 |
7/10 on Stereoinvaders
Nel 2007, con il loro debut "Grimness Avenue 69", i veneti si erano
presi un bel 7 su Stereo Invaders. Eccoli tornare, incancreniti e
vomitevoli al punto giusto, con il nuovo "IllHeaven Hells". Folk
magiaro? AOR canadese? Synth pop scandinavo? Niente di tutto questo,
solo death metal, a marchio italiano doc 100%. Il travaso di bile e
succhi gastrici, dovuto alla contaminazione col grindcore, è ovviamente
in agguato tra le pieghe di un colon irritabile e perennemente
infiammato, con ulcerazioni sparse un po' qua e là. Il background dei
quattro marci discepoli dell'helicobacter pylori pare piuttosto
radicato nel passato, che si tratti degli Stati Uniti (Morbid Angel) o
dei paesi del nord Europa (primi Entombed, Grave e Dismember). Tracce
come "Postmortem Blues" o "The Infernal Dancefloor" tradiscono più di
una simpatia con quei burloni scavezzacollo dei Pungent Stench (....Dio
sa quanto ci mancano gli austriaci!). A dirla tutta, almeno in questo
"IllHeaven Hells", il grindcore è più un'attitudine che un reale segno
distintivo del sound dei Grimness. Artwork, testi ed efferatezza di
fondo tradiscono uno spirito grind immanente alla release, ma è
soprattutto il death metal a farla da padrona lungo i solchi. Buona la
produzione. Preparate il Malox...
www.stereoinvaders.com
4/5 on Kathodik
Proprio una stupenda proposta questo 'Ill Heaven Hells', proveniente
dall'italica penisola, capace sempre di sfornare buone proposte
grindcore (Bastard Saints). Stavolta invece Venezia ci ricorda l'importanza dei Grimness 69.
Una band dall'esperienza sicuramente non indifferente, i quattro
sfornano dei riff al fulmicotone semi punk che rendono tutto molto
intrigante, un buon growl diverso dal solito 'cookie monster' da parte
di The Pig e un lavoro di batteria che non è solo velocità ma anche
tecnica. Violenza sonora all'ennesima potenza unita a un sound di una
pulizia esemplare; una vera utopia in album di questo genere.
Addirittura nel disco dei Grimness 69
trova spazio anche il basso, lasciato a tracciare qualche bell'assolo,
cosa davvero rara da ascoltare. Intriganti anche i testi, criptici al
punto giusto e mai banali.
Inutile dissezionare tutti i pezzi, non ci sono cali di qualità, i
minutaggi si mantengono sempre piuttosto alti anche se dopo mezz'ora
sarà tutto finito. Purtroppo.
Insomma, per quanto 'll Heaven Hells' rimanga palesemente solo per
appassionati del genere, mi sento comunque in dovere di consigliarlo a
chi vuole del buon metal robusto che non sia solo d'oltreoceano, che
diamine!
www.kathodik.it
2:49 PM
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|