MUSICPLUS.IT - Giugno 2009
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Tribuna
ludu
IN
ETERE
(Danza cosmica) cd
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Prima di
addentrarmi nella storia di Tribuna Ludu ed in “In Etere”, vi voglio dire che
in questo disco c’è la cover di “Io Sto Bene”, brano manifesto dei CCCP Fedeli
Alla Linea, che arriva dritto come un fuso dal loro primo album e che vede il
campionamento della voce di Giovanni Lindo Ferretti catturata durante
un’intervista. Cover molto riuscita. Bene. Si vada avanti. I Tribuna Ludu sono
di Firenze e nascono nel 2004. La trafila è la solita, concerti in giro per la
regione, un primo demo, la partecipazione a qualche importante concorso/vetrina
e poi l’incontro con Donato Masci di Danza Cosmica e finalmente il debutto
discografico vero e proprio. Però un attimo di attenzione. Non fatevi ingannare
dalla copertina del disco che vi potrebbe far pensare ad un sound tribale, etno
world contaminato dalla esperienza di Peter Gabriel. Perché qui si respirano i
fumi del funk bianco del Pop Group, ci si muove a scatti come quando si
ascoltano i Gang Of Four, o ci si perde nel vuoto, con lo sguardo, come quando
ascoltavate gli lp di Faust’ò. I Tribuna Ludu sono un incrocio tra la new wave,
quella sporca e ruvida e le performance distruttive dei Throbbing Gristle
dell’agitatore di scena Genesis P. Orridge. I Tribuna Ludu non sono per i
compromessi, vi basti ascoltare “JPII” e capirete il perché. I Tribuna Ludu vi
possono anodizzare le orecchie senza che voi ve ne accorgiate. Anodizzare
mentre ascoltate “Disordini”, con il suo ritmo spezzatino ed il suo disperato
grido di incasellamento. I Tribuna Ludu campionano dialoghi di film,
televisione, drammi mediatici con una disinvoltura tipica di chi conosce la
materia che tratta. Un grande debutto. Non fatevi però ingannare dalla grafica
di copertina. Qui non c’è world music. Qui c’è l’ansia della società. Qui ci siamo
noi.
Andrea Tinti
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SENTIREASCOLTARE - Giugno 2009
In Etere
Tribuna Ludu
Danza Cosmica Records
Gioca tutto di incoscienza giovanile ed impeto iconoclasta,
l’esordio di Tribuna Ludu. Dopotutto, di questi tempi scegliersi un nome del
genere e gettare nella mischia una cover di Io
Sto Bene di cccpiana memoria è una dichiarazione d’intenti che si presta a
aspettative al di sopra della media.
Quello di TL è un post-punk da nevrosi iper-ritmica posto
esattamente al guado tra follia da calembour linguistico post-surrealista e
isteria strumentale, (auto)ironia caustica e gridata e schizofrenica tendenza
alla frantumazione stilistica, sguardo lucido/ludico sull’attualità e passione
per sonorità (ria)dat(t)ate. La tripletta iniziale Cardiopalma/Stato Di Grazia/Il Passo Dell’Oca è ottimo esempio di
questo procedere citazionista e muscolare, ma è la citata cover dei CCCP a divenirne paradigma: filologica il
giusto, inserisce il turbo a livello di ritmica in (quasi) 4/4 tunz tunz
alimentando fantasmi da disco mitteleuropea post-Berlusconi ter e giocando di
meta-linguaggio con l’inserimento di un campione della voce del Ferretti
intento ad analizzare il portato punk della sua band.
Post-punk(funk?) del terzo millennio che si fonde con la
wave storica del granducato fiorentino? Una versione 2.0 di Camerini votato al dadaismo e virato al nero
tribalismo del Pop Group? I Neon in fissa con le aritmie del funk bianco
e a ruota di intreccio vocale? Ipotesi più o meno plausibili. I tre fiorentini
d’adozione Federico Fragasso (voce, chitarra, synth), Cristiano Bianchi (basso,
voce, synth) e Simone Vassallo (batteria, voce), le aspettative di chi ascolta
le appagano, nonostante In
Etere perda un po’ dell’impatto iniziale mano a mano che si procede
nell’ascolto. Non una bocciatura, quanto piuttosto un consiglio: riuscire a
concentrare al meglio le ammirevoli intuizioni distribuite in questo buon
esordio.
Stefano Pifferi
INDIEWEB - LASTAMPA.IT - Maggio 2009
Distorsioni
e voci registrate. Citazioni musicali e strofe apertamente rubate al ritmo
incessante di batteria. L'esordio dei Tribuna Ludu sorprende e lascia
inizialmente perplessi. Come la scrivania disordinata in cui alla fine, a
pensarci bene, si trova sempre tutto.
L'album, prodotto da Donato Masci per Danza Cosmica, curato e dal suono
compatto. Gli arrangiamenti precisi e sonorità mai scontate lasciano
protagoniste l'idea della formazione fiorentina. Non ci si distrae e si cerca
di capire dove può portare un disco come questo. E' facile perdersi, ma ne vale
in ogni caso la pena.
Federico Genta
FUORI DAL MUCCHIO - Aprile 2009
in Etere
Danza Cosmica/Audioglobe
“in Etere” è il debutto dei Tribuna Ludu, terzetto
naturalizzato fiorentino composto da Federico Fragasso (voce, chitarra e
synth), Cristiano Bianchi (basso, voce e synth) e Simone Vassallo (batteria e
voce). I diretti interessati annotano come ingredienti della loro musica
pulsazioni regolari, massa, furore dionisiaco, idee confuse, anfetamine,
tamburi del Burundi e incisioni rupestri. Quello che incuriosisce maggiormente
è il destabilizzante taglio conferito al progetto, al confine fra puro e
semplice divertimento e pungenti invettive socio-politiche che non risparmiano
niente e nessuno. La musica shakera velocità e asprezze post-punk, gusto per la
sperimentazione, crescendo tribali filo-etnici, trame quasi dance, apparato
ritmico di chiara influenza new wave, travolgente groove funky e cantati
urlati. Su due piedi si potrebbe pensare a gruppi come Bloc Party o !!!, ma i
riferimenti vanno in realtà molto più indietro nel tempo e si chiamano Talking
Heads, Clash o Gang Of Four. La tendenza a ribaltare gli schemi e a inserire
elementi stranianti, non di rado disturbanti – per esempio, estratti di
trasmissioni televisive - richiama alla lontana l’approccio dei Liars, al quale
va sommata l’ironia cinica e dissacrante delle liriche – lodevolmente
affrontate in italiano e focalizzate soprattutto sulle storture della società
contemporanea – che si collega alla lezione dei Devo. Se in prospettiva si può
di sicuro migliorare, la proposta piace per sfrontatezza, apertura mentale ed
energia.
Elena Raugei
MUSICALNEWS - Aprile 2009
Tribuna Ludu – In Etere (Danza Cosmica 2009)
punk funk industriale e pop per gridare
grazie... prego... scusi... tornero'!
Cogita ed analizza, cut and
paste, ordine e disordine: l'urticante debutto discografico del trio
fiorentino dei Tribuna Ludu e' piacevolmente nevrotico. Meglio fascisti che
froci, uno degli slogan dicotomicamente presentati. Cosa vi aspettate da un
testo come Il passo dell'oca? Una bella compilation di luoghi comuni?
Bravi.... E da un brano come Io sto bene del repertorio storico dei
C.C.C.P.? Vi piacerebbe che fosse riproposto con i dogmi e cardini del loro
credo politico, recitati dallo stesso Giovanni Lindo Ferretti, cosi' da non
lasciare dubbi di sorta? Orbene lo trovate.... Ma In Etere non
presenta solo brani politicamente impegnati e remake di storia musicale
italica: e' un forno a micro onde (ad alto grado di radiazioni, altro che
Carbonio 14..) dove girano idee e pazzie sincopate, fintamente funky ma dalla
ironia graffiante e ben registrate. Il panico diffuso che vi prende dal suo
ascolto, e' pero' la colonna sonora ideale per una realtà che non sai capire...
tanto per usare le stesse parole (confessioni?) dei tre Tribuna Ludu. Il
tributo emotivo che la band offre alla new wave italiana dei primi anni'80
(quella che amava scivolare anche verso il punk e/o l'elettronica) e' forte, ma
non costituisce una dipendenza, ma semplicemente un reverente cordone
ombelicale che ancora e' presente: il liquido amniotico che vi scorre porta ad
uno stato di grazia ed un climax pieno di attacchi di panico, con senso di
soffocamento e tachicardia che nemmeno un pacemaker plutonico potra' sistemare
e regolarizzare. Se la musica dei Tribuna Ludu è una singolar tenzone tra
divertimento ed isteria (con una percussiva e vorticosa danza marziale che
frulla in un corpo solo numerose anime musicali), allora questo disco ne e' il
pamphlet piu' logico e rappresentativo. Dato che il suono dei Tribuna Ludu è
ricco ma non è incline ad un facile eclettismo, allora un brano come JPII
(dedicato alla morte di Papa Giovanni Paolo II) risultera' blasfemo solo
nel ritornello lanciato dai Tribuna Ludu, volutamente un dito puntato verso la
mercificazione della sua immagine.
Giancarlo Passarella
MUSICZONE.IT - Aprile 2009
Tribuna Ludu - in Etere
Un sound avvincente,
pieno di riff di chitarra assolutamente degni di nota e costellato di influenze
delle più varie che la fanno da padrona dalle parti della sessione ritmica.
Felice risultato di un'educazione musicale punk-funk
niente male. Inserti
sonori televisivi a mo' di didascalia
di messaggi concettuali disseminati tra le canzoni.
Testi tra il messaggio
in codice e la più svelata critica politica e sociale. Questo quello che troverete al momento di far
partire nel lettore cd "in Etere", debut
album della band fiorentina Tribuna Ludu, che dopo un EP
autoprodotto uscito nel 2006 si affacciano, grazie alla produzione di Donato
Masci per Danza Cosmica, al mercato musicale "dei grandi". E i
Tribuna Ludu arrivano a questo passaggio portandosi dietro tutta l'energia sonora "dei piccoli", con brani tiratissimi e taglienti, che suonano ruvidi all'ascolto ma che sono
supportati da una raffinata
tecnica strumentale. Mentre in pochi
troveranno qualcosa da ridire riguardo al suono di "in Etere", già
possiamo immaginare che non saranno pochi ad avere opinioni contrastanti
riguardo ai testi. Perchè altro lato della medaglia dell'energia sonora
"dei piccoli" è l'irruenza dissacratoria del linguaggio, diretta, a volte ridondante, esplicita e con qualche accenno
d'ingenuità tipica del rock da "liceo classico". Una scelta voluta da
parte dei Tribuna Ludu oppure no? Domanda lecita ma forse oziosa. Perchè l'effetto straniante e provincialmente
surreale di questi testi secondo noi
ben si sposa con l'intento esplicito della band, quello di fare dell'album “la colonna sonora ideale per una
realtà che non sai capire”.
Stern, Redazione Musiczone.it
ONDALTERNATIVA - Aprile 2009
Tribuna Ludu (In etere)
Tracklist:
01. Cardiopalma
02. Stato di grazia
03. Il passo dell'oca
04. Io sto bene
05. Etere
06. Panico diffuso
07. JPII(r)
08. Disordini
09. Microcolture
10. L'idiota
11. Lui! Lui!
Per
un caso buffo e fortuito ho ascoltato per la prima volta i Tribuna Ludu
leggendo un testo di Teoria della letteratura; l’autrice del libro
sosteneva che la formazione dei letterati contemporanei fosse avvenuta
talmente addentro alla cultura mediatica da averli portati ad abolire
la categoria dell’extraletterario, in parole povere, la contaminazione
della prosa contemporanea con materiali multiformi della cultura pop:
musica, cinema, televisione, pubblicità, esattamente quello che fanno i
Tribuna Ludu in musica, nell’ interessante esordio, prodotto da Danza
Cosmica, “In Etere” appunto, a simboleggiare probabilmente lo spazio di
circolazione degli spunti grottesco-moderni cari alla band fiorentina.
“In
Etere” è un album di punk-wave venato di funk e disseminato d’inserti
televisivi, radiofonici o di semplici registrazioni amatoriali, una
formula costante che domina l’intero album, l’apertura è affidata a
“Cardiopalma”, un collage di vecchie canzoni giocato sulla voce
distorta e sulla stereofonia (Stesso trattamento ascoltato ultimamente
in Ares dei Bloc Party), un brano da due minuti e mezzo, come
l’attitudine Punk dei tre richiede.
Sono d’obbligo i riferimenti ai
Devo considerata la poetica dell’idiozia, l’inettitudine post-punk,
sposata ne “L’idiota” (spiccatamente wave) come nel complesso ma è
un’altra la band che ha maggiormente influenzato i Tribuna Ludu, è
chiaro fin da subito, i Cccp, l’impressione continua a crescere fino
alla cover di “Io sto bene”, cover piuttosto rispettosa dello spirito
originale, dichiarazione d’amore -e d’intenti- che i Tribuna Ludu
rimarcano con l’estratto d’una intervista a Ferretti “L’anima di chi
suona e non la qualità dello strumento” è il concetto cardine, un ponte
fra la scena punk e wave dal ’70 all’80 e i gruppi emergenti
contemporanei.
Se si ha voglia di dare un ascolto, alla “qualità
dello strumento”, risulta evidente l’energia sincopata dei fiorentini,
la chitarra riserva spesso piacevoli sorprese (nell’intro della
Title-Track e in “Panico diffuso” c’è addirittura la citazione, chissà
se consapevole, del playing di Daniel Ash); la sezione ritmica è
responsabile della carica più “Danzereccia” della band, sicuramente
un’ottima carta da spendere live; la voce, spesso filtrata o distorta
(per brevi tratti alla Subsonica), non brilla per innovazione o
personalità ma è tuttavia adatta al genere e scandita per dar rilievo
ai testi.
Esattamente con i testi è il caso di chiudere, testi
ironici e critici, zimbello principale il circo mediatico italiano da
“JPII” a “Il passo dell’oca” (brani che contengono, oltretutto,
estratti dallo stesso salotto televisivo); all’orrore pacchiano della
società moderna i Tribuna Ludu contrappongono il vitalismo d’uno
spirito infantile e ludico (“Lui!Lui!” e “Microculture”), la loro non è
una rabbia distruttiva ma piuttosto dissacrante, lontana dalla
disperazione, “JPII”, insomma, non è la nuova “Svegliami”, ma -questo
è il grande pregio dei Tribuna Ludu- neppure ci prova, la cosa
funziona, i Tribuna Ludu hanno già suonato sul palco dell’ Heineken
Jammin' Festival nel 2007.
Aggiunto: 29-04-2009
Recensore: Fian
Voto: 



ONDAROCK - Aprile 2009
TRIBUNA LUDU
In Etere (Danza Cosmica) 2009
punk-funk, wave
Giovani e sfrontati, i fiorentini
Tribuna Ludu pubblicano il loro disco di esordio con Danza Cosmica forti di un
buon successo ottenuto tra le prime incisioni che li ha portati anche a suonare
sul palcoscenico dell'Heineken Jammin' Festival nel 2007. I timori reverenziali
non sa nemmeno cosa siano, il gruppo fiorentino, che già nell'iniziale punk
no-wave "Cardiopalma" sbeffeggia grandi nomi della canzone italiana,
poi coverizza "Io sto bene" dei Cccp
come i Devo,
tribalizza post-punk alla Pop
Group in "Lui! Lui!", affronta temi come la politica con degli
inserti registrati ne "Al passo dell'oca" e disserta persino sulla
morte di Papa Giovanni Paolo II nell'incalzante e salterino wave di
"JPII(r)". Constatato che l'attitudine punk c'è, il coraggio pure
(anche di sbagliare), passando al lato tecnico potrebbe bastare l'estratto
dell'intervista a Lindo
Ferretti inserito in una delle tracce per spiegare come la pensano questi
ragazzi toscani; sound
elettrico spesso distorto ("Disordini"), a volte quasi sguaiato e
rumoroso fino a sfiorare il noise ("Microcolture"), tecnicamente non
ineffabili e pure la voce è quella che è, ma poco conta. Il punk-wave-funk dei
Tribuna Ludu non è fatto per essere tecnicamente "stiloso", ma per un
divertimento isterico, una danza lobotomizzata che canta di grandi temi ma
senza crederci troppo. E allora perdoniamo a questi toscanacci gli errori, se a
volte sembrano prendersi troppo sul serio, se il disco in alcuni punti cala di
tensione, se i testi non sono proprio delle genialate. In fondo, lo spirito
punk radicale non fa caso a queste cose, e poi, lo dicono gli stessi Tribuna
Ludu, "In etere" è la "colonna sonora ideale per una realtà che
non sai capire".
Gianni Candellari