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GRIMNESS 69 - recording



Last Updated: 11/17/2009

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Status: Single
City: Venice
Country: IT
Signup Date: 1/1/2006
Saturday, May 30, 2009 
7/10 on Stereoinvaders

Nel 2007, con il loro debut "Grimness Avenue 69", i veneti si erano presi un bel 7 su Stereo Invaders. Eccoli tornare, incancreniti e vomitevoli al punto giusto, con il nuovo "IllHeaven Hells". Folk magiaro? AOR canadese? Synth pop scandinavo? Niente di tutto questo, solo death metal, a marchio italiano doc 100%. Il travaso di bile e succhi gastrici, dovuto alla contaminazione col grindcore, è ovviamente in agguato tra le pieghe di un colon irritabile e perennemente infiammato, con ulcerazioni sparse un po' qua e là. Il background dei quattro marci discepoli dell'helicobacter pylori pare piuttosto radicato nel passato, che si tratti degli Stati Uniti (Morbid Angel) o dei paesi del nord Europa (primi Entombed, Grave e Dismember). Tracce come "Postmortem Blues" o "The Infernal Dancefloor" tradiscono più di una simpatia con quei burloni scavezzacollo dei Pungent Stench (....Dio sa quanto ci mancano gli austriaci!). A dirla tutta, almeno in questo "IllHeaven Hells", il grindcore è più un'attitudine che un reale segno distintivo del sound dei Grimness. Artwork, testi ed efferatezza di fondo tradiscono uno spirito grind immanente alla release, ma è soprattutto il death metal a farla da padrona lungo i solchi. Buona la produzione. Preparate il Malox...


www.stereoinvaders.com

4/5 on Kathodik

Proprio una stupenda proposta questo 'Ill Heaven Hells', proveniente dall'italica penisola, capace sempre di sfornare buone proposte grindcore (Bastard Saints). Stavolta invece Venezia ci ricorda l'importanza dei Grimness 69.
Una band dall'esperienza sicuramente non indifferente, i quattro sfornano dei riff al fulmicotone semi punk che rendono tutto molto intrigante, un buon growl diverso dal solito 'cookie monster' da parte di The Pig e un lavoro di batteria che non è solo velocità ma anche tecnica. Violenza sonora all'ennesima potenza unita a un sound di una pulizia esemplare; una vera utopia in album di questo genere.
Addirittura nel disco dei Grimness 69 trova spazio anche il basso, lasciato a tracciare qualche bell'assolo, cosa davvero rara da ascoltare. Intriganti anche i testi, criptici al punto giusto e mai banali.
Inutile dissezionare tutti i pezzi, non ci sono cali di qualità, i minutaggi si mantengono sempre piuttosto alti anche se dopo mezz'ora sarà tutto finito. Purtroppo.
Insomma, per quanto 'll Heaven Hells' rimanga palesemente solo per appassionati del genere, mi sento comunque in dovere di consigliarlo a chi vuole del buon metal robusto che non sia solo d'oltreoceano, che diamine!

www.kathodik.it