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[ non ] esser gregario di nessuno
l'orrore, il vuoto quotidiano, l'indifferenza [ che sento _ la sento ], l'indifferenza, la voglia di non scrivere, lo scrivere senza voglia, il non aver nulla da dire [ malgrado tutto ], lo scrivere per lo scrivere come il parlare per il parlare, un intrattenimento vuoto, molto vuoto, senza interlocutori, oppure con un altro interlocutore con lo stesso vuoto, con lo stesso mal di pancia, con la stessa indifferenza.
le cose si svolgono senza pietà [ e che cazzo mi rappresenta la pietà? ]
noi [ sì ] in un ingranaggio ferreo come la legge ferrea della oligarchia, la consapevolezza di essere nulla, fuori da qualsiasi gioco, da qualsiasi manfrina, da qualsiasi ipocrisia, da qualsiasi gerarchia, scrivere staccato, senza scopo [ scopo? ], senza utenza, senza utenti, senza pietà, freddi, indifferenti, senza dialoghi, puro artificio, asettici, gregario di nessuno, senza un gruppo di riferimento, senza capi senza leader [ e menomale! ], nessuna pace in nessuno scritto, tutti piatti, tutti preconfezionati, tutti rivisti, tutti ricostruiti, tutti [ quasi ] luoghi comuni, nessun bagliore all'orizzonte.
tutto freddo, tutto inutile, tutto incomprensibile.
affondare l'analisi fino all'annullamento del proprio sé, chi predisposto a filtrare il dolore altrui, chi predisposto a confezionare pagine, chi predisposto a ipersemplificare la realtà. tutto si svolge meccanicamente, tutto artificiale. isolarsi, isolamento, senza sapere a chi dire, senza voler rompere le uova nel paniere, senza proporsi, sfiducia, quella più totale, quella più nera, quella più acida. non esser d'accordo, non voler essere d'accordo, uscire dalle finzioni, dai compromessi, dalle ipocrisie.
e stonare, dissentire, insorgere, raschiarsi la gola, sputare
e gridare, urlare, senza senso, senza ordine, uscire, fuoriuscire, non piacersi, non piacere, non chiedere niente, non volere niente, non piacerti niente. realtà terrificante, quella quotidiana, quella normale, la normalità che [ mi ] fa paura, voler graffiare il muro con le unghie, incidere con le unghie, quello stritolato, quello inchiodato in cucina solo, totalmente solo, seduto, una sigaretta fra le mani e il conforto di nessuno, di niente
il vuoto di ogni giorno, il vuoto assoluto
la spietatezza delle persone [ se mai mi capita di pensare a uno spessore ], indirizzare a qualcuno le proprie missive del niente, scritti a perdere, ph/oto a perdere, tutto a perdere, nati perdenti, sfigati, ultimi, non furbi, non scaltri, non arroganti, non forti, non presuntuosi, non prevaricatori. mitragliare nell'etere a interlocutori virtuali, il dialogo virtuale, il monologo, il solipsismo, l'autorenferenzialità vuota, l'autismo, il chiudersi in sé, avvolgersi, riavvolgersi, l'insensatezza dello scrivere,
l'insensatezza di esistere
ribadire la caducità estrema di tutto e di tutti, di tutte le cose, di tutto, proprio di tutto ..
compreso il vuoto delle nostre coscienze sempre compresso nel nulla
mario pischedda mit/meets brigata stirner
18:44
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