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Last Updated: 7/22/2009

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Tuesday, May 20, 2008 

Rolling Stones "..Tra veri inni pop come Summer Starts Today e ballate rock (Yeah..so pretty!) questo disco si farà lentamente spazio tra i vostri acolti quotidiani, fino a diventare una piacevole abitudine "(quattro stelle) Giuseppe Fabris

 

SMEMORANDA "la copertina non mente, con quella ragazza in movimento in quel di Belfast, si capisce subito che nel cd troveremo ritmo, chitarre e buone vibrazioni. Le troviamo nell'avvio della title-track romantica e notturna, nel rock chitarristico di "Your House Was Bright On Sunday" al quale la mia coda non resiste, nella perla di blues quasi ledzeppeliano "Crash". E siamo solo ai primi tre favolosi pezzi.Il resto è un crescendo di melodie e omaggi indiretti al meglio del pop-rock degli ultimi quarant'anni (Beatles, Kinks, Velvet Underground, solo per fare tre nomi) fino allo sfiorare la perfezione nella cover conclusiva di "A Robert's Song" (dello svizzero Robert Vogel, sì, svizzero) dove gli Zabrisky suonano come un solo individuo" L'Alligatore

-Guido Gambacorta - www.freakout-online.com
"Un salto indietro nel tempo di circa quattro decadi e da lì su su fino agli anni Ottanta inglesi, quelli della Creation e della Sarah Records: i Beatles sì ("I love her when she smiles"), ma inzuppati in salsa shoegaze ("Your house was bright on Sunday"), con la cover di "Emma's house" dei Field Mice (correva l'anno 1988) che suona più o meno come i Felt di "Forever breathes the lonely word" (correva l'anno 1986) e con quella di "A Robert's song" del chitarrista svizzero Robert Vogel che rappresenta il trampolino di lancio verso possibili incursioni post-punk."

Giancarlo Turra - www.sentireascoltare.com
"Questo sono difatti gli Zabrisky, quartetto veneziano con un mini e un album vecchio ormai di sei anni in carniere attivo dal 1995: gente che non ha problemi ad appuntare le influenze sonore sul bavero della giacca e non si nasconde dietro un dito. Da apprezzare anche solo per quello, e stilisticamente perché nel panorama nazionale rappresentano una rarità col loro rifugio di sorridente uggia adolescenziale che fece immensa una cult-label come la Sarah Records, ancor di più se inzuppata dentro policromie psichedeliche e retrogusto wave. "

Federico Guglielmi - Mucchio, Febbraio '08
"…Northside Highway vanti fascino da vendere, con le sue melodie cristalline all'occorrenza sporcate di ruvidezze, la genuinità che esala dalle sue note, l'efficacia delle composizioni autografe (a cominciare da quel brioso gioiellino che risponde al titolo di Crash, o dalla mesmerica e avvolgente Summer Starts Today) e di una cover scelta non a caso come Emma's House degli indimenticati Field Mice. Insomma, un bel modo di guardare indietro con abilità, purezza e sentimento, grazie anche alla produzione visionaria dell'ottimo Giovanni Ferrario."

Enrico Veronese - Blow up, Febbraio '08
"Grazie quindi agli Zabrisky e al loro produttore Giovanni Ferrario (da collaboratore primo delle band mestrine, al servizio di PJ Harvey) per riportare il pop a casa dentro un album deliziosamente fuori moda, custodito dalle torri di brani come Your House was bright on Sunday o Crash, con la forbita divagazione summer of love di Flowing fun e la tenera, familiare Summer starts today a spargere lo zucchero in cima comprovando che più dell'originalità serve la freschezza."

Ester Apa - Rockit 13-02-2008
Seconda uscita discografica per questo quartetto veneziano che ondeggia amabilmente nella Summer Of Love degli ultimi Beatles ("Flowing Fun") ma naviga sapientemente anche i crepuscoli musicali di gruppi come i Velvet Underground ("Northside Highway"). Non ci sono orpelli, fronzoli: "Northside Highway" è un album che ti fa sentire a casa, che canticchi subito dopo il primo ascolto ed hai voglia di risentire quando il frastuono che ti circonda rischia di farti dimenticare che è ancora possibile tendere l'orecchio alle melodie che spesso vengono annerite dai suoni cattivi. Uno dei migliori pregi di questo disco è proprio la grazia compositiva: hai la sensazione che la sequenza di nuclei narrativi e musicali sviluppati dal gruppo si muovano secondo un'idea circolare, elemento che dà all'album una decisiva compattezza nel suono ma anche un forte senso di dinamicità ("I love her when she smiles"). Non ci sono forzature di alcun tipo e spicca un uso preponderante delle chitarre che si muovono senza esitazione nei territori del pop di buona fattura: quello che predilige la semplicità, che ha padronanza degli strumenti utilizzati, che onora la classe vocale e ha voglia di arrivare a un uditorio composito percorrendo le strade principali ("Your house was bright on Sunday"). "Northside Highway" non è un disco nato per ammiccare ad intellettualoidi in cerca di supereroi del post-rock, né ad adolescenti attenti molto più che alla musica alle pose plastiche dei gruppetti da nuovo millennio; ma può paradossalmente essere apprezzato da entrambe le categorie di ascoltatori citati. Non ci sono spasmi, tortuosità musicali, ma una straordinaria armonia in cui il respiro si fa lento, gli strumenti non si inseguono a fatica e le note scorrono veloci. Le nostalgie non sono disseminate in codici indecifrabili, gli Zabrisky rigettano gli artifici e utilizzano come unico espediente musicale la freschezza del suono, che come motivo comune attraversa l'intero album. Gli otto brani originali si coniugano felicemente con le pregevoli riletture di "Emma's House" dei Field Mice e un'inaspettata "A Robert's Song" di Robert Vogel e fanno di questo lavoro un piacevole viaggio in quel pop britannico asciutto, caleidoscopico e meravigliosamente orecchiabile.

Stefano Gilardino - Rock Sound , Febbraio '08
Prima che restiate sorpresi e indietro con le mode e le tendenze, ebbene sì, sta tornando anche lo shoegazer, microcosmo pop inglese, giunto solo di rimbalzo qui da noi, soprattutto con My Bloody Valentine e Lush. Tutto questo panegirico per inquadrare un minimo i veneziani Zabrisky – e a loro merito va detto che cinque anni fa ai tempi dell'esordio, erano influenzati esattamente dalle stesse cose e quindi per nulla trandy -, amanti della stagione pop inglese di fine anni Ottanta, e piuttosto bravi a farla propria, con piccole perle che nulla hanno da invidiare a quelle dei loro colleghi albionici. Insomma, "Northside Highway" piace e pure parecchio, anche per quelle due cover – dei Field Mice (la splendida Emma's House) e di Robert Vogel, misconosciuto chitarrista svizzero, collaboratore di Yello e Fred Frith – che rivelano accuratezza e passione profonda. Il resto è farina del sacco dei Zabrisky, come "Your House Was Bright On Sunday" o "Summer Starti Today", ed è un piccolo prodigio di questi tempi.

Emanuele Salvini - Rockerilla, Febbraio/Marzo '08
A più di un lustro di distanza dall'uscita dell'omonimo "Orangegreen", tornano i veneziani Zabrisky, quartetto di indie rocker innamorati tanto dell'epoca shoegaze quanto di band come Stone Roses, Northside (omaggiati nel titolo) e Material Issue. Le dieci nuove canzoni mostrano una band adulta che, a queste frequentazioni, affianca una venerazione per il vecchio rock di Beatles e Kinks.
L'incipit, con la title-track, è lieve e psichedelico, mentre brani come "Flowing Fun", "Crash" e "I Love Her When She Smiles" dimostrano come la lezione dei La's non sia passata invano. L'amore per l'indie pop e per le saghe di tanti adorabili outsider innerva dunque le dolci trame di "Northside Highway", che tuttavia non viene a porsi come una mera manifestazione di estetica revivalista, grazie al talento e al gusto melodico dei suoi interpreti.

Maurizio Blatto - Rumore, Marzo '08
Non fai una cover dei Field Mice per caso. Non intitoli una canzone Your House Was Bright On Sunday se non hai una certa sensibilità per collare. Non puoi permetterti chitarre come quelle di Crash se non hai metabolizzato perfettamente l'indie psichedelico inglese degli anni ottanta. Tornano dopo più di cinque anni i veneziani Zabrisky con un album che sarà una delizia assoluta per chi pratica botanica da giardino pop britannico. Robyn Hitchcock, i Moose, la Sarah Records (Emma's House, splendida, da lì brilla) i Teardrop Explorer, il suono della giovane Scozia, i primi Ride, i Biff Bang Pow!: tutto sembra ed è, in un gioco di rimandi mai sterile. Chi può vantare oggi un gioiello come Summer Starti Today? Meriterebbero di uscire tutte su 7" queste canzoni, con copertine blu e ragazze con libri in mano, fiori e finestre. Il mio disco del cuore del mese. Potrebbe esserlo anche per voi, selezionate My Room Is Like A See e uscite. Magari sarete fortunati, magari piove.

Massimo Sannella, www.mescalina.it 17/03/08
Se pensate di avere a che fare con un disco siete completamente fuori strada. È un happyness. Non tenete nemmeno conto delle dieci tracce che il lettore cd riporta in bluette, perché "Northside Highway" dei veneziani Zabrisky (che tornano alla discografia dopo cinque anni di silenzio musicale) è un flusso continuo di suono e vibes a refrain.
La sensazione che suggerisce è quella di ventose e piovose spiagge del Galles in cui sciabordano tutte le gemme caleidoscopiche di quel dream pop psichedelico since '80s, dolciastro e fumato, lontano ere dai miasmi del dopo o fine punk, ma che ancora in qualche in qualche distratto tic si "guarda le scarpe" ovvero shoegaze.
Un vero uovo di pasqua per tutti coloro che del pop britannico ottozero ne hanno sezionato e ingoiato le primigenìe fonetiche di Barrett, i lasciti flower-power Beatlesiani e le splendide "fuoriuscite" in sette pollici delle gloriose "due ciliegie rosse" che capeggiavano a vista sul logo della Sarah Records di Bristol.
Il disco a comando del player puo essere frainteso prettamente come uno di quei amarcord tribute senza spirito e amor proprio, un parassitaggio di suono che ha solo l'ambizione di "riprogrammare", del "torniamo all'antico e sarà un progresso"; errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Certamente il rimando vive, ma vola e brilla di ali sue, in una forma splendente, professionale, con una dolcezza che ti lascia di stucco; tutto è poeticamente assimilabile, senza età, orecchiabilissimo, suonato da dio, un total diving in quegli anni placentari in transito da ascoltare con i brividi in corpo ("Summer starts today"), dondolando plagiatamente ("Flowing fun"), ancheggiando a tempo ("Yeah…so pretty"), volare mentalmente nello spazio aereo di Bristol ("My room i like a sea").
La sabbia di quelle spiagge del Galles ti entra ovunque, specie nelle rivisitazioni transgenicamente cool di "Emma's house" dei Field Mice e " A Robert's song" di Robert Vogel, nella quale sussiste il pericolo di rimanere vittime da ossessione da repeat. E tra le folate di vento e le pieghe color carta zucchero di questo "Northside Highway" si è confortati dall'abbraccio ritrovato dei Bing Bang Pow!, Teardrop Exploded, Moose che birichinamente giocano a nascondino con l'aria da folletto di un Robyn Hitchcock.
Non liquidateli come un solito gruppo pop dream che gioca da grande, perdereste la possibilità di scoprire brani come "Crash" o "I love her when she smile", perfetti per saltare giù dal letto e correre ammaliati verso una spiaggia qualsiasi.

Enrico D'Amelio, www.ondalternativa.it 23-03-2008
Dal '95 ad oggi gli Zabrisky ne hanno fatta di strada arrivando a presentarci un ottimo disco "Northside highway" diretto e colorato di indie e shoegaze. Il treno delle canzoni viaggia spedito e senza pause, il percorso non presenta deviazioni: l'obiettivo del disco è chiaro fin dall'inizio e raggiunto con dieci tracce "una tira l'altra".
Nessun calo di tensione nel corso dell'ascolto che risulta facile e immediato acquistando sfumature diverse di pezzo in pezzo: si passa dal "divertentimento" di "Yeah so pretty" al "sognante" di "Summer starts today". Il punto forte del disco risulta essere proprio la camaleontica facciata delle canzoni…dall'azzurro dell'estate al marrone dell'inverno. A tratti molto simili ai R.E.M., la voce calda e la chitarra sfornano testi e arpeggi mai fuori posto accompagnati dalle quattro corde in un crescente battito di pelli che sfocia in "Crash" forse la migliore canzone del lavoro. Nell'album sono presenti anche due cover degli anni ottanta che tanto piacciono agli Zabriski, "Emma's house" e "A Robert's song" riempiono l'album per una durata complessiva di mezz'ora.
Giovanni Ferrario ha fatto proprio un bel lavoro trasformando quello che a prima vista potrebbe sembrare un freddo disco indie in un veloce (pochi minuti a canzone) e orecchiabile pop.

Antonio Vivaldi - LA REPUBBLICA XL:.."il gruppo veneziano lavora di precisione. Nulla è fuori posto e la fluidità fa impressione. Se manca il pezzo che colpisce secco, i successivi ascolti rivelano la bellezza di Crash e soprattutto di Summer Starts Today, bella sintesi di Love e House Of Love."

Luca D'Alessandro - MUSICBOOM "una frizzantina mistura di pop ben screziata dalla psichedelia che guarda a modelli quali Pavement e My Bloody Valentine con un pizzico di riverenza e nessuna fifa.
Il piglio è adolescenziale ma è ben coniugato dall'asprezza di qualche passaggio, dalla brillantezza di alcune aperture ma, soprattutto, dall'incredibile naturalezza con cui scorrono i brani sul lettore. Una unica onda che investe senza mezze misure e con cui fare il pieno tutto d'un fiato.
Su tutto, inoltre, aleggia la schiettezza delle composizioni di Northside Highway, vero e proprio denominatore comune dell'intero progetto Zabrisky"