"Di nuovo al Thunder Road, per vedermi un paio di band una delle quali prima della serata a me sconosciuta. Appena arrivo nel locale vedo purtroppo poca gente, ed in quel frangente il palco era già occupato da un tributo Gamma Ray… ora, è vero che apprezzo i Gamma Ray in quanto forse l'unico gruppo del suo genere musicale che si discosta dal resto, vuoi per capacità compositive che tecniche, ma oltre un'ora di tributo comincia ad essere ingodibile… nonostante la band in questione sia buona e ce la metta tutta per regalare al pubblico una buona esibizione… ma veniamo a noi, ai Pulvis Et Umbra ed i Necroart.
Due band senz'altro valide, quest'ultima con più esperienza e segnata da diversi cambi di line up. Appena i primi salgono sul palco, notandone l'abbigliamento, mi aspetto una delle solita band nu metal o qualcosa del genere… fortunatamente mi sono sbagliato. I Pulvis Et Umbra (nome curioso ma da d'effetto) ci dilettano con pezzi legati al buon vecchio death metal made in Florida, arricchendoli con qualche apertura melodica fortunatamente lontana dalla scena di Goteborg… mi spiego: indipendentemente dai miei gusti (odio il death metal di Goteborg) e dalla grandezza o meno di tale realtà musicale, di cloni degli At The Gates o dei Dark Tranquillity ce ne sono in giro troppi e sembra che sia una moda. Da grande fan degli Atheist, Pestilence, Death fino a Individual Thought Patterns e comunque del death metal di Tampa, provo un enorme piacere sentire una band che a quello stile ne riconosce il tributo. Non significa che li stiano copiando o altre fandonie di questo tipo, vuol solo significare il fatto che il riffing dei Pulvis Et Umbra mi ricorda uno stile purtroppo oggigiorno poco apprezzato, nonostante il ritorno di alcune band dell'epoca mi faccia ben sperare. Comunque, rimaniamo su cose più concrete: le loro composizioni filano lisce, incisive, con ottimi cambi di tempo, ben costruite e ci lasciano intravedere una certa capacità tecnica ben adoperata e non fine a se stessa. Forse nei solo sarebbe apprezzabile un minimo di virtuosismo in più, ma niente di particolare. Impressionante il growler: potente, altrettanto incisivo, protagonista di linee vocali ben fatte e con un'ottima scansione ritmica. Sicuramente, se capitasse l'occasione, andrò a rivederli e vi suggerisco di fare lo stesso. Per amanti del genere e per chi desidera proposte sì legate ai tempi che furono (mitici anni 80' e primi anni 90'!!!) ma riviste con qualcosa di nuovo."
NikoThrasher