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Tuesday, September 23, 2008 

Current mood:  sore

Lucia Merli - Omertà a Morfasso

Il ricordo di un drammatico avvenimento accaduto un anno fa a Morfasso, nella piazza centrale, a pochi metri dalla stazione dei carabinieri, davanti a decine di persone che non hanno visto, nè sentito...
...o non ricordano più nulla.

 

Lucia Merli - La deposizione dei testimoni

'I morfassini si sono ritrovati compatti come il granito a difesa dei vivi e ancor di più dei morti.'' (Gianluca Saccomani - Libertà del 19/5/08
paolo costanzo

 
Ecco il fatto: Mentre ero nel locale entrarono loro, gli occhi era spiritati, digrignavano i denti. Accennai un saluto e subito la donna presente con loro mi disse “sei un bastardo, vergognati” Provai a fare finta di niente e loro si piazzarono proprio da parte a me. Dopo aver chiesto a tutti i presenti se volevano bere qualcosa il più vecchio di loro si giro verso di me e disse “Allontanati, qua ci dai fastidio” Incredulo gli risposi che finito il prodotto me ne sarei andato e che non stavo facendo niente di male. Di risposta lui mi diede uno spintone verso la porta e io uscii. Come fui fuori mi seguirono, la più accanita sembrava proprio la donna; cominciai a correre, lei si aggrappo alla mia maglietta in fondo che strappandosi la fece cadere. Mi fermai in nella piazza per aver spiegazioni e il primo ad arrivare fu il più giovane che cominciò a colpirmi; provai a ripararmi ma da dietro in corsa arrivò l’altro che mi sferrò un pugno in testa. Per un attimo vidi tutto annebbiato,mi afferrarono per il collo e mentre uno mi teneva l’altro colpiva la testa. Riusci a liberarmi perdendo l’equilibrio e cadendo a terra; ricevetti calci ovunque, per fortuna non in faccia perché cercavo di ripararmi. Dal terrazzo si affacciò un anziano e disse: “Smettetela, volete ammazzarlo?” E loro gli risposero: “Se vieni giù ce n’è anche per te!!” Mi afferrarono ancora più volte colpendomi e mi ritrovai a torso nudo. Vidi che il bar aveva spento le luci; dei presenti solo uno cercò invano di frenarli; gli altri? uno si chiuse dentro nel locale con le bariste, una coppia di fidanzati si chiuse in macchina, l’altra coppia scappò a casa. Riuscii ad allontanarmi dagli aggressori i quali si piazzarono vicino alla mia macchina per aspettarmi. Visto che non mi decidevo ad andarli incontro venne verso di me il più giovane dicendomi: “non aver paura, non ti tocco.. ti spiego cosa abbiamo contro di te..” come fui a portata di tiro mi riprese per il collo strizzandolo con entrambe le braccia e mi disse: “cosa sei andato a dire alla .....? Sei andato a raccontare tutto di noi e lei l’ha riferito a ........., ce l’ha detto lui” una volta liberatomi nel dirigermi verso la macchina mi colpì la schiena. Arrivai all’auto che era decappottata, ci lanciai dentro la “maglietta ricordo” ma avendo la porta chiusa non potei salire avendo le chiavi in tasca e non potendo estrarle visto che con le mani dovevo proteggermi la faccia dai loro continui colpi. Il più vecchio di loro mi chiese “Cosa aspetti ad andartene??!!” E io gli risposi “Se mi lasciate prendere le chiavi dalla tasca me ne vado” Mi guardò stupito e mi disse “se non ti muovi ti facciamo entrare dall’alto!! Adesso finalmente l’avrai capito che non ci devi più mettere piede a Morfasso!!” Salii e partii scendendo direttamente dallo scalino del marciapiedi urtando sotto e sentii la donna urlare “Si, spaccala quella macchina di merda” Francesco
 
Posted by paolo costanzo on Wednesday, September 24, 2008 - 1:12 PM
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paolo costanzo



Last Updated: 7/15/2009

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