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Saturday, November 14, 2009 
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ITALY






Alias – Ottobre 2009

È un fatto periodico, anche se non proprio lampante, che molti solisti e gruppi “popular” amino misurarsi con l’immaginario filmico, costruendo colonne sonore per film che non esistono, e che si vorrebbe esistessero. HC-B è una formazione italiana in quintetto, occasionalmente arricchita da fiati, corde, accenni di voce: ma l’impianto è tutto strumentale, e da immaginarsi come riuscito cocktail tra i primi Tortoise, i Mogwai più immaginifici, Explosion in the Sky, perfino qualche crudo accenno alla dolente tragicità di marca Godspeed You! Black Emperor. Territori “post rock”, per il gruppo siciliano:  i più adatti, per l’apertura intrinseca, a far vivere un film(o, stando al titolo, una “prova del suono”) nella mente.....

G. Fe.




Rock Star – Settembre 2009

A volte i suoni possono creare immagini più delle immagini stesse. Proiettare un film là dove il film non c’è più: missing. Quella della band siciliana è musica per film mai girati o scomparsi. Per pellicole presenti solo nei sogni, ma visibili ascoltandone la colonna sonora. Le prove del suono per questo film scomparso sono in realtà i temi compiuti di un viaggio nell’immaginario e nei ricordi di una splendida band tra infanzia e futuro, in un lungometraggio post-rock con inserti jazz e dilatazioni in qualche nu-space rock,  e tutto masterizzato da Bob Weston degli Shellac per fare di questa soundtrack, un film bello e indimenticabile come tanti che abbiamo dentro. Mai girati. Ma che vorremmo vedere. Da non perdere: Hot Afternoon In The Bulls’ Square.  (voto 3/4)

Sergio Gilles Lecavalla




Made – Settembre 2009

La capacità dei suoni di creare mondi è un tema a fondo analizzato da vari musicisti. Tra questi gli HC-B, il cui scopo è quello di creare musica per immagini. “Fotogrammi di vita spezzettati e poi rimessi insieme in un appassionante lavoro di taglia-e-cuci”: così gli HC-B definiscono la loro filosofia creativa che trova in questa prova, tutta volta ad esaltare il potere evocativo del suono, un’ottima esemplificazione.


Freak Out - Agosto 2009

Concretizzando con questo nuovo disco per l’etichetta australiana Hidden Shoal – che segue ‘Sliding on Barents Sea’(2002) e ‘PreLight/InLight/PostLight’ (2003) – la colonna sonora ideale di un film inesistente, attraverso 8 tracce praticamente strumentali, i catanesi HC-B portano avanti tutto sommato un percorso creativo inverso rispetto al solito, suggerendo e stimolando, attraverso la musica, immagini e sequenze, laddove queste non esistono in partenza su uno schermo, ma piuttosto come punto d’arrivo, nella mente dell’ascoltatore. Le musiche del quintetto, specializzato nell’improvvisazione, tra ambient, post rock e tensioni dark sul genere Bauhaus e Godspeed You! Black Emperor, s’arricchiscono molto e si caratterizzano grazie al ricorso al clarinetto, specialmente nella prima parte dell’album, agli archi ed al theremin, che dona sapori spettrali ed emotivi a diversi brani. Belle anche talune cacofonie jazz, come in ‘Hot Afternoon in the Bulls’ Square’, e le trame musicali talvolta esili, che sfociano poi magari in architetture sonore grandiose e matematiche – ma non troppo, poiché prevale sempre la componente psichedelica – tipiche di un certo tipo di musica dilatata degli anni 70, ma con suoni moderni sempre perfettamente a fuoco: del resto il disco è stato remixato a Chicago da Bob Weston (Shellac). Difficile dire che tipo di film potrebbe mai essere, evidentemente non un film d’azione, dato l’incedere contenuto e quasi orchestrale – alle trame della formazione rock elettrica, s’aggiungono vari altri strumenti suonati da numerosi ospiti -. Potrebbe essere un thriller notturno, tipo i mediometraggi d’esordio di Lars von Trier, tipo ‘L’Elemento del Crimine’, o ‘Europa’... Disco semmai poco incisivo quando, nelle tracce più dilatate, la musica si sfilaccia, ci si distrae, e così idee interessanti rimangono piuttosto nel vago, mantenendo, si, un tono d’avanguardia, ma lasciando ben poco all’ascoltatore, oltre un tetro magone esistenziale e la sensazione d’angoscia, peraltro perfettamente coerente con la buia, suggestiva copertina dell’album. Più gustose le derive jazz, e l’uso del theremin, dove presente. Voci appena abbozzate e percettibili, che riprendono il tema principale, canticchiandolo, in un paio di tracce, aiutano a sfogare i lunghi crescendo strumentali in una valida soluzione che risolve il brano. Gruppo ad ogni modo molto coraggioso e navigato, apprezzabilissimo.

Fausto Turi



Il Mucchio Selvaggio - Luglio / Agosto 2009

Una notevole quantità di strumenti elettrici, acustici ed elettronici, e la voce utilizzata solo sporadicamente:questo l’apparato con cui gli HC-B creano le loro “colonne sonore immaginarie” unendo post-punk, post-rock e avanguardia  mai esasperata in composizioni eclettiche e di ampio respiro. Più autorevole ed intrigante del già valido Sliding On Barents Sea (2003), Soundcheck For A Missing Movie ipnotizza con otto episodi complessi e fantasiosi, dove lampi di fisicità spezzano a tratti la pacatezza di armonie dall’impatto cerebrale ed emotivo; un centro pieno per la band catanese, al quale l’accordo con una stimata label “di culto” australiana dovrebbe dare qualche opportunità in più per essere notata.


Rumore – Luglio 2009

Si è letta talmente tante volte la frase “sembra la colonna sonora di un film che non esiste”, solitamente riferito a gruppi post-rock italiani, che di fronte a un disco intitolato praticamente così non sappiamo se applaudire l’ironia, o sorridere per l’ingenuità. Ma fosse anche la seconda, tocca rimettere l’accetta nel fodero e prenderne atto: i cinque catanesi hanno una marcia in più. E soprattutto il film mancante non è il solito. Non interamente, quanto meno. Gli undici minuti di Playing With Planes lì vannoa parare, e pure qualche altro passaggio sparso, ma basta e avanza il resto. Il dialogo/duello fra archi e fiati ospiti della band, l’ossessività matematica eppure gentile, il pianoforte tetro di Dead Horse Walking, la voce femminile della delicata Slow Compensation, le atmosfere italiane modernizzate, le sorprese disseminate un po’ ovunque. 7

Andrea Pomini


Rockshock - Luglio 2009

Fossimo fuori dai confini italiani, gli Hc-B otterrebbero grandissima attenzione, almeno quanto quella che ottiene Omar Rodriguez Lopez dei Mars Volta coi suoi progetti visionari. Invece siamo in Italia, più precisamente a Catania, dove un gruppo come questo deve partire per l’Australia per firmare un contratto con un’etichetta molto ambiziosa come la Hidden Shoal Recordings.Gli Hc-B sono fortemente ispirati dal fotografo francese, considerato da molti il padre del fotogiornalismo, Henri-Cartier Bresson (da qui il nome Hc-B) e compongono colonne sonore sulle immagini di cortometraggi. La band nasce nel 1999 e già nell’estate del 2000 propone il primo cd autoprodotto: My Green Apple. L’anno successivo esce T010222 ispirato al cortometraggio Electronic Labirynth di George Lucas, ma è nel 2002 che vede la luce il primo album ufficiale su Goodfellas, Sliding on Barents Sea.
Dopo la partecipazione ad alcune compilation e un paio di tour in Italia, i siciliani hanno l’onore di aprire il concerto di gruppi come Battles, Apparat, Art Brut e dEUS.
Nel giugno 2009 esce infine questo Soundtrack for a missing movie. L’iniziale A Dusty Book, A City Of Lights, parte in sordina con xilofono, archi e chitarra acustica che nel corso dei quasi 10 minuti di durata del brano lasciano il posto ad atmosfere più elettriche. Il risultato è eccellente e fa pensare ad un incrocio fra i Cinematic Orchestra e i Doors più psichedelici.
Il viaggio prosegue con la breve Dead Horse Walking caratterizzata da una toccante melodia di archi e con la sognante Black. Giunti a metà di questa colonna sonora onirica, aumenta il ritmo con Hot Afternoon In The Bulls’ Square dove troviamo fiati ed archi che impazzano come i tori nella piazza. La suite quasi progressiva Playing With Planes lascia spazio alla traccia più riuscita dell’album, Crystal Lane, l’unica dove appare un’ammaliante parte cantata.
L’album si chiude con Slow Compensation ed una Missing Movie che completa quasi rabbiosa il cd ma che dopo un paio di minuti silenziosi lascia spazio ad una brevissima traccia fantasma che fa tornare voglia di ripartire con questi HC-B, un gruppo davvero interessante.(4/5)

Fabio Busi



Rockerilla - Giugno/Luglio 2009

La loro sigla deriva dalle iniziali di Henri Cartier-Bresson, maestro del bianco e nero elevato a spirito guida di una musica fatta più di contrasto che di sfumature di colore, nonostante il variegato armamentario timbrico spiegato su questi solchi; la loro città d’origine è Catania, anche se hanno scelto di accasarsi in Australia per pubblicare il terzo album di una carriera fuori dai riflettori. La “prova del suono per un film che non c’è” – titolo che suggerisce la qualità cinematica della loro arte – ha due volti distinti e un’anima sola: dissonante e assertiva nel movimentare masse sonore di proporzioni leggendarie nei brani con organico allargato(con viola, violino, tromba), introversa e malsana nel delimitare reticoli math-rock dai contorni abrasi quando l’assetto è quello del quintetto base, l’estetica degli HC-B è rivolta alla ricostruzione di paesaggi lividi e scabrosi, scevri di prospettive idealizzate e rassicuranti. “A Dusty Book, A City Of Lights” esprime contrapposizione fin dal titolo – il post-rock evocativo del  “libro polveroso” deflagra negli sferraglianti bagliori della “città di luce”, risolvendo le tensioni in una colossale esplosione energetica; la ritmica rutilante di ”Hot Afternoon In The Bulls’ Square” ha un impatto di fanfara, epica almeno quanto “Crystal Lane” dove prevale un sentore di civiltà affetta da inesorabile decadenza. Emozioni cupe e violente, lenite dai magici artifici della poesia. Voto 8/10

Enrico Ramunni



Buscadero – Giugno 2009

Com'è facile intuire dal titolo, Soundcheck for a Missing Movie(Hidden Shoal Recordings), si può parlare tranquillamente di connessioni cinematiche anche per le tracce messe su l dagli HC-B. Fin dal 1999, anno della sua formazione, quello che oggi è un quintetto, si è infatti dedicato alla creazione di musica per immagini, reali o meno che siano. In questo lavoro le indubbie ascendenze post-rock della formazione, trovano una loro ragion d’essere in composizioni dal grande fascino e dalla notevole forza suggestiva. A partire dall’iniziale A Dusty Book, A City Of Lights, che funziona soprattutto grazie all’intelligente drappeggiatura orchestrale, con tanto di fiati, e alle sue dinamiche interne, l’album evidenzia come sia possibile ancora oggi fare grande musica in un ambito che pareva avesse già dato tutto. E così la lunga Playing With Planes aggiorna con forza il vigore malinconico mogwaieano, Crystal Lane e Missing Movie riversano sull’ascoltatore una tale visionarietà epica da ricordare alcune pagine dei Godspeed You! Black Emperor, Slow Compensation ospita la cantante Sabrina Sciacca per scandagliare anche il formato canzone. Gran bel disco insomma, che vivamente vi consiglio.(***1/2)




Storia Della Musica
- Giugno 2009

È certamente difficile (ri)proporre un genere musicale, il rock, che da almeno quarant’anni, attraverso le sue variazioni dapprima psichedeliche, poi progressive, quindi magniloquenti, barocche e decadenti e, in seguito, passando attraverso il grunge, il lo-fi, lo shoegazing e il post-rock, spogliate, azzerate, decostruite e ricomposte, ha mostrato tutta la sua incantevole bellezza e si è eretto a stile musicale giustamente riconosciuto come forma artistica a sé stante, nonché degnamente meritevole di essere elevato al rango di nobiltà.
E se oggi proporre qualcosa di davvero innovativo è poco probabile (ma non necessariamente impossibile: l’animo umano non ha limiti), non è affatto preclusa la possibilità che vedano la luce prodotti buoni, talvolta ottimi. La chiave sembra essere diventata quella di mettere insieme gran parte del retroterra rock degli ultimi quarant’anni e sforzarsi di avanzare qualcosa di personale. Non una semplice rilettura, quanto, piuttosto, una base da cui partire e su cui innestare originali spunti espressivi.
Questa riflessione trova lo spunto dall’ascolto “Soundcheck”, opera terza dei catanesi HC-B (dopo “t0-10-222.” del 2001 e “Sliding On Barents Sea” del 2003), e viene offerta quale possibile chiave di lettura per chi si accosta al disco in questione.
Le otto tracce, quasi tutte strumentali (eccetto “Crystal Lane”), che compongono “Soundcheck”, riprendono, smontano e ricompongono l’hard-rock progressivo e il post-rock, tra trame elettrificate (“Hot Afternoon In The Bulls’ Square”, “Playing With Planes”), atmosfere circolari (“A Dusty Book, A City Of Lights”, “Black”, “Crystal Lane”), catarsi ed esplosioni (“A Dusty Book, A City Of Lights”), rarefazioni (“Dead Horse Walking”), più o meno improvvisi cambi di ritmo ed energiche progressioni (“Slow Compensation”, “Missing Movie”).
Accade spesso in questi casi che non si vada oltre il secondo o terzo ascolto, colpa spesso un eccessivo appiattimento sul genere che sollecita sensazioni di noia nell’ascoltatore. Non è questo il caso di “Soundcheck”, che si lascia ben ascoltare e invoglia ad ulteriori ascolti. Considerando che c’è ancora poco da dire in termini di originalità, il risultato è piuttosto apprezzabile, tanto da far meritare una passerella finale ai componenti degli HC-B, così come riportati nella copertina del disco, ovvero, Salvatore Fichera (basso, chitarra, clarinetto e voce), Federico Laudani (chitarra, basso e samples), Will’ em Gator (chitarra, piano, theremin, synth), Gianluca Napoli (chitarra, basso, synth, piano e samples), Riccardo Napoli (batteria e glockenspiel).

Andrea Maniglio





Non Guardo La Tv
& Losing Today - Giugno 2009

HC-B sta per Henri Cartier-Bresson, arcinoto maestro della fotografia che questo giovane gruppo catanese deve conoscere molto bene visto che ogni pezzo di questo, che è il suo primo album importante, si può benissimo prendere come colonna sonora di questo bianco e nero classico sbucato fuori dalla Leica del maestro. Il titolo rivendica intenzioni più cinematiche, e a proposito si dice cinematico di un disco o una musica che evochi immagini in movimento, colonne sonore ecc…, ma non mi viene in mente un aggettivo per specificare musica da sovrapporre ad immagini. Quindi vado oltre.
Il passo lento e fragile di “Black” trascina l’ascoltatore ad attraversare tutto l’album; sarà la ritmica e questo sottofondo cupo che mi fa pensare ai Sigur Rós (vedi anche “A dusty book, a city of lights”). Ma basta sapere aspettare, la fuga del pezzo è pieno stampo post-rock. Così “Slow compensation” ci riporta alle radici del genere (June of ‘44). Suoni puliti e pregiati un po’ ovunque, una produzione encomiabile.
Lunghi passaggi alternati da brevi riprese. Se ci fosse un violino dominante staremmo ascoltando i Dirty Three (lo devono aver pensato quelli dell’etichetta australiana Hidden Shoal che pubblica il disco), e i violini ci sono (”Crystal Lane”) ma più spesso le melodie hanno il timbro di chitarre pulite che si incrociano, come nelle migliori occasioni del post-rock. Tempi che cambiano, diversi movimenti si alternano in 10 minuti di puro folgore musicale. Rifuggo dal puro plagio di stilemi da Mono, Explosions in the Sky, eppure si sanno arrabbiare pure loro (“Missing Movie”).
Manca il film insomma, ma poco male quando la musica è quella giusta.


Andrea Firrincieli





Blow Up #133 - Giugno 2009


[...]Erano partiti da un brodo futuribile post Labradford e con "Prelight/Inlight/Postlight" avevano impressionato per l'originale deriva sperimentale. Ora piacciono per l'aplomb da orchestra massiva hard rock con sezione di fiati debordante che si apre improvvisamente da una ballata con glockenspiel e una dolcissima tromba(A Dusty Book, A City Of Lights), per il prog ricco di archi(Dead Horse Walking), per quello noise sorretto da una serratissima metronomica batteria(Hot Afternoon In The Bulls' Square), per la visionarietà alla Godspeed You Black Emperor!(Crystal Lane).[...] Voto 7.

Dionisio Capuano


Beat Magazine - Giugno 2009

Quello degli HC.B è un disco. E' raro trovare un disco che comunichi così tanto, un disco che trasmetta le tanto citate "emozioni" che tutti cercano e che tutti nominano nei reality show .E', ovviamente, un disco suonato molto bene e che segna un'evoluzione rispetto al loro precedente "Sliding on Barents Sea"(2003). I ragazzi hanno anche firmato con un'etichetta australiana, un po' lontanuccio per una band di Catania.[...]Voto 7

F.B.

 


Il Cibicida - Marzo 2009

[...]E’ con l’ambiziosa Hidden Shoal Recordings che giunge, in questo marzo 2009, il loro nuovo full length dal titolo Soundcheck For A Missing Movie. La precedente scia tracciata degli H.C.-B. era quella del vascello che solcava il mare di Barents (“Sliding On Barents Sea”, 2003). Da quel viaggio immaginario tra richiami di sirene, avventure progressive, spiagge oniriche e cuscini neri, molto è cambiato nel combo catanese. Fuori i sintetizzatori di Gianpaolo Sofia, la band ha aperto le porte a fiati, archi e ad un approccio, dunque, che al “post” (rock) affranca il “free” (jazz). Dunque suite che all’elettricità vaporosa, mescolano il colore eterno degli strumenti a fiato. Alla velocità, lo struggente lamento di viola e violino. E poi, certo, c’è ancora una volta la voglia di musicare per immagini. Voglia che è una sorta di marchio H.C.-B. dagli esordi. Le loro sono, infatti, soundtrack dall’infinito. Fotogrammi di vita spezzettati e poi rimessi assieme in un’appassionante lavoro di taglia-e-cuci. Un proiettore ammaccato che, d’un tratto, in una soffitta abbandonata, ricomincia ad illuminare le pareti con frammenti di esistenza vissuta e filmata. Sono questi gli H.C.-B. di questo superbo “Soundcheck For A Missing Movie”. “Snapshot” che prendono vita, diapositive che trovano colore: il calpestare selvaggio di una mandria di tori verso un’arena bollente (Hot Afternoom In The Bulls' Square), il profilo di un libro ricoperto di polvere, ma illuminato dall’insistente intermittenza delle luci della città (A Dusty Book, A City Of Light), l’ombra su un muro di un bimbo mentre gioca col suo aeroplanino di plastica (Playing With Planes) e infine, la pellicola di un film scomparso chissà dove (Missing Movie). Il proiettore ritorna a balbettare, si spegne, il disco è finito. Il film pure. Ma è mai esistito?

Riccardo Marra





ABROAD


Time Off(Australia) - August 2009
If some lucky cinema buff were to ever stumble upon the eponymous absent film of Sicilian post-rockers HC-B’s Soundcheck For A Missing Movie, they would almost certainly find a beautiful, sprawling epic that transcends any limiting attempt to define it within the confines of a single genre, if the songs on this album are any indication.
Opener ‘A Dusty Book, A City of Lights’ begins sleepily, gradually building on the lone echo of a guitar to introduce a rich, densely layered soundscape that utilises strings, xylophone and trumpet in addition to standard rock instrumentation. By the time the song has run its nearly ten-minute course, it’s like you’ve just witnessed some beautiful-in-its-ferocity, albeit slightly terrifying, scene, like when Hannibal kills his guards and escapes his cell in The Silence Of The Lambs.
It’s unsurprising that this track, as with much of the album, evokes such visual and atmospheric comparisons. The band have attempted to create – and largely succeed in doing so –  a series of songs that take the listener through myriad moods and movements, symphonies and cacophonies, motions and emotions.  You’ll be haunted (‘Black’),  lifted (‘Crystal Lanes’), and thrown around like driftwood in the sea as thunderous waves and crescendos crash around you – often within the span of a single song (‘Missing Movie’). Vocals are scarcely used, but when they are, it is to great effect; perhaps most noticeably among the calming composition of ‘Slow Compensation’ as Sabrina Sciacca’s guest pipes weave their way through the song’s already rich layers.
Sadly, because of the band’s relative obscurity and far-flung home base, this album could all too easily fly under the radar of many people, especially those who aren’t into lengthy instrumental rock songs. Don’t be one of those people – you’ll miss out on one of the year’s most pleasant surprises. HHHH½  

Mitch Knox




Cyclic Refrost(Australia) - August 2009

Sicilian band HC-B, named after Henri Cartier-Bresson, have created an imaginary Soundcheck for a Missing Movie. Not necessarily that the movie, Electronic Labyrinth: THX-1138 4EB, a George Lucas short film, predating THX 1138, is actually missing; it is just highly unavailable and is essentially incorporated as the last act of the later film. Yet the propensity for this band to be viewed as creating a soundtrack is an extension of the predominately instrumental, part scored, part improvised nature of their work resembling atmospheric post rock soundscapes.
The inclination to compare this to Morricone is merely an affectation in regards its origin and content and if any such note was to be made it would be that HC-B’s soundscapes contain a vastness of detail within a compact space whereas Morricone tended towards sparser detail to suggest a large space. It is an inverse comparison which is as far as that bow will stretch. However the detailed vastness is precise and composed even the crescendos alive with content have form and movement, not merely a blur of seeping bleeding noise.
A good deal could be made of the mastering of Bob Weston (Shellac) as a key component to the overall sound of the album if it were not that all five band members were multi-instrumentalists, widely mixing up form and genre concepts, it would not have passed near Weston’s mixing desk. Track’s like ‘Hot Afternoon At The Bulls’ Square’ whose entering Theremin staccato, insistent tight patterned drum, squealing horns morphing later into triumphal messengers while discrete axe play fills in the detail. ‘Slow Compensation’ brings in clear vocals with deliberate harmonic form, violin and theremin creating a melancholic tone only to be trumped by a mournful trumpet. If you are quite accustomed to the expectation that rock as compositional treatment displaying intricate and subtle nuances along with the visceral draw of the medium then Soundcheck for a Missing Movie may very well be for you.

Innerversitysound




Drum Media(Australia) - July 2009

The traditional post-rock sound has been dead and buried for some time. Like other Iofiy approaches from which it drew inspiration, like prog or shoegaze, it's bloated aspirations and limited musical palette got the better of it, and the quiet/loud/quiet approach to widescreen soundscapes doesn't get much traction these days. Which is all the more reason to rejoice when bands push the formula somewhere new. Sicilian quintet HC-B have bundled together a glorious collection of tracks here that summons the restraint and patience of bands like The For Carnation, the energy and effervescence of math-rock, and a gorgeous melodic sensibility that reminds us all why we liked post-rock in the first place. Opener A Dusty Book, A City Of Lights offers up resplendent horns and guitar melodies that
fall just the right side of saccharine, Hot Afternoon In The Bulls' Square is like Radiohead's A National Anthem reimagined by a marching band and, at just over eleven minutes, Playing With Planes provides that languid sense of dynamic and spacious slow-burn for which the greats of the genre were held in such high regard. SFaMM is also an album of small details - gutteral guitars are lifted up by whisps of white noise, delicate passages float by just that little bit smoother via backing theremins, and the occasional string section adds the requisite cinematic flourishes for which the album claims its title. It's only on its last track - the lumpen, melodically obvious Missing Movie that HC-B misstep, trading subtle reference for verbatim rehash. Still, the rest of the album has enough inspired twists and solid jams to cement a place as one of the sharpest experimental rock releases
of the year.


Adam Trainer



The Silent Bullet - July 2009

French-born photographer Henri Cartier-Bresson is widely recognized as the father of modern photojournalism. He has inspired countless artists of all kinds with his ability to capture the raw reality of street life. In fact, he inspired a group of musicians from Cantania, Italy so much that they chose to name themselves after him.

HC-B's second album, Soundcheck for a Missing Movie, pays homage to their photographer hero. The band takes us on a journey through images they have captured in their mind, reforming them into a wide variety of tracks, ranging from cliff-hanging moments featuring crashing cymbals and feedback-laden electric guitar to the romantic and melodic sound of glockenspiels and strings. The group not only showcases these elements expertly, but infuses them together along with the sounds of trumpets, samples, clarinet, powerful bass guitar, piano, and synth sounds.

The album successfully provides symphonic drama and seems to cue scenes from the missing movie the band has modeled their second release after. A particularly strong track, "Hot Afternoon in the Bulls' Square", is wildly image-evoking, making the listener feel as if they were witnessing a filming of the running of the bulls in Pamplona. In fact, all of the tracks make the listener feel as if she were on a movie set, perhaps acting on the stage that HC-B sets.
Soundcheck for a Missing Movie is a must-listen for its unique, post rock-based take on the usual symphonic movie soundtrack we expect in our heads, a la John Williams. HC-B is doing something special, and is sure to take you on a journey of epic proportions. Score 6.5/10

Jessica Reuter



Blogcritics - Eurorock(England) -  June 2009


Henri Cartier-Bresson was a French born photographer who is widely considered as the father of modern photojournalism. He had an inspirational gift of capturing the reality of street life in haunting, sometimes moving, and highly atmospheric images. His legendary status is forever assured among the greats of photography.
He not only inspired a generation of photographers and art students but his work has also sparked the imagination of musicians. Sicilian sonic cinematographic band HC-BSoundcheck For A Missing Movie. not only owe their name to him, but also much of the inspiration behind their second album
Such is the connection between the album and the artist that it left me frantically searching to see if the track titles in any way matched up with Monsieur HC-B’s work. The intrigue is further teased when you log on at the bands website and you see some of those powerful black and white images.
He wasn’t just a master of photography, a skill that saw him taking portraits of many famous people including Mahatma Gandhi, Malcolm X, Martin Luther King Jnr., Richard Nixon , Pablo Picasso, Henri Matisse, and Samuel Beckett, he was also a film mave music inspired by his photographs, his films, and his life's work, Soundaker. So here we hcheck For A Missing Movie, HC-B style.
This is an album that is vast in scope and imagination. Ranging from the seductively melodic, through to thrillingly intense and dramatic movements, it will both stimulate and captivate the listener. It's power is that it successfully creates a labyrinth of vivid visual images within your mind, like those left behind by the man who provided the inspiration.
Released on the Australian label Hidden Shoal Recordings, Soundcheck For A Missing Movie serves up eight complex and compelling pieces. The band formed in 1999 and released two self-financed EPs, My Green Apple, and the oddly named to101222. Both of these showed a developing style constructed around both the compositional and the improvisational.
Their debut album Sliding On Barents Sea arrived in 2003. Since then they have been busy performing mainly in their native Italy. Soundcheck For A Missing Movie was recorded and mixed at the Dream Factory in Catania, Sicily, before being mastered in Chicago, and finally released on an Australian label.
The album triumphantly builds towards several peaks of symphonic brilliance. Attention to detail, well developed ideas, and formidable instrumentation are all very much to the fore.
“Crystal Lane” soars majestically, and “Missing Movie” simmers intoxicatingly before exploding within a crescendo of crashing yet controlled guitar. Meanwhile “Dead Horse Walking” creates a whole range of powerfully evocative musical scenes.
It opens with “A Dusty Book, A City Of Lights”. A gentle acoustic introduction gives way to driving guitar and an early taste of symphonic drama. “Black” arrives as if being filmed from a distance before gradually enticing you into its maze of many sonic diversions.
“Slow Compensation” is an exquisitely constructed piece with additional vocals from Sabrina Sciacca seductively intertwined within violin. Meanwhile “Playing With Planes” adds an exquisite splash of brass.
“Hot Afternoon In The Bulls Square”, the single from the album, drives its way into your mind, whilst slowly building in intensity. When they add the highly effective free form jazz horns they create an effect that is like walking blindfold through rush hour traffic.
It is little wonder that Hidden Shoal Recordings have been likened to 4AD. Bringing expansive music of this quality, from a band who can give devoted attention to detail one moment whilst contriving together to create free form cinematic rock the next, has to be applauded.
Clearly this is a band that has as much focus as HC-B himself.

Jeff Perkins


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HC-B



Last Updated: 12/27/2009

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Country: IT