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dj Henry



Last Updated: 11/28/2009

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Monday, August 13, 2007 

Category: Music

Partiamo dal giovedì sera , sono a Pavia a discutere di alcune faccende che riguarderanno la stagione prossima,Weller, Cradock, Minchella e Stevie White alloggiano all'Hotel Jolly in zona Porta Venezia, sono arrivati nel pomeriggio. Per me la sera è out ma so che sono in buone mani, ovvero in quelle del mio pard per eccellenza, Captain Stax con cui divido e condivido le sorti di MilanoMods. Infatti Minchella e Stevie White scorazzeranno col Capitano tutta notte per i bar e i localini di Corso Buenos Aires, la più grande avenida milanese. Weller e Cradock non sono della partita perchè, già dal pomeriggio, sbronzi a godersi le "comodità" dell'albergo. Cap mi manda un sms alle due di notte ma io sono ancora busy. In una trattoria di Viale Premuda l'allegro terzetto si sarebbe scofanato una cena a base di pesce e fragole con panna consigliate dal gourmet Cpt Stax. Corro a casa dopo una notte pavese consumata in progetti e calici di Gewustraminer, un bianco alto atesino dagli aromi intensi e fruttati. Domani mi attenderà una lunga giornata.

Venerdì: puntello a Limito, zona Idroscalo, teatro degli eventi welleriani, dove abita il Capitano e mi trovo sotto una canicola, degna di certe avventure di Tex Willer consumate nell'arsura messicana, a ricevere l'abbraccio di Cosimo, uno dei primi mods milanesi e grande accanito fan del Modfather. Purtroppo Cosimo ed io ci vediamo solo in queste occasioni, la famiglia lo assorbe in toto, lavoro incluso, ma per Weller tutto è possibile.

Lo staff della Barley Arts, con cui ho lavorato in tanti anni per il Buscadero, mi attende per il pass. Capitano stava smaniando in ufficio, tra camionisti in ritardo e cazzi e mazzi telefonici, sarebbe arrivato alle 18 temendo di perdersi il soundcheck. Grazie a lui aveva fatto male i suoi conti e si sarebbe risparmiato un caldo tossico e degno di un antro infernale quando devi scontare qualche colpa.

Entriamo al Flippaut ed il prato riarso e desideroso di pioggia benefica si apre come una landa per desperados (quelli dei cantautori outlaws che io amo tanto)e dopo un dj set indegno, a poco a poco la numerosa crew e family di George Clinton prende possesso del palco, saranno state venti persone almeno e il funk ossessivo e screziato di rappature ci accompagnerà per quasi due ore, mandandoci il cervello al macero, perchè il giro è sempre il medesimo e devi essere bombato per starci dietro tutto quel tempo. Un grande e numeoso zoccolo duro di fans, sfidando la canicola ed il buco nell'ozono, staziona festoso sotto il palco. Niente da dire sul professionismo di questi Funkadelic, versione 2006, non si risparmiano un secondo e suonano tosti ed incazzosi.

Intanto arriva, munito di target e di pass, il grande Capitano che si sarebbe sorbito gli ultimi colpi del funk di Clinton, pensieroso per essersi perso un soundcheck che non si è mai consumato. Ma secondo voi, quattro mostri di musicisti come quelli che ho sopra elencato, hanno bisogno di un soundcheck? Noi ce lo saremmo goduto perchè sappiamo che Weller, in quelle occasioni propone covers inconsuete oppure brani poco usuali del suo immenso repertorio. Il tempo stringe, la gente affolla già il prato, l'evento era già open dal pomeriggio per i dj sets, e quindi non c'è modo di approntare soundcheck. Nel frattempo festoso e cool nel suo casual style, Damon Minchella si dirige verso di noi confermandoci che non vi saranno prove suono e ripercorre i bei momenti passati con la vecchia boccia del Capitano la sera prima. Si è unito a noi, nel frattempo, Alfredo Marziano(grande esperto di folk inglese), mio ex collega al Buscadero e redattore di Musica & Dischie e il simpatico Fabrizio di Genova. Minchella ci conferma che Weller e Cradock si erano scolati l'impossibile. Appuntamento sotto il palco tra pochi minuti.

I quattro salgono avvolti da un'ovazione di circa 2000 persone. Il Modfather sul palco è una forza della natura, ha un dinamismo come pochi, lo trovo solo un poco più gonfio e spalluto. Essendo io un telecasterista incallito, lo preferisco quando impugna questa chitarra, per me basilare. La sezione ritmica Minchella/White è una tra le migliori al mondo, non solo per compatezza, ma anche per fantasia e soluzioni di colori e di accenti. Cradock svolge un lavoro di saturazione delle parti armoniche creando sovente una coltre psichedelica al suono non scevro da un certo gusto shoegazers in certi frangenti più dilatati. I momenti più toccanti per me che seguo il Papà dal 1983, quando venne al Teatro Tenda con gli Style Council, sono stati Foot Of The Mountain, che pareva uscita dal Neil Young di Ragged Glory, il suono girava psichedelico e denso come quello dei migliori Crazy Horse. Quando Weller si fa prendere dalla sua passione per Neil Young, io vado in visibilio. Neil Young è uno dei mostri sacri della mia vita, lo seguo dal liceo. Ero in coda alla fine degli anni 70 al Cinema Di Porta Romana, quando uscì la prima di Rust Never Sleeps. Weller che suona come i Crazy Horse? Meraviglia del creato. Poi due arrabbiate e nerborute Out Of Sinking e Changigman. Peacock Suit ha una forza d'urto da creare un'apoteosi sotto il palco. Weller cambia a ruota due Telecaster, una Gibson diavoletto ed una Epiphone semiacustica da cui irradierà il funky groove psichedelico di Walk On Gilded Splinters. I fumi e il voodoo di New Orleans sono tra noi, ma lavorati da un metabolismo british.

Riporto la set list di un concerto memorabile per energia ma non troppo lungo perchè la superstar Fatboy Slim chiedeva strada sul palca con quel mare di fattanza da rave che lo stava aspettando.

floorboards

out of sinking

paper smile

peacock suit

above the clouds

running on the spot

heres the good news

wild wood

suzes room

wanna make it alright

come on lets go

porcelan god /walk on gilded splinters

in the crowd

changingman

foot of the mountain

town called malice

Town Called Malice il congedo, vissuto e caloroso, di un'artista puro e supremo di fronte al suo pubblico.

Capitano ed io muniti di pass, seguiti da Cosimo e dagli altri, apriamo il cordone della security e ce ne andiamo in camerino per abbracciare Weller(durante il tour di Heavy Soul, quell'abbraccio fu indimenticabile, un fascio di muscoli, come le nervature di una sequoia, mi strinsero). Lo trovo più ingrassato, ma sempre stiloso, affascinante, Cradock un mod impeccabile, con quel caldo, in tonic anche in camerino. Minchella e White ci offrono da bere dal frigorifero, Weller vuole fare foto con noi(ormai una consuetudine)e si dilunga un poco a parlare di progetti, qui però non posso dire. Gli rammentiamo della copertina italiana di Eton Rifles, non sapeva della differenza con la uk edition. Mi abbraccia, io non sono piccolo, ma sento il peso di una montagna e per un istante, eterno, l'eco di Foot Of The Mountain mi percuote l'anima. Vorrei anche Neil Young. Grazie Modfather per tutta la gioia che ci dai quando vieni a trovarci e per tutti quelle mezz'ore di riposo che ti sottraiamo dopo i concerti. Ci congediamo nel retro dell'Idroscalo. Il pullmann, lento e poderoso, esce con noi e Weller mi manda un bacio dal finestrino, le mani di Minchella e White evocano, sollevate, quel ciao tutto italiano che ormai ha inciso il loro cuore. Grazie amici.