Ci sono cose che non dovrebbe3ro passare inosservate!
come quello che ho visto sul tg3 oggi...ma perchè solo sul tg3?una volta??e poi ci sono i consigli su come fare un buon barbecue??
la cosa che mi ha fatto un po' rabbrividire è stato il modo in cui ha detto "di colore"...sarò io...bah...vabbè ecco qui :
il manifesto del 08 Agosto 2008
CASSANO D'ADDA Il Comune interdice l'accesso al fiume per il giorno di festa
Pic nic vietati a Ferragosto Soprattutto per i senegalesi
ALESSANDRO BRAGA
MILANO
Non è certo Giancarlo Gentilini che, per carità, di gente come il prosindaco trevigiano uno basta e avanza. Ma, nell'estate delle ordinanze anti-immigrati, il «buon» sindaco di Cassano d'Adda (un comune di circa 20mila abitanti in provincia di Milano), il forzista Edoardo Sala, ha voluto, in piccolo, fare la sua parte. E ha deciso di impedire lo svolgimento della festa di ferragosto della comunità senegalese sul suo territorio.
Con un'ordinanza ad hoc, preparata in fretta e furia nell'afosa calma estiva della profonda provincia milanese: «Per il giorno 15 agosto 2008, dalle ore 7 alle ore 24 - recita il documento, datato 23 luglio - è fatto divieto assoluto di accesso e permanenza di cose e persone all'interno dell'area denominata 'Pignone' che per l'occasione avrà gli ingressi debitamente chiusi con apposita segnaletica verticale». Per capire la valenza «razziale» dell'ordinanza bisogna spiegare, per chi non è del posto, cos'è il 'Pignone'. L'area del 'Pignone' (Al Pignùn, come lo chiamano gli autoctoni), nella frazione di Groppello d'Adda, è un bell'angolo vicino al fiume. Tanto verde, molta ombra, la frescura che arriva dal corso d'acqua. Una pista ciclabile che da Milano porta fino a lì, e una zona attrezzata per pic-nic e gite domenicali di indigeni e milanesi alla ricerca di un po' di relax fuori porta. Infatti, ogni fine settimana da maggio a settembre, tempo permettendo, la zona è meta di famigliole con bimbi al seguito, ragazzotti che giocano «al pallone», pescatori e coppiette che provano a infrattarsi per avere un po' di intimità. E, almeno fino allo scorso anno, di tutta la comunità senegalese della zona, che da oltre vent'anni trascorre il ferragosto sulle rive dell'Adda. Organizzando una festa spontanea, che vede arrivare da tutta la Lombardia gente originaria del Senegal, ma non solo, e che è diventata col tempo un'occasione di socialità e integrazione tra la comunità immigrata e gli «indigeni», perlomeno quelli che in quel periodo non sono spaparanzati al sole nelle loro case di villeggiatura.
Ma, per il primo cittadino cassanese, quella festa non s'ha da fare. E allora ecco pronta l'ordinanza. Che motiva la decisione di chiudere la zona con «il diffuso allarme sociale» provocato negli abitanti «dall'elevato numero di persone di diversa nazionalità» (africana, naturalmente. E se fosse svizzera o statunitense?) che ormai da diversi anni si ritrova nella zona. Probabilmente «brutta gente» secondo il sindaco e che, a suo dire, fa un «uso spropositato di bevande alcoliche (gli italiani no?), di strumenti atti a generare musica (si chiamano strumenti musicali, signor sindaco) e che deturpa il patrimonio pubblico». Quindi lì non ci deve stare. E sì che la festa senegalese è riuscita a sopravvivere anche a due mandati di monocolore leghista, proprio perché anche la «vox populi» ha sempre riconosciuto la civiltà dei partecipanti e la cura nel non arrecare danni all'area. «E poi - denuncia Pietro Zanaboni, capogruppo in consiglio comunale dei Comunisti cassanesi (una lista che si è presentata alle elezioni con un simbolo con ben due falcemartello, roba da far invidia a Diliberto) - gli atti vandalici usati dal sindaco come pretesto avvengono tutto l'anno, e sono opera di ragazzini del posto, che probabilmente ad agosto sono a divertirsi sulla riviera romagnola».
Quello per la festa di ferragosto non è il primo «niet» del sindaco. In primavera aveva vietato il concerto del Primo Maggio, dicendo che era troppo rumoroso, e il mese scorso ha impedito che si svolgesse in un parco cittadino un corso di yoga organizzato dai Verdi locali (troppo rumoroso anche quello forse). In compenso, qualche settimana fa, i cittadini cassanesi sono stati svegliati nel cuore della notte dai fuochi d'artificio sparati in villa Borromeo, storica villa cassanese (e di proprietà di Silvio Berlusconi), dove si stava tenendo una festa della guardia di finanza. A un'interpellanza presentata dalle opposizioni sulla questione in consiglio comunale il sindaco si è scusato, dicendo che era stato un errore, ma che «visto il calibro dei partecipanti (Anna Falchi e, pare, anche Giulio Tremonti) l'evento aveva dato lustro alla città». Allora una soluzione, per la festa senegalese, forse c'è. Che gli organizzatori invitino anche Youssun'dour. Il sindaco potrebbe accoglierlo con la fascia tricolore. E' questa l'ora del coprifuoco nei parchi di Novara, stabilita dall'ordinanza del sindaco leghista di Novara Massimo Giordano. Superata l'ora X
scatta una bella multa.