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Note apuane: chiacchierata con i Mantra


Lunedì, 21 Luglio 2008 - 15:55    Stampa la notizia: Note apuane: chiacchierata con i Mantra
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"Il nostro è un rock eclettico e open mind": a chiacchiera con i Mantra

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In un noto bar di piazza Mercurio incontriamo i Mantra, giovane band massese che si sta facendo strada in giro per la provincia apuana e non solo: "in poco più di un anno di attività abbiamo già suonato dal vivo al Tago Mago, al Centro Sociale la Comune, alla Festa della Resistenza, all'Alive, a Pietrasanta sia al Maccari che al Black Water. Un occasione importantissima è stata sicuramente quella di esserci potuti esibire nella Notte Bianca in piazza Matteotti a Massa, un appuntamento fondamentale per farci conoscere. Abbiamo anche aperto per i Fermoposta al Teatro Don Bosco di Spezia nel maggio scorso".

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(I Mantra dal vivo alla Comune)

 

NOTE biografiche: "Siamo in 5 e cioè Raffaele alla voce (e armonica), Mattia alla batteria, Mario alla Chitarra, Nicola al Basso e Stefano a sax e tastiere"; e già dalla formazione traspare questo eclettismo che caratterizza il sound dei Mantra. "Siamo una fusione di più generi, vogliamo un suono che ti fa muovere, che però abbia un muro sonoro potente!". Non hanno pregiudizi verso alcun tipo di vera musica, con un apertura mentale a 360°. E si sente! Andate sul myspace del gruppo (www.myspace.com/mantrabands) se non li avete mai visti dal vivo e già l'inizio di "Nevrosi Mantra" ti prende benissimo con quel basso che va decisamente oltre i Red Hot Chili Peppers, grande riferimento per il gruppo, insieme ai Queen, Police e Janes Addiction . Fatevi rapire da Time, difficilissima cover dei Pink Floyd, non ve ne pentirete mica! "Amiamo il periodo psichedelico dei Pink, ma ogni influenza personale contribuisce al nostro sound".

Rigorosamente testi in italiano: "vogliamo prima di tutto la massima fruibilità, non avrebbero senso testi in inglese. Nei nostri pezzi trattiamo sia di storie personali che di attualità quotidiana. Scriviamo un po' tutti e condividiamo la stesura".

Dolenti NOTE: durante la chiacchierata è emersa prepotentemente la situazione negativa della città in cui viviamo, abbiamo parafrasato il titolo dell'ultimo film vincitore dell'Oscar: "Massa non è un paese per giovani: si paga per provare e registrare, non essendoci uno spazio pubblico attrezzato per la musica e spesso per studenti o disoccupati qualsiasi costo diventa un impegno proibitivo. Finora non c'è mai stata una sensibilità per incentivare la musica, che dovrebbe essere un fattore sociale che favorisce l'aggregazione. La musica unisce!"

Inevitabile l'analisi sulla musica più in generale: "i costi della musica sono sempre più elevati, anche a causa della digitalizzazione. Il CD ha perso valore come oggetto, soprattutto se confrontato con il vinile; solo i fans più accaniti non perdono un cd, non si compra più a scatola chiusa perché il costo è esagerato e si tende anzi a scaricare la musica. La musica italiana è poi dominata dalle solite poche teste, dalle case discografiche fino all'organizzazione dei concerti. Si scommette su pochi artisti ed i biglietti dei concerti sono sempre più esorbitanti".

Vedremo mai i Mantra ad X Factor, gli chiediamo per provocarli: "Non crediamo proprio! Certi programmi di successo sono scatole vuote, che abbassano la qualità e sono solo immagine". Abbiamo anche affrontato il discorso delicato della SIAE: " l'istituzione in sé non è sbagliata, proprio per proteggere i diritti dei musicisti anche contro i plagi. Poi però i costi sono spropositati soprattutto per i locali che tendono quindi sempre meno a pagare i gruppi perché devono pagare troppo di SIAE". Tornando alla nostra città un altro dato di fatto scaturito tra un tè freddo ed un altro è la mancanza di negozi di dischi: "come provocazione non possiamo che affermare che a Massa o hai un computer collegato ad internet o devi andare a Viareggio a comprare qualcosa di serio in un negozio vero, senza pupazzi e portachiavi. Siamo una città troppo vincolata al mercato, omologata". Nel grigiore generale c'è almeno un luogo felice? "Si si, la biblioteca civica sicuramente! Un vero e proprio centro di aggregazione giovanile, un posto dove si è lavorato bene, un bello spazio".

Lasciamo ai Mantra la chiusura di questa chiacchierata: "Purtoppo al giorno d'oggi, FARE musica è sempre più dura e non è quasi più immaginabile poter essere musicisti di professione, vista la crisi del mercato discografico e le numerose barriere che si ergono soprattutto dinanzi ai giovani. La musica si sta trasformando da forma d 'arte a mezzo per facili guadagni, tocca alle nuove generazioni cercare di smuovere qualcosa per quanto possa essere dura. Noi ci proveremo.''

 

Alessandro Amorese e Simone Ziviani
Mantra



Last Updated: 11/27/2009

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