"Il nostro è un rock eclettico e open mind": a chiacchiera con i Mantra

In
un noto bar di piazza Mercurio incontriamo i Mantra, giovane band
massese che si sta facendo strada in giro per la provincia apuana e non
solo: "in poco più di un anno di attività abbiamo già suonato dal vivo
al Tago Mago, al Centro Sociale la Comune, alla Festa della Resistenza,
all'Alive, a Pietrasanta sia al Maccari che al Black Water. Un
occasione importantissima è stata sicuramente quella di esserci potuti
esibire nella Notte Bianca in piazza Matteotti a Massa, un appuntamento
fondamentale per farci conoscere. Abbiamo anche aperto per i Fermoposta
al Teatro Don Bosco di Spezia nel maggio scorso".

(I Mantra dal vivo alla Comune)
NOTE
biografiche: "Siamo in 5 e cioè Raffaele alla voce (e armonica), Mattia
alla batteria, Mario alla Chitarra, Nicola al Basso e Stefano a sax e
tastiere"; e già dalla formazione traspare questo eclettismo che
caratterizza il sound dei Mantra. "Siamo una fusione di più generi,
vogliamo un suono che ti fa muovere, che però abbia un muro sonoro
potente!". Non hanno pregiudizi verso alcun tipo di vera musica, con un
apertura mentale a 360°. E si sente! Andate sul myspace del gruppo
(www.myspace.com/mantrabands) se non li avete mai
visti dal vivo e già l'inizio di "Nevrosi Mantra" ti prende benissimo
con quel basso che va decisamente oltre i Red Hot Chili Peppers, grande
riferimento per il gruppo, insieme ai Queen, Police e Janes Addiction .
Fatevi rapire da Time, difficilissima cover dei Pink Floyd, non ve ne
pentirete mica! "Amiamo il periodo psichedelico dei Pink, ma ogni
influenza personale contribuisce al nostro sound".
Rigorosamente
testi in italiano: "vogliamo prima di tutto la massima fruibilità, non
avrebbero senso testi in inglese. Nei nostri pezzi trattiamo sia di
storie personali che di attualità quotidiana. Scriviamo un po' tutti e
condividiamo la stesura".
Dolenti
NOTE: durante la chiacchierata è emersa prepotentemente la situazione
negativa della città in cui viviamo, abbiamo parafrasato il titolo
dell'ultimo film vincitore dell'Oscar: "Massa non è un paese per
giovani: si paga per provare e registrare, non essendoci uno spazio
pubblico attrezzato per la musica e spesso per studenti o disoccupati
qualsiasi costo diventa un impegno proibitivo. Finora non c'è mai stata
una sensibilità per incentivare la musica, che dovrebbe essere un
fattore sociale che favorisce l'aggregazione. La musica unisce!"
Inevitabile
l'analisi sulla musica più in generale: "i costi della musica sono
sempre più elevati, anche a causa della digitalizzazione. Il CD ha
perso valore come oggetto, soprattutto se confrontato con il vinile;
solo i fans più accaniti non perdono un cd, non si compra più a scatola
chiusa perché il costo è esagerato e si tende anzi a scaricare la
musica. La musica italiana è poi dominata dalle solite poche teste,
dalle case discografiche fino all'organizzazione dei concerti. Si
scommette su pochi artisti ed i biglietti dei concerti sono sempre più
esorbitanti".
Vedremo
mai i Mantra ad X Factor, gli chiediamo per provocarli: "Non crediamo
proprio! Certi programmi di successo sono scatole vuote, che abbassano
la qualità e sono solo immagine". Abbiamo anche affrontato il discorso
delicato della SIAE: " l'istituzione in sé non è sbagliata, proprio per
proteggere i diritti dei musicisti anche contro i plagi. Poi però i
costi sono spropositati soprattutto per i locali che tendono quindi
sempre meno a pagare i gruppi perché devono pagare troppo di SIAE".
Tornando alla nostra città un altro dato di fatto scaturito tra un tè
freddo ed un altro è la mancanza di negozi di dischi: "come
provocazione non possiamo che affermare che a Massa o hai un computer
collegato ad internet o devi andare a Viareggio a comprare qualcosa di
serio in un negozio vero, senza pupazzi e portachiavi. Siamo una città
troppo vincolata al mercato, omologata". Nel grigiore generale c'è
almeno un luogo felice? "Si si, la biblioteca civica sicuramente! Un
vero e proprio centro di aggregazione giovanile, un posto dove si è
lavorato bene, un bello spazio".
Lasciamo
ai Mantra la chiusura di questa chiacchierata: "Purtoppo al giorno
d'oggi, FARE musica è sempre più dura e non è quasi più immaginabile
poter essere musicisti di professione, vista la crisi del mercato
discografico e le numerose barriere che si ergono soprattutto dinanzi
ai giovani. La musica si sta trasformando da forma d 'arte a mezzo per
facili guadagni, tocca alle nuove generazioni cercare di smuovere
qualcosa per quanto possa essere dura. Noi ci proveremo.''
Alessandro Amorese e Simone Ziviani