BLOW UP ITALY
Mi and L’Au
good morning jokers.CD Borne Recordings/Acuarela
14T-50:31
Si è fatto attendere un bel po’ il secondo
album della coppia franco-finlandese dopo
che l’esordio, a fine 2005, ci aveva stregato
con la delicatezza di un folk cantautorale suonato e cantato
in punta di dita e di fiato. Non è cambiato
granché da allora a parte l’etichetta, visto
che stavolta i due si sono accasati in Spagna;
il resto vive sulle medesime coordinate di
poche note di piano ripetute come
un mantra in minore, qualche accordo di
chitarra, una quieta folata d’archi e un
uso estremamente
intelligente degli interstizi ‘vuoti’ tra una
nota al ralenti e la voce (magistrali in tal
senso The Pearl e Spartan Dance). Quelle
di Mi and L’Au sono canzoni che si reggono
solidamente su un fragilissimo nulla
(Dance on My Skin) ma sanno anche
accendersi coi colori di una fanfara dixieland
(Bingo, una meraviglia) e di sommesse
escrudescenze free (i fiati jazzy-noir
che stanno sulla distanza di Dancing And
Smiling). Quando è L’au (il ‘lui’ della coppia)
a prendere il microfono tra le mani è
l’ombra di Leonard Cohen a divenire palpabile,
come accade nell’iniziale Up In The
Building e nelle splendide They’re Coming
e Dancing And Smiling, altrimenti il parallelo
è con la Josephine Foster eterea ed
evanescente dei Born Heller. È questo un
album il cui magico equilibrio sottolinea
una caratura da classico istantaneo - e
non solo del songwriting - perché raramente
si sentono arrangiamenti tanto puntuali
e una scrittura che sa muoversi in
maniera così limpida e capace ruotando
perennemente attorno all’impronta tradizionalista
delle basi (Vampire, e non solo).
(8/8) Stefano I. Bianchi