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il maniscalco maldestro



Last Updated: 12/18/2009

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Status: Single
City: Volterra
State: Pisa
Country: IT
Signup Date: 2/5/2006

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Wednesday, January 10, 2007 

Category: Music
Hanno detto del nostro album d'esordio:





Un vero e proprio crossover rivitalizzato come non lo si sentiva da tempo

Fabio Igor Tosi - www.negative.it



Testi in italiano ricercati e complessi, che spaziano dallironico al fiabesco sino ad arrivare allintrospettivo, e una musica difficilmente catalogabile sono il biglietto da visita della band di Volterra. Vena compositiva alle stelle e influenze che svariano tra rock progressivo, metal, crossover, punk, RocknRoll, Blues, jazz e pop, con linteressante, quanto inusuale, aggiunta di inserti di musica popolare e folcloristica provenienti dalla tradizione italiana. Ma non è tanto il numero delle influenze presenti, ma è il modo in cui vengono amalgamate che sorprende, rendendo il lavoro fluido, creativo ed originale.

Alex M'Litia - www.metalinside.it



Gli armeno-statunitensi (System of a Down) più famosi della scena affiorano nelle traiettorie della trascinante "L'Età del bisturi" e in parte anche in "Giro immobile" (molto bella la parte corale dalle atmosfere leggermente "flower power") e sono sicuro che Les Claypool e Josh Homme non potranno che eventualmente riscontrare (qualora ne avessero l'opportunità), nelle cadenze di "Fase 5: metabolismo" e nell'ottima "Anima dolosa", una sorta di lontana "comunione d'intenti" con il loro modo d'intendere "l'arte del suono organizzato", ma personalmente ho apprezzato forse ancora di più il rockabilly sbilenco di "Miscuote ... Mincanta" (il riff mi ha ricordato vagamente quello della sigla del vecchio telefilm Batman e Robin), "Carta-stagna", dove l'ardore metallico s'innesta su ritmi e fisarmoniche da ballo liscio, il jazz metal swingante e psicotico intitolato "Metamorfosi plausibile", la liquidità inquietante dal sapore prossimo al trip-hop di "Ego", la camaleontica "Distanze" (davvero splendida), oltre che le inflessioni sintetiche e le dissonanze simil-psichedeliche di "Silenzio di cartapesta".
Aggiungete la pura follia lucida di "Geometria affabile" e la stralunata "8 di mattina" (qualcosa dei Primus ritorna anche in questi brani) e otterrete un disco contorto, provocatore, anarchico, ma quasi paradossalmente parecchio coinvolgente e innegabilmente stimolante

Marco Aimasso www.eutk.net



I quattro ragazzi (aiutati da vari ospiti) disegnano una rotta sbilenca e ubriaca che tocca la potenza dell'hard rock, la psichedelia, la danza, il folk, il prog, il rock, il jazz e il pop spiazzando l'ascoltatore con un sound personale e molto lontano dal facile ascolto

Dale P. - www.taxy-driver.it



Mentre si ascolta questo pregevole lavoro si ha la netta sensazione di star per entrare in un mondo dove il tempo si è fermato, ove può trovare spazio la tradizione locale, spesso purtroppo dimenticata, accanto a momenti meramente rock e persino metalLavoro davvero pregevole e degno di nota, da ascoltare mille volte per assaporare ogni volta le numerose sfumature che nasconde al proprio interno con una certa dose di classe e di raffinatezza

Lauretta_Punx - www.ondalternativa



La musica come caleidoscopio sonoro: questa la chiave di lettura per il debutto discografico de Il Maniscalco Maldestro, lalbum con il quale, suggellando una carriera quinquennale (condita da tre demo), questa band toscana fa accendere i riflettori sul suo suggestivo talento. Le dodici canzoni proposte, infatti, introducono in un laboratorio intriso di poliedrica passionalità, sulle cui pareti rimbomba un affascinante rock mirabilmente contaminato da divagazioni folcloristiche (melodie di carillon, marcette, motivi circensi)

Federico Sinossi - www.rockit.it



Siamo di fronte ad un vero crogiuolo di generi, in cui trovano spazio l'accordatura bassa delle chitarre stoner quanto fugaci jazzismi, all'insegna di una mentalità free(ak) che ricorda un gruppo diversissimo come i Quintirigo. In tutto ciò il gruppo riesce a trovare l'equilibrio giusto per scrivere refrain vincenti in "Miscuote...mincanta", "Fase 5: metabolismo" ed un esempio di crossover definitivo come "L'età del bisturi"

AV - FLASH n. 204



Ecco, il maniscalco è complesso, più che maldestro. E traccia un bel disegno sonoro che nasce da unidea (merce rara, cari miei!). E poi si vede, oltre che sentirsi. Sanno creare immagini, rendere a pieno sensazioni, come quella del dissetarsi. Prendi Metamorfosi plausibile: qui Tonio, la voce, sembra bere acqua e lacqua sembra sgorgare dalla chitarra di French. Non male come effetto sonoro. Bizzarri questi quattro: ti portano in una fiera di paese con i vecchietti che, seri e solenni, ballano e contano i passi, per trascinarti poi in un festival metallaro in nord Europa, o invitarti a ballare un tango in Sudamerica. Bizzarri, i quattro sedicenti maldestri, ma senza ostinarsi a esserlo, perché è giusto così ed è così che ci piacciono: precisi, nella loro sprecisione

Emanuela Lantieri - www.dnamusic.it



Un album quindi molto vario, dagli arrangiamenti ricercati e al limite dello strafottente! Ogni canzone contiene una qualche sorpresa che sia una linea vocale particolarmente fantasiosa, una trombetta piazzata a tradimento, una marcetta buttata li in sottofondo che sorprende ed entusiasma al tempo stesso. Fa piacere ascoltare un gruppo che se ne sbatte di tutto e di tutti e suona quello che vuole... letteralmente mischiando l'impossibile e venendosene fuori con un sound assolutamente fresco ed originale al di fuori di qualsiasi moda o trend del momento. Se non è un merito questo...

Head - www.noizeitalia.com



Questo primo lavoro del Maniscalco Maldestro è uno di quei dischi che danno speranza. Si tratta di un post metal di chiara ispirazione System Of A Down, con suoni più ariosi e leggeri in cui si sente jazz, Paolo Conte, tradizione da balera italica (meraviglioso l'uso della fisarmonica), punk e quantaltro. Il tutto senza l'angoscia esistenziale nordamericana, Il Maniscalco Maldestro è vitale, allegro, sorridente e scanzonato. Da non sottovalutare poi il cantato in italiano, elemento, anch'esso, fortemente caratterizzanteDimenticavo di dire che questo debutto è tra i migliori dischi usciti in questo 2005, poi fate come vi pare

SDN - www.rumenta.it



Vecchio e nuovo colti a passeggiare sottobraccio, le nuove tendenze del rock milionario sorprese a flirtare con la tradizione italiana di musica popolare e folclorica: tutto questo, e molto altro, stipato dentro il disco del Maniscalco Maldestro. E, soprattutto, un grande senso di libertà artistica.

Dario Adile - www.silentscreamzine.it



Chi lha detto che in Italia ci limitiamo solo ad assorbire le influenze musicali provenienti da Usa e Gran Bretagna? Il debut dei Maniscalco Maldestro dimostra che i gruppi nostrani, quando vogliono, sono creativi come non pochi e capaci di elaborare dischi di grande spessore, pieni di canzoni geniali ed eleganti. Da questo punto di vista il combo toscano non teme rivali: il crossover in cui confluiscono rock italiano, metal, jazz e ballate della tradizione popolare, non ha eguali in questo campo

Luca Visconti - www.disintegration.it



Il Maniscalco Maldestro sono una nuova autentica banda di Mattacchioni (la maiuscola è volontaria), che propone il proprio omonimo CD di esordio dalla toscanissima Volterra, e si presentano come una delle possibili sorprese del 2006 con questo loro platter di dodici tracce, oscillante tra lo stoner, la musica da circo, le sarabande da festa di paese, e le assortite "teatralità" delle linee vocali. Ascoltare il CD è come entrare in una sorta di fiera paesana dell'assurdo, in cui si incontrano e confrontano tendenze di ogni genere: gli arrangiamenti si susseguono come in un bestiario medievale, il tutto con una sapienza stilistica, una freschezza ed un'originalità compositiva davvero rimarchevoli

Valerio Stirpe "Il Segugio" - www.metallized.it



Questa è una di quelle band che dovrebbero ascoltare i detrattori del sound tricolore, una di quelle band che fanno sperare non si sia esaurita la vena compositiva, la giovane energia e scioltezza artistica, la voglia di esser sé stessi (musicalmente, s'intende) e l'intenzione di preentarsi al pubblico con un sound curioso, diverso dalla solita proverbiale minestra

Stefano Gaspari - www.babylonmagazine.net



Nonostante lenorme varietà di suoni infatti, ad un primo ascolto il suono dei Maldestri suona di una semplicità disarmante sia nelle strutture che nelle melodie, quasi easy listening. Solo in un secondo momento ci si rende conto della reale mole di soluzioni tirate in ballo: dal walkinbass a romanticissimi fraseggi di fisarmonica e mandolino, da percussioni elettroniche a chitarre pesanti, da ballabili melodie folkeggianti a coretti semi demenziali. Il tutto amalgamato con una maestria ed una genuinità che hanno dellincredibile, e che vanno a formare un lotto di canzoni che suonano ballabili, ironiche, potenzialmente appetibili per chiunque, ma allo stesso tempo colte, penetranti, intelligenti e dotate di un mood malinconico che permea un po tutto il disco, conferendo al tutto un irresistibile sapore agrodolce

Matteo Buti - www.metalmaniacs.it