
ecco, all'improvviso, senza motivo, nostalgia canaglia.
non piango, perchè ho pianto molto, anche se non abbastanza. ho quasi sempre evitato persino il discorso, per non farmi invadere dal vuoto.
invano.
ho fatto i quadrucci in brodo, ma non saranno mai uguali. ho fatto i ceciarelli, ma ho dimenticato di metterci il bicarbonato.
c'è distrazione e distrazione.
e c'è lo scorrere naturale delle cose, che l'essere naturale non rende meno crudele.
c'è il tempo che sottrae, pezzo a pezzo, poi sembra guarire, ma è un inganno. certe crepe sotto la superficie non si sanano mai. e si riscoprono con un soffio, come con un soffio toglievamo la cenere dalla brace per mettere a scaldare il pane sul pinzone da camino.
e di foto di questa finestra ne ho anche un'altra, che avevo dimenticato di aver fatto e che archivi dimenticati mi hanno restituito in regalo un po' di tempo fa, e mi è sembrata bellissima, e senza tempo, e piena di luce.
e la tengo per me.
ora restano solo questi fiori, e la vista di sempre, e quell'albero, e un paio di occhi in meno a goderne la bellezza.
sono passati più di sei mesi, e io sono cambiata per sempre. questa casa è cambiata per sempre.