizione di “quartiere rosso” riferita a San Marco è, ad oggi, è piuttosto fuori luogo. La nostra presenza in zona è fin da subito stata ben accolta dai residenti, nonostante i tentativi maldestri di fomentare odio da parte del Circolo antifascista Primo Maggio. La reazione dei nostri vicini, che hanno aiutato le forze dell’ordine nelle indagini e prestato immediato soccorso al nostro militante ferito dopo l’aggressione di domenica scorsa penso siano emblematica di ciò.  Personaggi come quelli intervistati dal vostro quotidiano tempo fa nell’ambito di un reportage dal titolo “San Marco terreno di caccia dell’estrema destra” sono fortunatamente una esigua minoranza senza particolare seguito nel quartiere. Le “famose” 750 firme per chiedere la chiusura del nostro circolo che taluni vorrebbero spacciare come “risposta del quartiere” sono infatti state raccolte tra militanti e simpatizzanti della sinistra (più o meno radicale) pistoiese residenti in tutto il territorio provinciale.  Ci teniamo a puntualizzare queste cose per cercare di impostare con la stampa un rapporto il più corretto possibile basato anche su un reciproco rispetto personale, al di là delle possibili divergenze di opinione da un punto di vista politico. - Lorenzo Berti / responsabile provinciale / CasaPound /

Una serata pro-Palestina

 PISTOIA. Stasera dalle 20 doppio appuntamento allo Spazio liberato ex Breda est (via Pacinotti) con la Palestina. Alle 20 cena a buffet (costo di 5 euro) con specialità mediorientali. Il ricavato andrà alla campagna Sos Gaza per l’acquisto di una Tac per l’ospedale di Jabalya. Alle 21,30 proiezione del documentario “Araba Fenice il tuo nome è Gaza” di Fulvio Grimaldi.

In città un solo episodio due anni fa

 PISTOIA. La violenza skinhead in città non ha lasciato, finora, particolari tracce in città. A parte la collocazione all’estrema destra delle proprie idee politico-culturali, i frequentatori abituali del circolo Agogè di via di Porta San Marco - recentemente devastato da una incursione di giovani estremisti - hanno ben poco a che spartire con il mondo delle “teste rasate”.  Sfogliando a ritroso la cronaca degli ultimi mesi, emerge chiaramente un solo episodio: il “raid” dell’11 settembre di due anni fa a Sant’Agostino contro un gruppo di gay e lesbiche. A bordo di due auto, in quattro inscenarono un carosello di sgommate per impaurire le persone che sono solite ritrovarsi di notte in fondo a via Fermi. L’arrivo di amici degli aggrediti bastò però a mettere in fuga le “teste rasate”. Si appurò poi che le auto su cui viaggiavano erano intestate ad abitanti di Montemurlo.  Di incerta attribuzione, invece, l’aggressione del dicembre scorso allo Spazio liberato ex Breda est, quando un giovane ospite del centro sociale si prese un colpo di catena in faccia. Furono denunciati in quella occasione quattro giovani neofascisti.