RUMORE – GIUGNO 2008Non vorrei sembrare troppo di parte, visto che gli Electric 69 sono italiani, ma una canzone trascinante come
Over and Over forse gli Hellacopters non l'hanno mai scritta. Questa canzone apre il secondo album della band lombardo/piemontese, ex Wood e One Fine day, e fa segnare un miglioramento sostanziale rispetto all'esordio.
Electric 69: con un nome del genere sapete già cosa aspettarvi. Detroit Rock City, per l'appunto. La novità stavolta è che il gruppo smorza leggermente la propria devastante carica rock per sposare un attitudine
southern, sempre sanguigna, che li fa avvicinare a certi Lynyrd Skynyrd maturi, dalle parti di
Street Survivors. Parlano questo linguaggio canzoni come
Ain't No Waiting For You,
Lazy Rope,
Sin City.
Il gruppo 'apre' anche ad altri strumenti che non siano le chitarre, come il piano elettrico Fender Rhodes, molto presente in parecchi brani, e, in generale, non si fa mancare ogni sorta di riferimento agli Stones annis settanta.
Per un album che alla fine è uno degli esempi più riusciti di 'classic rock and roll' di questi tempi.
Claudio Sorge LONG LIVE ROCK AND ROLL – GIUGNO 2008A due anni di distanza da
Let's Play Two gli
Electric 69 sono alla svolta: entrano in casa Go Down e la loro musica si tinge di nuove sfumature con il nuovo album
Electric 69.
E' ancora il rock'n'roll la matrice, ma questa volta i tempi sono maturi per un album di maggior spessore dove si lascia ascoltare con molto piacere la lenta
Cherry Rolling Down The Window, tipica canzone da viaggio in pullman con la pioggia che batte contro il finestrino mentre si è soli e si aspetta con nostalgia il ritorno a casa dopo un lungo e piacevole viaggio. La seconda traccia fuori dal coro è
Northern Swamps con la pregevole chitarra slide dal gusto southern. Ma sarebbe riduttivo fermarci a questa tinta di
Electric 69 quando il colore predominante è rosso sangue: rock'n'roll! Notevole il riffing di
Maury Wood Capra e
Mauro Gif Ramozzi con canzoni che strizzano l'occhiolino ai mitici sixties, sonorità festaiole impreziosite dallo splendido hammond di
Don Luke Schiuma e ritmo-che-rende-impossibile-star-fermi. Rock'n'roll a tutto gas quindi, ma anche musica sentita col cuore e scritta con l'intenzione di non fermarsi al puro estetismo di questa splendida arte ma con la voglia di scavare più a fondo dei soliti clichè accomunati al genere. Su tutte consigliatissime
Love Reducer e la terremotante
Downtown Boogie!!
In bocca al lupo ragazzi!
Paolo CeritanoNOIZE ITALIA – GIUGNO 2008Il rock'n'roll è di casa nel disco d'esordio su Go Down Records degli Electric 69. Immaginate Rolling Stones, MC5, Radio Birdman, Black Crowes e Hellacopters presi in dosi abbondanti e miscelati in un cocktail fresco e rilassante. Certo, nulla di così sconvolgente o originale, la spontaneità la fa però da padrona e il risultato è un pugno di canzoni ispirate e mai banali. Sulla scia di quanto proposto da fenomeni nostrani come Small Jackets, OJM e Los Fuocos.
Gli Electric 69 sono ruvidi e passionali, hanno dalla loro un songwriting intelligente e variegato, oltre che una qualità esecutiva (e produttiva, merito di Diego Cattaneo) sopra la norma. Questo dischetto approfondisce quanto proposto nel debutto
Let's Play Two rock corrosivo e graffiante, semplice e stradaiolo, con attitudine da loser tornati in città per far baldoria. Disadattati alla vita, outsider che delle regole se ne fottono ed esprimono sè stessi attraverso il sacro fuoco del rock. Nove tracce che profumano di birra ed elettricità, dalla melodia a presa rapida di
Over and Over, allo spirito southern di
Downtown Boogie, passando per mazzate come
Dance All Night e
Lazy Rope.
Rhodes e Hammond vibrano quanto basta per donare il giusto tocco di groove. Tanto che
Ain't No Waitin' For You suona come un tributo vivente ai fratelli Robinson. C'è anche il tempo di fermarsi a riflettere, ripensare la propria vita e meditare sulle note toccanti della springsteeniana
Cherry Rolling Down the Window,
Northern Swamps conclude il lavoro come pioggia che cade leggera sulle spalle di chi le ha ormai voltate alla 'normalità';.
Band da cinque stelle gli Electric 69, il recupero di certo tipo di rock passa da qui.
Living Rain NEGATRON.IT - MAGGIO 2008Grande label la Go Down rec, nella sua scuderia vi si trovano molte band interessanti: re dinamite, el thule, Dome & la muerte, small jackets, Gorilla, tanto per fare alcuni nomi, e in più questa band di pazzi con un nome così, così...trasudante rock n roll che non si può rimanere folgorati!!ELECTRIC 69!!!
Band piemontese guidata dall'ex-wood, Maury e Ste (ex OnefineDay) ritornano dopo due anni di assenza da quel
Let's play two che nel 2006 aveva rintronato l'underground italiano con il suo hard..rock n roll purosangue. Nel frattempo qualcosa è cambiato però. Si è aggiunto un nuovo componente e un nuovo strumento: il fender Rhodes di Don Luke!!Così, sebbene i punti di riferimento rimangano sempre lì: radio Birdman, i magnifici Hellacopters (ricordo che sta uscendo il loro ultimo LP) e i The Black Crowes, per non dimenticare il DNA malato degli Stooges sparso qua e là, c'è un elemento che sempre più traspare dalla musica degli Electric 69: la cruda attitudine rock n roll. Drumming senza sosta, chitarre che sentirete esplodervi dal di dentro ( Love Reducer, Dance All Night, Lazy Rope), e improvvise melodie (Cherry rolling down the window, Northern Swamps) non bastano a definirli. Si ascolta e si riascolta il disco sempre con nuove impressioni e quando ci si ritrova a leggere i testi, non banali, non semplice sex drug and rock n roll, allora si assimila l'alcol, le cicatrici della voce di Maury, che proviene da tante troppe notti bastarde e sporche.
grande band grande rock!!!
Michele GuerriniMUSICBOOM.IT - MAGGIO 2008La cosa più buona e giusta che si possa dire è che quello degli
Electric 69 è rock.
Là fuori è pieno di band che si ispirano - o dicono di farlo - a
Radio Birdman,
Hellacopters,
The Black Crowes, ma ben pochi riescono a fare del sano, genuino, dannatissmo rock come questi cinque ragazzi.
Sono passati ormai due anni da
Let's play two, album d'esordio con il quale la band aveva imboccato la strada dei grandi, e lungo la via si è aggiunto il fender Rhodes di "
Don Luke " Schiuma al piano. Deus ex-machina della formazione, il nuovo acquisto traghetta lentamente ma inesorabilmente la squadra di Maury
"Wood" Capra (voce e chitarra, ex
OnefineDay), Steve
"B" Bosso (back vocals e percussioni), Mauro
"Gif" Ramozzi (back vocals, chitarra) ed Eddie
"Bullet" Laino (back vocals, basso) verso tracce meno effimere, più solide e lavorate; la base poggia ancora solidamente nel rock dure & puro dei grandi maestri, è facile ritrovarci gli Humble Pie, tra un colpo di chitarra e l'altro, ma ora il sound del gruppo, riverso in questo omonimo album, è più raffinato e tornito.
Come in ogni
dusty disco che si rispetti l'apertura è data da un riff tagliente di chitarra, e
Over and Over, con i suoi assatanati tre minuti e ventitrè di batteria travolgente, non fa eccezione. I ritmi sono più contenuti con
Love Reducer - Again to be a rockin' looser... Gimme a chance my love reducer canta Wood -, che cammina a cavallo della mezzeria tra una ballata e una sonata maledetta sensualmente lenta, ma il fascino polveroso dell'intero album non cala nemmeno qui. Battute travolgenti: è l'intenzione messa in essere dalla band con tracce come
Downtown Boogie, i cui back vocals non stonerebbero in una cover di un pezzo sixties ma che inspiegabilmente si sposano alla perfezione con la chitarra satura e distorta, vero marchio degli Electric, e la batteria sempre sul pezzo, o
Lazy Rope.
Si intravedono ancora piccoli margini di miglioramento, ma il più è fatto: in studio la band funziona, e alla grande, suonando tracce che dentro hanno passione e filosofia rock da vendere: le vostre valvole saranno messe a dura prova.
Giulio 'J' CisamoloRAW & WILD – LUGLIO 2008A circa due anni di distanza dalla pubblicazione di Let's Play Two, tornano gli Eetric69 e lo fanno con un album davvero notevole intitolato semplicemente Electric69. Il quintetto propone un sound che in alcuni momenti mi ha ricordato le cose più r'n'r dei BOC, ma anche gruppi quali Lynyrd Skynyrd (c'è sempre un alone di southern rock sulle canzoni di questo platter), Kiss e Led Zeppelin. La struttura dei brani pur essendo per lo più semplice non è mai banale, anzi è trascinante. Dovessi scegliere delle canzoni più rappresentative del disco punterei sull'iniziale "Over And Over", "Love Reducer", "Cherry Rolling Down The Window" (la mia preferita in assoluto) e "Nothern Swap", tutte song capaci di evidenziare le diverse anime del gruppo (stradaiola, romantica, rude, sfrontata e malinconica).
Non so cosa cerchiate in un disco di rock and roll datato 2008, ma sono certo che in Electric69 lo troverete…Voto:7,5/10
G.F.Cassatellamescalina.it – LUGLIO 2008Stanchi dei soliti fighetti brufolosi in odore brit-pop? Nauseati dai zombie anoressici e pallidi che si addolorano tra le waves dell'oceano della notte? "Balle" in esubero da tanta "gommina Taft extreme" sprecata su teste senza ripieno del punk Last Mtv Generation? Per caso anelate al robusto sound del Rock'n'Roll sixties di quello fasciato da bandane, tattoo, magnificamente ammorbato da sgassate di Harley Davidson? La GoDown Records mette al riparo tutti, e lancia sul mercato gli Electric 69, pura anfetamina made in Italy; una band nostrana, ruspante che bussa a stelle e strisce il testamento imperituro del Rock'N'Roll Never Die, che senza almanaccare niente rinfresca – in maniera eccelsa - il "benedetto e salvifico" fracasso laido e unto della "Lost rebel youth", quella che sbranava sogni e chilometri tra Detroit e Tulsa, macinando le poetiche stradaiole dirty degli Stones, dell'Iguana degli Stooges, MC5 e i coma etilici degli Skynyrd persi in qualche Route direzione South.
Electric 69 – omonimo della band – è il suono del sudore, madido di chitarrismi smerigliati, corrosivi nei solo, quadrato nei patterns. Ma anche cullante nelle fallen melody a presa rapida squisitamente servite su passaggi di Fender Rodhes che dribblano le scorciatoie del facile "tranello" honey appiccicoso, integratore di "emozionalità" ridondanti, fino a bypassare in giusta dose i bridge di una sistematica rilettura sonico-grammaticale di spessore, di high Hard Rock'N'Roll.
Maury Wood voce e chitarra ritmica, Gif lead guitar, Stevie B. batteria, Eddie Bullet al basso e Don Luke al Piano Rodes masticano alla perfezione la lezione del classic rock e non lo mandano a dire come del resto non illudono terzi circa l'essere portatori sanissimi di un sound che è pronto a ritornare in scena a breve; semplicemente suonano e ammaliano con i punti fermi della storia rock, appassionano per la sintonia d'insieme e giocano con le corde emozionali vintage di chi gli "enta o gli anta" li ha già sorpassati, catapultandoli, per un pugno di minuti, in quell'innocenza selvaggia, in quello "spacchiamo il culo al mondo", inno imprescindibile di un allora incredibile stile di vita a tutto gas.
Tutte le nove tracce sono da gustare fino in fondo, ma tanto per grassettarne qualcuna si consiglia di ficcanasare in "Cherry Rolling Down the window" o nel climax sliddato di "Northern Swamps"; giusto per assaggiare il vento caldoelettrico dei Seventies che vi aspetta. Ma siete ingordi e caratterialmente portati al tutto e subito? Va bene, ficcate interamente la testa dentro questo cd, fatevi tramortire dal suo magnifico suono e non preoccupatevi più di nulla, qualcuno prima o poi vi tirerà fuori!!
maxsanStonerRock.COM – July 2008If Electric 69's sophomore album and debut for All That's Garage Rock label Go Down Records is not cut from the same cloth as the last few albums by the Hellacopters, then this Italian five-piece at least frequents the same tailor.
And damned if they don't look good in those clothes. The more discerning will probably turn their noses up at the band, thanks to that overwhelmingly familiar sound, but those who can appreciate strong riffs with catchy choruses and an energetic delivery will dig the hell out of Electric 69. And when I say "energetic," I mean it. "Over and Over," "Love Reducer," and "Lazy Rope" in particular are all fired up, the sort of numbers that gets a crowd on its feet and shaking to the beats. It's not all four-on-the-floor rhythms, though. The band plays it mellow here and there, most notably on "Cherry Rolling Down the Window" and the bittersweet "Northern Swamps." On both the keys take a more prominent role, giving the song plenty of warmth. I'm not quite sold on the saxophone solo at the end of "Cherry Rolling Down the Window," but that's a minor complaint.
Essentially, for those mourning the loss of the soon-to-be-defunct Hellacopters, well, there but for the grace of God goes Electric 69. For that demographic, this one's recommended.
John Pegoraro Metal Maniac – LUGLIO 2008Quando Usci "Let's Play Two", due anni or sono, furono in molti ad etichettare i piemontesi Electric69, band guidata dall'ex Wood Maury, come gli Hellacopters italiani. Oggi la band è cresciuta, è maturata, ha inquadrato meglio il tiro tanto da giungere all'appuntamneto con la nuova fatica discografica con un sound in qualche modo rinnovato rispetto al passato. 'Electric69' suona meno irruento, meno arrabbiato rispetto al disco precedente, alcuni spigoli sono stati levigati e se l'influenza di Nickie Andersson e soci continua ad essere evidente, ad essa è andata ad affiancarsi una certa passione per band come Radio Birdmanm The Black Crowes e gli onnipresenti Stooges, facendo si che ogni composizione suoni fresca e discretamente varia. Un ottimo ritorno per una band che evidentemente ha saputo cogliere il frutto migliore del rock'n'roll facendolo suo album dopo album...Voto:7
Fabio MaglianoSaltinaria – AGOSTO 2008"Electric69" è un'altalena di emozioni che vi accompagnano per tutto l'ascolto, trasportandovi direttamente nell'America degli anni '70, quando la buona musica e la voglia di divertirsi si respirava a pieni polmoni.
Se non fosse per la data del 2008 scritta sul Cd, si direbbe senza riserve che questo secondo disco degli Electric 69 è arrivato direttamente dagli anni '70 tanto suona retrò e "rockettone".
Un mix di sonorità vintage suonata allo stile dei nordici Helacopters (forte è la somiglianza), senza distogliere l'attenzione anche a rimandi più attuali come "Down town Boogie", dal richiamo allo stile compositivo degli Eagles Death Metal.
Un rock energico e potente si contrappone a ballate dolci e raffinate, come in "Cherry rolling down the window" e "Northern swamps".
Un'altalena di emozioni che vi accompagneranno per tutto l'ascolto di questo buon lavoro, trasportandovi direttamente nell'America degli anni '70, quando la buona musica e la voglia di divertirsi si respirava a pieni polmoni.
Un disco suonato con tanta carica, un pizzico di nostalgia e tecnica sopraffina da vendere.Voto:7,4/10
Alberto Naldini
Kathodik
August 2008
Electric 69 'Electric 69'
(Go Down/Audioglobe 2008)
Tirati e decisi gli Electric 69 se ne fottono allegramente delle mode effimere e fanno un grande balzo all'indietro, direttamente agli anni '70, quelli tanto cari a Black Crowes e Hellacopters. A due anni dall'esordio la band, che nel frattempo è diventata un quintetto, ha raffinato le proprie sonorità, proprio con l'innesto di un Fender Rhodes che ha migliorato notevolmente il loro sound. Sospesi tra hard blues e ballatona country-rock gli Electric 69 riescono a fondere perfettamente il lato stradaiolo e quello che va dritto al cuore del rock. se in Dance all night ricordano i l gruppo guidato dai fratelli Robinson, aggiungendovi tantissimo groove, in Downtown boogie sono sulla stessa lunghezza d'onda del miglior hard rock scandinavo. Anche nelle ballate gli Electric 69 mantengono sempre un approccio rock con le chitarre elettriche che covano sotto la cenere, sempre pronte ad esplodere (Love reducer). Irresistibile poi è la ballata hard-blues Cherry rolling down the window, mentre è particolarmente carica e frizzante Over and over.
Vittorio Lannutti
Voto: 



Rocksound August 2008
La sweconda prova dei rocker novaresi è sostanzialmente differente dall'esordio. Migliore se vogliamo dirla tutta, sia nello stile che nel songwriting piu' maturo. Le citazioni sonore riguardano come al solito gli Hellacopters, ed Mc5, ma stavolta si è andato a parare anche verso altri lidi cari a gente come Black Crowes e Radio Bridman. Rock vintage quello degli Electric 69, a tratti southern oriented, con uno sguardo al passato, ma un piede ben ptenuto nel presente. L'arrivo di Don Luke e del suo Fender Rhodes in formazione ha permesso ai ragazzi di arricchire le trame delle canzoni, dove ora le armonie sbocciano in modo piu' spontaneo. Il trittico di brani che apre il disco ("Over and Over", "Love Reducer" e "Downtown Boogie") è dinamite e regala subito ritornelli memorabili. Citazione dovuta anche epr "Lazy Rope", dove prevale un ritmo contagiosissimo di matrice AC7DC. In chiusura le atmosfere si fanno piu' morbide. "Northern Swamps" è infatti una ballata southern molto nostalgica, suonata con una chitarra semi_acustica. Idea perfetta per chiudere un disco cosi' ben riuscito.
Voto 8
Andrea "Teschio" Paoli