MySpace
myspace music

www.marmaja.net ne valeva la pena

marmaja



Last Updated: 8/20/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
City: Polesine
Country: IT
Signup Date: 7/15/2007

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Friday, January 18, 2008 
Sensibili ai problemi dell'editoria, riportiamo le recensioni di Puntamaistra apparse su alcune riviste nel mese di novembre.


BLOW UP - Novembre 2007
FOLK / POLESINE
Marmaja
Punta Maistra • CD digitale autoprodotto •11t - 45:54
Forse sarebbe sufficiente linkare il lungo ed evocativo testo del reading che da titolo al disco, ambientata in una delle estremità del Delta del Po particolarmente foriera di nebbia e leggende. Per definire e identificare i Marmaja bisognerebbe passarci, viverne le quotidiane paure e frustrazioni, dai Contadini ai viveur che si acconten-tano di poco senza massificarsi come dei Ligabue fintamente etici. Canzoni antiche ad evocarne di nuove, qualche evitabile sprazzo retorico come yin e yang di un lavoro di cesello; e poi Punta Maistra, che tutte se le porta via, "stiamo senza scarpe, che le suole lasciano orme, e poi magari ci trova-no". Nuovo Canzoniere Popolare Veneto, universale in italiano perché locale, e non localista: si diceva, dell'e-tica. [7] Enrico Veronese
-------------------------------------------

ROCKERILLA - Novembre 2007

MARMAJA Puntamaistra
(Free download)
Edoardo Frassetto 8/10
Prima di tutto un plauso ai Marmaja che hanno messo a disposizione gratuitamente il nuovo album "Puntamaistra" sul loro sito marmaja.net. Una cosa non da tutti, anche tra coloro che la musica la coltiva-no per passione. Un amore per la musica e per la propria terra che alimenta il cammino di questa combriccola rodigi-na nell'ambito del folk-rock. La vena cantautorale è vincen-te in brani quali "Bologna" (con Claudio Lolli) e "Che Io Sia", l'aspetto più rock ed energico nelle trascinanti "Liberate II Che" e "Come Si Può". Non posso chiudere questa breve recensione se non con l'invito a scaricare questo disco, ad ascoltarlo per-ché se lo merita (sentite "Vorrei" e mi darete ragione) e a girarlo agli amici. Apprezzeranno. Sempre bravi e coerenti questi Marmaja. www.marmaja.net

----------------------------------------------

A-RIVISTA ANARCHICA - Novembre 2007
MUSICA E IDEE  a cura di Marco Pandin

Con una decisione commercialmente suicida, i Marmaja offrono tutte le loro nuove canzoni (che finiranno, solo con qualche ritocco qua e là, nel loro quarto album "Punta Maistra", stesso nome del posto dove s'abbracciano il Po e l'Adriatico confondendo tutt'attorno i confini) in download gratuito.
Questo potrebbe significare che alla banda dei quattro di Rovigo non interessa s/vendere la propria musica, ma desidera un rapporto più umano e complicato con chi li ascolta. Cose da dire e da discutere, insomma, non cose da vendere.
I pezzi sono undici, tutti molto caratterizzati nei testi. Tutti buoni e ben fatti, alti e bassi nella media, qualcuno un poco troppo iperprodotto.
Il gruppo si è definitivamente staccato dal neo-folkrock degli esordi (meno male, avrebbero rischiato di finire come i Modena City Ramblers o i Nomadi), ora sta a metà strada tra l'acustico e l'elettrico con spiccata e progressiva preferenza per quest'ultimo.
Suonano molto bene, ma questo già lo si sapeva. Qui dentro numerosi musicisti ospiti, qualche vecchio amico e compagno di strada, qui dentro c'è generalmente aria buona, sincerità, sorrisi ed abbracci veri, di quelli che ti commuovono.
Saltano fuori dal mucchio "Liberate il Che" (verosimilmente scippata al migliore Eugenio Finardi, che potrebbe a sua volta riprendersela), "Vuoti" (che non può non ricordare Rino Gaetano), "Bologna" e la curiosa title track, queste due terreno di contrasto stridente tra le voci di Maurizio Zannato e Claudio Lolli.
Trovate tutto sul sito www.marmaja.net, a portata di click. Fate girare la voce.

CENERENTOLA (www.cenerentola.info)

Autoproduzione –2007 (Scaricabile dal sito  www.marmaja.net)

Dopo aver vinto nel 2004 il prestigioso premio Ciampi con l'album omonimo, i Marmaja ritornano con un lavoro interessante, dove il rock viene un po' sacrificato in un viaggio verso una punta sperduta del Delta del Po, incrocio tra la musica d'autore e quella di lotta (umana), meno slogan e più riflessione rispetto ai lavori precedenti. La direzione è quella giusta: non ci sono oggi molti musicisti che si inseriscono in questa tradizione, mantenendola vitale. Negli anni '90, la band di Rovigo aveva fondato "l'Unione delle tribù" con Gang e Tupamaros (quest'ultimi scioltisi di recente), ma i bei tempi del "combat folk-rock" sono finiti. Da qualche anno i Marmaja si sono voltati  indietro per andare avanti: progetti e collaborazioni con "personaggi storici" tipo Gualtiero Bertelli e Claudio Lolli (che partecipa a due brani di "Puntamaistra") li hanno accompagnati ad un'età, quella dei quarant'anni, in cui una maturazione è d'obbligo (soprattutto per non ripetersi). Eccoli dunque in una dimensione più acustica e riflessiva: non hanno abbandonato l'elettricità, ma dal vivo hanno cominciato ad esibirsi anche unplugged.

La scelta di rendere gratuitamente scaricabile l'ultimo album (11 brani) viene spiegata dal cantante Maurizio Zannato durante i concerti: in primo luogo c'è la volontà di non "ingrassare" più le cosiddette etichette indipendenti. Ad esempio, la casa discografica che aveva distribuito l'album vincitore del "Ciampi" con una percentuale astronomica sulle vendite richiese, per fare una promozione del cd, ulteriori soldi al gruppo. Il rispetto e la dignità verso se stessi ha così fatto mandare a quel paese le logiche di sfruttamento che caratterizza - con metodi differenti tra major ed "indipendenti" - l'intero panorama delle case discografiche, accomunati dalla mancanza di considerazione per i contenuti artistici (che tristezza!).

Inoltre internet può essere un mezzo di divulgazione straordinario, che salta ogni tipo di intermediazione per arrivare direttamente alle orecchie delle persone, comunicare qualcosa, prendere contatti per fare dei concerti. Se gli scopi sono questi, l'osservazione di Marco Pandin su A Rivista ("una scelta commercialmente suicida") passa in secondo piano. Certo, occorre un po' di tam - tam, perché su internet ci si perde facilmente se non si sa che cosa cercare…

Il sito dei Marmaja è già stato segnalato come il migliore del 2007 grazie alla presenza di "Puntamaistra" in download. Se ci limitiamo ai gruppi italiani, siamo d'accordo e suggeriamo caldamente di scaricare l'album. Con questo avremmo già finito il nostro "compito", ma ci sentiamo di aggiungere un consiglio sull'uso del mezzo: non lasciate i file nei meandri del computer, salvateli in un supporto comodo ed ascoltateli con attenzione. Nel rendere facilmente accessibile tanta musica, internet e la tecnologia digitale hanno (tra l'altro) generato un'inflazione   difficile da gestire. E' una questione assai complessa, da approfondire. Per ora, godetevi "Puntamaistra" e controllate le date dei prossimi concerti dei Marmaja.

                  

                     Roberto Zani




Sunday, January 06, 2008 

Dopo 5 anni tornano le nostre Fassine. Potete scaricarle direttamente dal nostro space. Fan fuoco che è una meraviglia.

La prima edizione di Fassine uscì per pochi amici nel gennaio 2003. In un cd raccogliemmo alcuni dei momenti più belli di un anno intenso. C'erano il Fuoco, gli Amici e la Chitarra. La sera del 23 dicembre scorso l'abbiamo passata assieme ad alcuni amici venuti ad ascoltarci al Peacemaker di Imola. Abbiamo cantato, bevuto, fumato e ci siamo raccontati un sacco di storie, vecchie e nuove. Gli amici del Peacemaker hanno avuto la bella idea di registrare la serata, ed è stato un bellissimo regalo. Ci è sembrato doveroso, dopo un 2007 che ci ha visti tornare dal viaggio verso Puntamaistra, portare un po' di legna da ardere nella rete, per un bel falò - caloroso e propiziatorio - per le persone care, per chi passa di qua a cercare.

Tuesday, August 28, 2007 
..>..> ..> ..>..>..>

primo: un saluto a quanti si sono scaricati puntamaistra da marmaja.net. usciti senza preavviso ci siamo resi conto di quanti sono gli amici oltre questo schermo.

secondo: il net si va via via disegnando. nell'"ourspace" i "friends" cominciano a non starci più per cui al top trovate in primo luogo lo spazio degli amici musicisti (i paesi che abbiamo attraversato nel viaggio in discesa verso puntamaistra - come si raccontava nel vecchio sito) che hanno collaborato alla realizzazione del disco. a seguire alcune vecchie conoscenze, lasciando spazio a quelli armati di strumenti, e a seguire qualche faro. lasceremo le cose il più dinamicamente possibile così per questo primo periodo.

terzo: qui racconteremo pian piano (un po' di storie legate al viaggio a puntamaistra (un saluto alla prima fila), aneddoti, retroscena, motivazioni, impressioni di settembre. sarà come un film e cercheremo d'esser lievi.

quarto: grazie per le cartoline.

Sunday, August 05, 2007 

Ieri Cristiano, poco prima di partire, ha consegnato la track list. Non ci siamo mai messi fretta in tutto questo tempo. Sapevamo come iniziava e come finiva. Quello lo sapevamo da molto tempo, ma il percorso era un faldone straripante di fogli e annotazioni. Non ci ha messo molto. E nessuno di noi quattro l'ha ancora sentito così come vi suonerà. Lo ascolteremo con voi.

 

Sunday, August 05, 2007 

Non parte dal post qui sotto la nostra ricerca del faro di Puntamaistra. Sarebbe ingiusto. Abbiamo deciso che era ora di partire lo scorso ottobre. Avevamo parecchie idee in tasca ed una bella stagione di girovaganze. Se vogliamo proprio esser precisi, l'idea del viaggio prende forma il primo aprile 2006. In quel di Asolo ci convoca papà Flavio Carretta. Ci vuole lì a cantar di resistenza in un momento assai travagliato, assieme all'Associazione Nazionale Partigiani. C'è un Dvd che racconta quella serata. Ne abbiamo qualche copia che ci portiamo dietro ai concerti, in quanto è stata recentemente distribuita a livello locale da un giornale di Treviso e non credo proprio si trovi più in nessuna edicola, manco nel trevigiano. Quella sera eravamo in tanti: Bertelli, Gang, Cantone, Franchi, Bubamara... ci andammo noi quattro soli, con quattro suoni. E ci rendemmo conto che eravamo pronti a rimetterci in strada. L'anno prima (ottobre 2005) ci eravamo presi di buon gusto a registrare un po' di canzoni. Poi a novembre eravamo andati ad un Festival dei Bla Bla (ce ne son tanti) a proporre le nostre uve e a registrare cori. E' lì che abbiamo incontrato Mimì Tirabusciò... insomma, approfondiremo o forse no. Tornando a noi, dopo l'esperienza del primo aprile ci convincemmo che quella era la strada, e quella imboccammo. Alla volta dello scorso ottobre era chiaro che si era pronti per ritornare ad incidere, per iniziare il viaggio verso Puntamaistra.

Parlerò strano, ma ancora qualche giorno e poi, come dire, non mancherà il pane da intingere nel vino. 

Guido

p.s.: Gran bel blog quello di Gianni. L'intervista con lui risale a quei giorni neri. Il suo quotidiano ripercorrere e ricordare storie di rock e martello è ci ha toccato profondamente. Di solito a giugno ci eclissiamo. Ci sono passato solo alcuni giorni fa e mi sembrava giusto riportarlo. Anche perchè a Puntamaistra non si decide di andarci per caso.

Saturday, August 04, 2007 

18 giugno 2004 – I Marmaja perdono Elia

Il 18 giugno 2004 muore improvvisamente Elia Mantovani, il chitarrista dei Marmaja. «Nessuno potrà ascoltare dal vivo il nuovo disco, perché Elia dal 18 giugno non c'è più». L'emozione è palpabile nella voce di Guido Frezzato il front man di uno dei gruppi storici di quel genere che in modo alquanto impreciso viene definito "combat rock". Nella frase c'è più di una verità perchè l'uscita di Marmaja, il terzo album della loro storia, coincide con la morte improvvisa di Elia Mantovani, la chitarra grafica del gruppo, il levigatore delle atmosfere, il cesellatore delle evoluzioni sonore. Per capire quanto di lui ci sia nel disco è sufficiente leggere la title track dove la sua firma compare in sette brani su dodici o ascoltarlo con orecchio allenato per accorgersi come nei primi cinque brani tutto giri intorno alla sua chitarra. La scomparsa stende un'ombra sul futuro del gruppo. In una lunga intervista proprio Frezzato chiarisce le intenzioni della band. «Ci manca e ci mancherà sempre perché i Marmaja non sono soltanto un gruppo musicale, ma un laboratorio, una comunità unita e solidale nel profondo. La sua scomparsa apre una ferita dolorosa in quella comunanza di sentimenti e idee che sta alla base del nostro lavoro. Non molleremo, ripartiremo da lì e andremo avanti. Non lo sostituiremo. Ridistribuiremo i ruoli e continueremo per la nostra strada». E a chi gli chiede se non sia paradossale che tutto questo avvenga dopo la pubblicazione di un album in cui la band sembra trovare una nuova fisionomia sonora, più solare, quasi gioiosa, risponde: «È la morte che è paradossale, non la sua scadenza temporale. L'album nasce dalla voglia di ragionare intorno all'idea del domani, di un futuro che ci piaceva immaginare ricco anche di gioia, di giocare un po' con le promesse, il mistero, le speranze che l'idea del domani alimenta». La chiave è forse nella canzone di Bertelli Vedrai come è bello? «È anche lì, ma è soprattutto in quell'allegria sudamericana che caratterizza le musiche e gli arrangiamenti. Il folk è solo un pezzo della nostra storia, così come gli echi balcanici ieri e, oggi, le atmosfere sudamericane. Chiudere i Marmaja in un genere fa torto alla nostra storia che è improntata al confronto, alla voglia di conoscere e sperimentare senza preoccuparsi dell'etichetta. Nel disco confluiscono tante idee ed esperienze, compresi un paio di progetti paralleli di cui alcuni di noi fanno parte come il bossa rock degli Iguana Sana o del jazz samba del Trio Brasil. Noi raccontiamo storie, parliamo del lavoro, della vita della gente, delle sue speranze e anche delle sue lotte. È un modo di fare politica, anche se diverso da chi sceglie la canzone-slogan col riff ripetuto da cantare con il pugno alzato, ma è il nostro».
Gianni Lucini