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vorrei addormentarmi guardando la tv, ma la tv si è rotta. cioè, non si è propriamente rotta, il tasto dell'accensione che fino a prima del festival di sanremo andava stimolato con del giornale arrotolato o con i flyer di italo italo italo(terminati perchè considerati i migliori flyer possibili dai quali ottenere dei filtri), adesso ha deciso di non raggiungere più il punto x che permetteva al televisore di prendere vita, e quindi mi ha abbandonato così. tutte le cose che io volevo vedere, compresi il festivàl, chi l'ha visto? e i bellissimi di rete quattro sono ancora lì, ma io non riesco a pigiare il tasto. è così che finisce con gli elettrodomestici(categoria che non saprei dirvi se comprenda anche i televisori o meno), una sera siete lì insieme a emozionarvi per "l'esorcista" e la sera dopo agonizzi sul divano alla ricerca di un pippo baudo perduto, mentre i tuoi amici si divertono a mandarti sms riguardanti le prestazioni dei giovani cantanti neo melodici o mms con le foto delle proprie terga. quindi non chiedetemi chi ha vinto, quanti hanni ha o dimostra la tatangelo, che scarpe portava chiambretti o da che parte aveva il riporto pippo, non lo so e se ci penso soffro. non chiedetemi nemmeno come si espelle un pesante ed antico televisore da casa, non so nemmeno quello, ci sono ottime probabilità che resti lì a far da sostegno al brutto quadro che vi è sopra in eterno.
così per distrarmi dalle brutture e avere qualcosa da fissare ebete e passiva sono andata al cinema e ho visto il petroliere e il film dei coen. il petroliere è la storia di un uomo virilmente baffuto a cui piace trivellare la terra e guadagnare i soldi, che è tanto cinico e calcolatore, e che ogni tanto fa affari coi preti e ogni tanto li fa fuori. nell'anno del signore duemilaeotto il petroliere sarebbe un astuto stipulatore di costose polizze rc auto tormentato dagli scientologisti. il film dei coen è un pò simpatico e anche un pò stupido, ci sono un killer molto pazzo e molto cattivo, uno che muore alla fine del primo tempo, e uno sceriffo anziano e malinconico che rappresenta le forze del bene stanche e fuori gioco. a milano "non è un paese per vecchi" parlerebbe del cortile di casa mia, treppiede avrebbe un uzi nella stampella e comincerebbe a fare fuori i condomini uno per uno, l'uomo ghiacciolo resisterebbe fino alla fine del primo tempo e il portinaio, devastato dal senso di frustrazione e di inutilità della sua posizione ai fini del bene comune, si rinchiuderebbe nella sua minuscola casina, e rinunciando a salvare chiunque, compresa la sottoscritta, si guarderebbe la finale del festival di sanremo con una tazza di tè. il film si chiuderebbe con le lacrime di anna tatangelo che dichiara al pubblico il suo amore per il cantautore gigi d'alessio, il quale, si scoprirà nel sequel, altro non è che la checca di cui parlava la canzone.
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