"Devo ammettere di aver temporeggiato a recensire il demo dei nostrani Pulvis et Umbra perché non riusciva a convincermi del tutto.
La band, nata come tribute dei Gamma Ray, presenta, infatti, una proposta parecchio difficile da catalogare: quattro brani in cui chitarra acustica e una dolce voce femminile (dalla pronuncia inglese marcatamente italiana!) si intrecciano al growling non troppo persuasivo di Damian (unico membro originario rimasto) e a brevi distorsioni che appaiono quasi fuori contesto in un album dal sapore prettamente acustico.
La registrazione è buona e le premesse discrete ma le potenzialità necessitano di essere espresse al meglio dai Pulvis et Umbra: aspetto un album dal sound maggiormente definito, magari verso sonorità più estreme."
VikingBlood