Oggi è il ventisei di agosto e a parte il latte che scade sembra non succedere altro. Intanto il caffè continua a uscire male - sai com'è, quel retrogusto di moka ammuffita durante le vacanze.
Vogliamo festeggiare i trent'anni del nostro amico e mentore nero più nero del nero, Ettore Frani. Qui un po' di situazioni sue:
LITURGIE PITTORICHE DI ETTORE FRANI-IEROFANISMI SONORI DI OBSOLESCENZA PROGRAMMATA E ancora:
la sua personale in corso di svolgimento a Vitulano, in provincia di Benevento, un posto magnifico, incontaminato, vero, sannita nell'anima - una roba che ci fa un gran piacere e ci stimola verso epiche-estetiche fratellanze.
Da dove si riparte.
Capita che non si usa più lo stereo perchè nell'epoca dell'imprendibile e inclassificabile coda lunga i cd sulla colonnina sono sempre quelli, quindi molto spesso si va in random ad ascoltare più attentamente i pezzi dei vari amici virtuali di questo myspace. Perchè si sa, puoi avere il tempo e la curiosità che vuoi, ma come fai a guardarti bene ogni profilo di cui sei amico?
Quando si rientra.
Quindi l'altra sera, per pura casualità, sono finito su Leibnitz and the Spinozas. E un po' mi sono sentito idiota a pensare che in effetti era la prima volta che li sentivo bene. Geniali. Roba che va oltre il punk pur non arrivando a sfiorarlo. Ho pensato: la no-wave nostrana che regredisce a una improbabile fase anale, strumenti distratti dal proprio giocare con le feci. Qualsiasi grammatica rock fatta a pezzi e dissacrata, il tutto senza mai dare l'impressione di prendersi sul serio, nemmeno con quelle voci tenebrose (e registrate veramente male) che arrivano da chissà quale buio a urlarti una sintassi imprendibile.
E poi la release per Setola di Maiale degli amici partenopei A_Spirale, di cui vi invito ad ascoltare le due tracce fresche fresche di mastering: desertiche, ustionate e rarefatte, emotive ma non cerebrali, e questo mi basta.