Ventuno passaggi.
Ventuno passaggi per 400 km di strada statale, da Roma a Ravenna.
Tutta la via Cassia, poi la Feantina , e da Faenza, dritti verso il mare.
Ventuno passaggi per attraversare 3 regioni, per vedere i colori cambiare:colline, campi, un paio di laghi, prati, montagne. E poi il mare.
Alla fine di tutto c’è il mare, che attende.
Ventuno passaggi per condividere qualcosa con un perfetto sconosciuto che in quei 5 secondi in cui incrocia il tuo sguardo, mentre è al volante e tu sei sul ciglio della strada, deve sentire di potersi fidare, e così anche tu del resto.
Abbiamo incontrato persone straordinarie con cui abbiamo chiacchierato, riso, cantato, mangiato. È capitato anche di commuoverci.
Persone che aprendo la portiera della loro macchina ci hanno regalato un attimo della loro vita.
Persone che non avevano mai dato un passaggio a nessuno.
Persone che ce l’hanno dato perché il cane sul sedile anteriore si è mostrato benevolo e persone che non hanno capito che stavamo davvero girando un videoclip.
Persone che ci hanno aperto anche la porta di casa, dandoci una lezione di vita enorme.
Era un videoclip certo, ma è stato soprattutto un cammino.
Ho superato paure, sovrastrutture, ansie. Ho chiuso lo zaino con l’indispensabile e sono partita.
Ho per forza di cose lasciato a casa tutto.
In questi 3 giorni non c’era spazio per nient’altro nella mia mente, le emozioni del viaggio occupavano troppo spazio.
E poi c’erano piccoli problemi da risolvere minuto per minuto, serviva lucidità sempre e comunque… capire se eravamo sulla strada giusta, le batterie delle telecamere spesso scariche, l’acqua che finiva, il cibo anche, il sole a picco sulla testa e non sapere dove avremmo dormito dopo poche ore… e i passaggi che a volte tardavano ad arrivare.
E’ stato bello, magico, sorprendente.
È stato bello dare e ricevere fiducia, capire che avere paura in modo incondizionato non serve. Serve attenzione, ma la paura non serve. La paura che paralizza, che fa credere che siano tutti pronti a farci del male è malsana e infondata. E fa in modo che non ci sia più uno scambio tra le persone
Ventuno passaggi per sentirci dire “siete degli incoscienti, dovreste comprare un immobilizzatore” e “ho sempre fatto l’autostop, e non capisco perché la gente non lo faccia più”.
Invece qualcuno, oltre a questo piccolo viaggio, l’autostop lo fa ancora. E forse i tempi non sono così cambiati come sembra.
Io spero che torni la fiducia.
questo viaggio è un pensiero, un abbraccio per Pippa e Silvia.
Eleonora