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Pagella Non Solo Rock



Last Updated: 7/15/2009

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Thursday, May 07, 2009 

Cari topolini in ascolto, rieccomi a voi...lo so vi sono mancata in queste ultime settimane, sono stata lontano, ma vi ho sempre portato nel mio cuore e nel doppio fondo delle mie scarpe con tacco stiletto 12 modello burlesque. Ho viaggiato molto, un lungo viaggio ai confini della notte, radente gli argini di fiumi di porpora e oceani di seta...ho visto bambini belli come uomini inforcare chitarre di cartone e percuotere batterie di pelle di lino, ho ammirato giovani fanciulle che danzavano ai raggi di una luna gravida di latte e piombo fuso...e ho pianto perchè sapevo che quando avrei fatto ritorno alla città rettangolare con il porto senza mare, tutto questo sarebbe terminato...come quando finisce un sogno..o quando finisce la scuola...ed invece le rondini sibilline mi hanno profetizzato che nulla finisce qui...che il nostro viaggio è lì per continuare...in una metamorfosi luminosa come il tetto di stelle d'estate che sommergerà le nostre teste e i vostri cuori...ho viaggiato...ma il mio sogno non finisce qui...

 

 

VENERDI' 17 APRILE

EL BARRIO
Strada Cuorgné 81, Torino
ore 21:00
AMERIGO VERARDI +

 OGM +

CLAUSTRO ANTIBIOTICO + KAIROS + LIGHTDAWN

 E rieccomi paracadutata nel cortile della scuola ristrutturata nel ventre della periferia più lontana di questa contraddittoria città...stasera testa di linea sarà un fuoriclasse della musica indipendente indipendente italiana, quell'AMERIGO VERARDI ora insieme al valentissimo MARCO ANCONA(salentino doc, già in Bludinvidia), che è una figura storica dell’underground italiano. La stampa specializzata lo ha affiancato a figure del calibro di Syd Barret e Julian Cope. Una lunga carriera cominciata con una delle band simbolo della psichedelia italiana (Alison Run) e proseguita tra progetti solisti e varie formazioni (Lula, Lotus). Attivo da sempre anche come produttore (Baustelle, Virginiana Miller) Amerigo Verardi è tra gli artsisti italiani più influenti dell’ultimo decennio. Quello che propone in sodalizio con il guitar hero marco Ancona è particolarissimo set in bilico tra atmosfere spiccatamente psichedeliche e un nervosismo elettrico di matrice british, melodie e testi dalla vena surreale che da sempre hanno caratterizzato i loro percorsi artistici. Mano nella mano, il primo brano singolo, è stato pubblicato lo scorso 25 febbraio, e stasera sono qui, sulle barricate pagelliane a dispensare perle di storia della musica ai nostri baldi giovani.

Venghino siori, venghino....oltre al duo salentino d'essai, il Barrio ospita come headliner anche gli ottimi OGM, già vincitori di un pagella nell'ultimo bienno e instradati sulle coordinate del rock/indie più contaminato e sperimentale che la nostra città possa avere l'ardire di proporre alla tenera età dei componenti...bravi, bravi e bravi coloro che li fecero vincere e proporli sui palchi più consoni....

il buon imbonitor comunale sale sul palco e presenta da par suo al solito, scalda l'ambiente e carica le band...sapete dopo un poco ci si abitua a tutto, e magari si incomincia a voler bene anche alle cose che inizialmente non si comprendono...ebbene devo ricredermi sul PRESENTATOR CORTESE, in effetti ha una faccia da culo, però ci sa fare...eccome...

e venne il tempo dei KAIROS, giovani ciriecensi innamorati dell'hardrock classico, influenzati dalla voglia di contaminarlo con venature heavy e ritmi serrati...citano i Guns'n'Roses, ma anche gli AC/DC e i MAIDEN... voce convincente, buona mistura della sezione ritmica e della parte solipsisitca di colui che è demandato dagli dei a fare gli assoli...imberbi e quindi inclini a qualche ingenuità compositiva, in realtà devo ammettere che mi convincono e suscitano in me vibrazioni positive...partendo inoltre dal presupposto che coloro che citano la mitologia greca per darsi un nome, in epoca di nomi propri declinati al plurale o di altisonanti dichiarazioni di intenti guerrafondaie o sdolcinate frangette a gogò, mi sciolgono come neve al sole e vado in sollucchero e tributo loro un piccolo peana con la clausola, che rimanendo fedeli all'etimologia di Kairos, sappiano cogliere l'attimo propizio in un futuro che predico loro luminoso...it's only rock'n'roll but I like it...

 

e che dire dei CLAUSTRO ANTIBIOTICO, bello il nome di questo progetto estremamente convincente nella forma e nei contenuti...cantano in italiano e questa è cosa buona e giusta, ma è la loro miscela musicale che spiazza ed esalta al contempo, fate conto di ascoltare un gruppo britpowerpop a tutti gli effetti, diciamo una roba che ricorda i Block Party, tanto per non scontentare nessuno, e quando stiamo per essere convinti che questi ascoltano soltanto indierock da copertina patinata, ti spruzzano lì delle robe che ricordano ad alcuni il grunge pù psichedelico e seattleiano che si ricordi, ma quando poi raddoppiano con i chitarroni allora ti rendi conto che anche la buona vecchia scuola dell'hard rock ha attecchito su queste latitudini.... che dire, figlioli miei, una delle migliori espressioni musicali di questa edizione sicuramente, non so se andrete in finale quest'anno ma nel qualcaso non demordete e tirate avanti così, la strada è quella buona, voi ci sapete fare e le vostre idee sprizzano originalità da tutti i pori...bravi, bravi e ancora bravi...

 

infine è la volta dei LIGHTDAWN, che hanno un sense of humor posticcio che a me fa molto ridere ed un cantante che sembra uscito da una puntata dei Simpson...non di primissimo pelo, perlomeno come genesi dell'idea di band, 2005 pare, sono di Settimo e viaggiano sulle coordinate del punk da charts che dai Green Day in avanti ha nobilitato il uantciutrì in rotazione massimale da network mtviana...non sono malaccio, anzi, hanno valide intuizioni e grande energia dal vivo...secondo me bilanciando meglio talune ingenuità e sbavature, ricercando una sintesi meno trita, come dire una terza via rivoluzionaria al punk mainstream, qualche cosa di sensato nel nostro panorama cittadino potrebbero anche dirlo...forza ragazzi che le luci dell'alba sono ancora lì da cavalcare....

 

abbandono il Barrio in una notte plumbea, ovviamente il venerdi 17 doveva manifestare la sua nefasta presenza, eppure gli dei del rock stasera sono stati benevoli con noi...i gruppi sono stati tutti validi, con qualche incoraggiante sopresa..e l'esibizione di Amerigo riconcilia con l'amore per questa musa che tutti noi tenta e che io adoro....

 

VENERDI' 24 APRILE

CENTRODENTRO - CIRCOSCRIZIONE 2
C.so Siracusa 225, Torino
TOE!

+ SISTEMA LIBERO + NARCAN + BLACK HORN + I KRONOS

 su questo luogo e su quello che qui si crea ho detto di tutto e di più e siccome non amo ripetermi andiamo al sodo...

gli headliners sono dei folli: I TOE!, sono un gruppo che il rock te lo servono su un piatto d'argento,  e ne sono enciclopedica espressione: hard rock, seventies, garage, attitudine punk'n'surf, capelloni e stilosi, molto ma molto shoegaze...

 

fuori come dei cammelli! http://www.myspace.com/toepuntoesclamativo ascoltare per credere...

anch'essi dal meglio degli inferi di questa città sotterranea...

abbiamo poi un'antica conoscenza di pagella questa sera, ovvero i SISTEMA LIBERO, finalisti della scorsa edizione, addirittura fregiati dal premio della consulta come miglior band in competizione 2008...fecero sciogliere in brodo di giuggiole Mr Lie, mio valente predecessor, al quale devo la vita e el corazon, però forse per una costipazione del rubicondo frontman, o forse per una complessiva sopravvalutazione delle esibizioni dell'anno scorso, non mi hanno esaltato del tutto...ho trovato il loro un happy punk, come lo definisce il presentator incravattato, un poco troppo imbolsito e poco incendiario come invece me li ricordavo...rimangono sempre una buona band che non può che migliorare sempre più, lo confermano con la cover dei The Jets che restituisce loro quella verve che sicuramente li ha fatti apprezzare lo scorso anno, ma che questa sera è venuta meno...ripeto probabile che l'afonia del cantante abbia penalizzato la loro esibizione, ma da loro ci si aspetta di più..erano in Champion's League adesso arrancano fra l'Intertoto e la Uefa...

è la volta poi dei NARCAN, che ispirandosi al funkyrock che tanto imperversò negli anni 90, con me trovano una che oltre ai RHCP, i Livin'Color, gli Urban Dance Squad, gli FFF e poco altro non ha mai amato troppo il genere...e visto che i miei riferimenti sono quelli appena citati, il loro tentativo di funkyrock trasversale mi risulta imbolsito e poco digeribile...hanno qualche buona intuizione, cantano in italiano qualcosa che sfiora anche delle corde di ironia non banale..però zoppicano molto nella tecnica di base, questo è genere che per suonarlo bene ci vogliono, scusate il francesismo che stona sulle labbra di una pulzella come me, i controcoglioni...e voi per ora non li avete ancora... ma qua e là alcune cose valide si scorgono, vi esorto quindi a non mollare e magari valorizzare la ricerca di un modernariato del funkrock, che c'è in giro nel mondo, e di ottimizzare i testi che celano comunque un senso critico e una curiosità che apprezzo molto, dai ragazzi...

i BLACK HORN si offorno sull'altare sacrificale del trash metal più ignorante e abietto...premesso che è un genere che la sottoscritta adorava quando in gioventù trascorreva le sue notti bagnate nel sogno di essere cinta fra le nerborute braccia di Dave Mustaine mentre James Hatfield e Scott Ian mi tenevano ferma...ehm scusate, mi ero distratta...comunque avete capito, amo quel genere e proprio perchè innamorata e adpta della prima ora esigo che chi lo suoni lo faccia con perizia e padronanza...non basta avere la passione per il genere, bisogna saperlo suonare...e ai Black Horn ancora la tecnica di base latita, la voce non deve solo vomitare urla e gorgheggi incomprensibili, ma deve anche modulare e ammaestrare la raucedine...il trash è una fede e come tale va venerata... e non è solo una questione di età...ascoltate i vostri coscritti Manhunt per capire a cosa mi riferisco...

infine I KRONOS, il nome si ispira al dio del tempo, colui che divorava i propri figli, dice la mitologia ellenica classica, per evitare che si perpetuasse la specie dei suoi figli che lo detronizzassero, poiché gli era stato predetto, come egli aveva fatto con Urano, suo padre...

ordunque cari Kronos, il vostro è uno dei nomi più affascinanti di questa edizione, ma altrettanto non lo si può dire della vostra musica...leggo nelle vostre note sul blog che volete imparare, fare esperienza e provare a suonare una sintesi fra il pop e il rock...ecco io altro non posso fare che esortarvi a intraprendere questa strada di umiltà e consapevolezza...siete giovani e la musica è una delle cose più ampie ed elevate per favorire il divertimento e la socializzazione e questo deve essere, per tutti, il vero obbiettivo della partecipazione a pagella rock...che poi voi non mi abbiate esaltato è colpa dei miei gusti e della mia inclinazione a voler sempre tirare fuori il meglio dal tutto...per suonare quello che volete voi bisogna essere molto inclini alla melodia e anche alla tecnica di base...miglioratevi e lo potete fare solo chiudendovi in sala e uscirne per andare ad ascoltare band che suonano e cercare di carpirne tutti i segreti...in bocca al lupo...

domani è il 25 aprile, una data che molti vorrebbero equalizzare, normalizzare, visto che non la si può dimenticare...io vorrei ricordare che nella storia non sempre tutti hanno torto e non tutti hanno ragione, ma forse solo in quel biennio, 1943-45, chi decise di stare da una parte piuttosto che dall'altra, ovvero dalla parte degli aggrediti piuttosto che degli aggressori, delle vittime piuttosto che dei carnefici, dei patrioti piuttosto che dei traditori, fece una scelta giusta...e sicuramente non sono quelli che si mettono posticci foulard tricolori al collo e parlano di cose che hanno sempre negato...W LA RESISTENZA, W I PARTIGIANI...ORA E SEMPRE!

 

 

 

 

 

 

 

 

SABATO 25 APRILE

TAURUS
Via D'Oria 20 angolo via Mazzini, Ciriè (TO)
ore 21:00 - ingresso GRATUITO
GODDASS + GREEN HEAVEN + KATAPANK + PUNK DOGS + NO ONE'S MEMORY

 MISS MUD ERA AMMALATA E NON PRESENTE ALLE ESIBIZIONI, PER CORRETTEZZA NON SCRIVE NULLA SU QUESTA SERATA. MI SCUSO CON I GRUPPI PARTECIPANTI MA E' MEGLIO UNA ONESTA OMISSIONE CHE UN DOLOSO FALSO...

 

 

VENERDI' 1 MAGGIO

PADIGLIONE 14
Parco della Certosa Reale, Collegno (TO)
ore 21:00 - ingresso GRATUITO
THE INSPECTOR + RESISTENZA OI TORINO + SEAL + VORTIX + VICIOUS SINNERS

E' l'ultima serata di selezione, il Padiglione accoglie come sempre e diviene il paradigma per ringraziare e salutare tutte le location che hanno ospitato pagella quest'anno, luoghi animati da ragazzi e responsabili meravigliosi, luoghi in cui la musica e la socializzazione diventano ragioni di vita e luoghi in cui noi ci sentiamo veramente a casa...

UN GRAZIE A TUTTI QUANTI VOI...

 

vedo le interviste preshow, vedo decine e decine di ragazzi che si assiepano nel locale, sento un nodo in gola che mi fa pensare che tutto ciò è bello, che tutto ciò è giusto che esista, che tutto ciò è uno step nell'esistenza di questi ragazzi che rimarrà come uno dei momenti più importanti della loro educazione sentimentale alla musica e all'arte...e sono orgogliosa di aver contribuito affinchè tutto questo divenisse realtà...

 

iniziano i VICIOUS SINNERS, che si vede ad occhio nudo adorano l'hard rock più tradizionale e revanscista, quello che dei G'N'R ha fatto dei beniamini inarrivabili, quelli che hanno consumato Appetite for Destruction, quelli che già i Poison erano troppo ricchioni, quelli che hanno un chitarrista ECCEZIONALE, ma VERAMENTE ECCEZZIUNALO, e purtroppo una band non ancora all'altezza...ascoltate una cretina, cari peccatori viziosi, tu bassista smetti di cantare e dedicati solo alle quattrocorde e trova una sinergia convincente con il batterista, assoldate un cantante vero, di quelli che tengono il palco e sanno estendersi sulle ottave tanto care ad Axl e a Steven e mettete davanti a tutti quel DIO DI CHITARRISTA che vi trovate fra le mani, e allora si che romperete il culo a tutti...è come avere DIEGO ARMANDO MARADONA in squadra  e farlo giocare nel Lumezzane, uno spreco per lui e per voi...ascoltatemi, non ve ne pentirete...

 

stasera è una serata dedicata all'estremismo metallico, si era già capito dai lungocriniti che circolano in sala e dalle fanciulline darkeggianti che si accompagnano ad essi...tutti i gruppi presenti riescono ad innescare furibondi pogos e walls of death e questo è grande merito di ciascuno di loro ed io mi diverto a vederli dimenarsi così, così come si diverte il presentator cortese a giocare con questi ragazzi convinti della fede metallica che professano, li blandisce e li esalta sul vivo, citando miti come Chuck dei Death e tutta la scena dalla Bay Area a Tampa fino agli Obituary e alla scena scandinava...ne sa quel papavero, ne sa...così come questi ragazzini alcuni dei quali spaccano i timpani, ma declinano la materia del death in maniera tecnicamente esaltante...

 

è il caso dei SEAL,  che giudico semplicemente ECCELLENTI...vi posso solo dire che se i DEATH si riformassero sceglierebbero per metempsicosi di reincarnarsi in loro...può bastarvi come complimento? Non ho null'altro da aggiungere, potrei sciorinare nomi e riferimenti, potrei citarvi tutto quello che di positivo c'è in un genere che o lo si ama o lo si odia...voi lo suonate in maniera esemplare ed io vi rendo tributo...voglio vedervi sul palco al MONSTER OF ROCK DEL 2012!!!

 

 

Anche i VORTIX masticano bene la materia trash, la contaminano con qualcosa di più moderno e magari meno ipertecnico, mi fanno sciogliere i polsi con una versione tecnicamente perfetta di Welcome Home (Sanitarium) dei Metallica e si sbattono come dei dannati per immolare fans sulla pira del pogo...meno bravi dei SEAL, ma convincenti...altrettanto non lo sono invece i ROITO, ex Resistenza Oi Torino, che decidono fortunatamente di abbandonare lo skacore, omettendo la radice in levare e spaziando verso i territori del punkhc...buoni i propositi non ancora eccellenti i risultati...l'hc è materia che frequento bene da decine di anni, e non solo quello cinematografico, ovviamente ;-) e quindi vi dico, chiudetevi in cantina, provate, provate, provate e canalizzate la vostra rabbia generazionale sopra chitarre, batteria e microfoni...gl'ideali sono buoni ora cercate di assimilarvi anche la materia musicale...PROSIT!

 

alla prossima topolini e topoline...

PAGELLA NON FINISCE QUI...innazitutto vi aspettiamo alla finalissima del 22 maggio a Spazio211 e poi vi anticipaimo delle sorpresine che allieteranno le nostre sere d'estate

vi amo scoiattolini

Vostra innamoratissima MISS MUD

Friday, April 17, 2009 

GIOVEDI' 9 APRILE

CPG (CENTRO DEL PROTAGONISMO GIOVANILE)

Strada delle Cacce 36, Torino

ore 21:00 -

CHRISTIAN COCCIA

+ LOSKY + MAKER + PULLI
GERARDO


Una settimana triste. Una settimana dilaniata dalla terra
che si apre alle 3,45 di una domenica notte qualunque ed inghiotte dentro di se
centinaia di vite, migliaia di storie e sogni. Un terremoto che recide le ali
dell'Aquila, ma non  la sua forza. Immota
manet
, recita il gonfalone civico di quella città devastata nel ventre
d'Abruzzo. Immota manet nei nostri occhi di lacrime...e nei nostri cuori
tristi che vorrebbero scavare con le unghie insanguinate fin dentro le viscere
di quella Casa dello Studente che si è accartocciata su se stessa con la
grottesca e drammatica inerzia di un castello di carte da poker appoggiate lì
per caso. Inghiottendo tanti, troppi ragazzi che magari stasera sarebbero stati
volentieri qui, fra il nostro pubblico, a sorseggiare una bibita ed ascoltare
sorridenti buona musica. Un simbolo, un monito, una vergogna civile di un Paese
che si ricorda delle sue omissioni solo dopo...come coccodrilli di carta
bollata e mazzette di piombo piangiamo all'indomani...ci stringiamo solidali e
aspettiamo il corteo delle autorità, la retorica della fratellanza nazionale e
le promesse di immediata ricostruzione e del “non vi abbandoneremo”...Immota
Manet!....


Nel CPG stasera molte persone note, presenze che si
ripetono, cordate ed amicizie che diventano collaborazioni artistiche...una
scena che cresce non solo numericamente, ma anche e sopratutto qualitativamente
questa di Pagella...confortante, emozionante, gratificante...

a squarciare gli indugi è un giovanotto che imbraccia una
chitarra acustica, si abbarbica sulla cima di uno sgabello gaberiano e
dichiarando candidamente la forza delle sue canzoni e delle parole che scrive e
mette in musica ci regala venti minuti di coraggio, buona musica, melodie
interessanti e testi apparentemente “normali”, in realtà elaborati e
consapevoli dell'esigenza della intellegibilità istantanea del
messaggio...bravo il nostro giovane GERARDO PULLI. Il suo è un
cantautorato che si ispira palesemente alla scuola italiana in toto, da quella
epica degli anni settanta, a quella più contemporanea e talvolta snobbata dai
critichini alla ricerca del nuovo Bob Dylan, o per i più intellettualoidi il
futuro Devendra Banhart o del nuovo Tenco per gli orfani di una scuola
ligure-piemontese che ha segnato un'intera generazione di artisti, figlia di
un'Italia che forse del gravoso fardello del concettualismo in musica talvolta
ne fa volentieri a meno. Scevra di barocchi intellettualismi è la musica di
Pulli, altresì incline alla pulizia del lessico, dei suoni peraltro arrangiati
con meticolosa perizia sulla seicorde acustica e dell'immagine semplice ma non
semplicistica che il nostro da di se e della sua arte. Una piacevole scoperta,
interessante, capace di conciliare una voce limpida e ben impostata, talvolta
inerpicata su ottave di estensione che mi ricordano il giovanissimo outsider
italo-britannico Paolo Nutini, altre volte ad ingrossarsi di ruvidità
romantiche contingue al Cocciante meno stucchevole. Interessanti squarci di
quotidianità postadolescenziale, che sebbene semplici nella ricerca lirica non
si appiattisce sugli indigesti stereotipi che una cosiddetta letteratura
mocciana e l'altrettanto spregevole produzione cinematografica fatta di amori
sopra il cielo e citazioni baglioniane d'annata ci somministrano ai botteghini
e nelle classifiche. Ottima prova, valorizzata ulteriormente dal dover rompere
il ghiaccio di fronte ad un pubblico chiaramente incline a sonorità più ruvide
e elettrificate Come un Tenco meno ispirato, un Grignani meno strafatto, così
un Pulli da seguire con attenzione

l'esibizione che segue mi fa comprendere il perchè di una
presenza ormai consueta per i pagelliani, ovvero i due Madback
headliners la scorsa settimana all'Artintown, ottimi concorrenti della scorsa edizione
e avviati a sicura e valida carriera nell'universo dell'hip hop nostrano se
manterranno fede alle promesse e all'umiltà fino ad ora espressa....salgono sul
palco i giovanissimi MAKER, anch'essi duo hip hop, propugnatori di uno
stile convincente e molto personale, sicuramente influenzato dalla scuola
classica e dalle interferenze epidermiche che volenti o nolenti planano sulla
creatività dei nostri giovani heroes...lui, l'MC è un giovanotto di 15 anni,
gigantesco e capace di sfoderare una personalità assai matura e
consapevole...gestisce il palco come una pop star navigata, esorta il pubblico
alla danza e all'accompagnamento ritmato delle rime e degli slogan, introduce
ogni song con la necessaria enfasi e strumentalizza positivamente il suo
dj...fino alla sorpresissima di far salire sul palco i due conterranei
Madback...vengono infatti i Maker dalla profondissima VAL di SUSA...per un
featuring che denota una soverchiante maturità sia dei Madback che dei nostri
giovanissimi rapper...prova altamente positiva, ricca di verve, stile e
personalità, per quanto l'hip hop sia genere che non lascia molto libero sfogo
alla composizione autoctona, eppure lo stile definisce proprio questo confine,
ovvero l'essere personali all'interno di un solco ben
definito...stile&personalità YO! Respect....

e qui vennero le dolenti note, come suggeriva il Poeta nel
vortice del suo errabondo deambulare...i/le LOSKY, sodalizio eterosex
animato da buoni propositi ma da disastrosi esiti...ricompaiono fuori concorso
per la seconda volta in due anni...postulano riguardo le sfortunate  coincidenze con service a loro dire
dilettanteschi nelle precedenti esibizioni che ne hanno, sempre a loro dire,
esponenzialmente inficiato la resa complessiva della loro arte...dato per
scontato che in generale la professionalità complessiva dei services che
collaborano mirabilmente con Pagellarock è molto elevata e va anzi rivolto loro
un plauso per le condizioni di tempo e di variazione palco cui sono sottoposti,
qui quello che non va siete proprio voi...vi vidi e vi udìì l'anno scorso
presso il Centrodentro nella vostra precedente esibizione e, nell'insieme di un
concerto ricco di indecisioni e strafalcioni, non di certo deducibili al
service, ma a vostre carenze, avevo comunque apprezzato lo sbarazzino
atteggiamento nel porsi al pubblico senza eccessive pretese di miracol mostrare
e quindi risultaste nonostante tutto simpatici/che...questa volta ad una
evidente regressione tecnica e complessiva va aggiunta anche una non celata
boria che gioca completamente a vostro sfavore...questo per quanto riguarda la
censura ad un atteggiamento comportamentale...per quanto riguarda invece il
giudizio prettamente tecnico e artistico credo che i vostri limiti maggiori si
evidenzino dal punto di vista compositivo ma anche sopratutto in evidenti
carenze didattiche: aritmici, scoordinati negli equilibri e nelle partiture
strumentali, assolutamente fuori dalle righe negli intrecci vocali fra le
simpatiche e carine signorine ed il resto dei backvocals...proponete un rock
che non ha alcuna logica esistenziale...sgrammaticato fin dai rudimenti più
elementari di quel verbo che definisce l'atto di suonare uno strumento e uno
strumento in complicità con altri strumenti e voci...in poche parole: lasciate
perdere la musica, perlomeno a livello professionale come, da vostre
dichiarazioni, avete la velleità di intraprendere...per me siete
a-musicali...ma questo non significa che siete dei cattivi/e ragazzi/e,
tutt'altro siete molto simpatici, svegli, vivaci e ricchi di talenti che però
non sono musicali...non è una colpa la vostra, ma è un dovere etico e
professionale il mio segnalarlo...

a domani topolini e topolini in ascolto, non prima di
avervi raccomandato l'ascolto degli headliners di questa serata: CHRISTIAN
COCCIA&HIS ROCKBAND,
un musicista completo. L'ex enfant prodige della
scena chitarristica torinese e nazionale si propone con un proprio lavoro
originale e dirompente: esordisce poco meno che ventenne alla seicorde dei
rocker occitani LOU DALFIN e degli streetcombat rock fighters FRATELLI DI
SOLEDAD, incidendo dischi e partecipando ai tour di queste due storiche band
alternative, decide di mettersi in proprio formando un power trio esecutore di
una formula energica e convincente, oltre che ipertecnica, di rock
tradizionalista ma moderno e attuale, bilanciato e di dirompente impatto. C'è
tutto qui dentro, dal meglio della scuola americana degli epigoni dell'hard
blues alla inequivocabile lezione britannica, ponte di mezzo fra la melodia
beatlesiana e gli ardimenti zeppeliani prossimi alle esplosioni ormanali
dell'heavy...il tutto personalizzato attraverso una chiave interpretativa in
salsa mediterranea e segnatamente italiana nel solco tracciato dalla PFM ad
oggi (vedi Afterhours degli esordi)...la vera bestemmia è che tali fuoriclasse
del rock nazionale siano tutt'ora senza contratto...accorrete, gente,
accorrete...www.myspace.com/christiancoccia

ciauuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!



VENERDI' 10 APRILE

CENTRODENTRO - CIRCOSCRIZIONE 2

C.so Siracusa 225, Torino

ore 21:00

PETROL

RAGIN KIZ +
REALTA’ NON ORDINARIA + SOPHI’


+ SPECIALE MAKIN'OF
PAGELLA TALKS LIVE SHOW


Che serata ragazzi! al culmine di una giornata che ha visto

la realizzazione della seconda puntata del format tv on streaming Pagella Talks
Live Show. La prima era stata realizzata in quel del CPG col contributo della
troupe ivi residente, quella di oggi è stata altresì realizzata dal Gruppo
Video del Centrodentro, formato da quattro splendide fanciulle ed un paio di
omaccioni intraprendenti ed altamente professionali. Pubblico in sala,
coordinamento da far impallidire le produzioni tv generaliste, luci intense,
collegamenti audio e video, esibizioni live, interviste a band quali Alcor,
Hangin'Three e l'esclusiva con i PETROL, riprese a 360° che documentano minuto
per minuto l'evolversi di una giornata memorabile, paradigmatica di tutto
quello che quotidianamete avviene qui dentro, anche senza riflettori e telecamere
accesi...una puntata incredibile, che potrete vedere, a quanto mi comunicano i
responsabili del progetto comunicazione, entro la fine di aprile sul web..stay
tune...

calano le ombre della notte, sotto un cielo sempre più plumbeo e mentre il posto in Corso Siracusa 225 si riempie come accerchiato da

frenetiche formiche di giovani e meno giovani malati del rock di buona
fattura...e stasera tutti i palati saranno soddisfatti...

aprono le danze i situazionisti REALTA' NON ORDINARIA
che devono l'ispirazione del proprio nome allo scrittore sciamanico Carlos
Castaneda e ai suoi viaggi lisergici alle soglie della
percezione.assoluta...citazioni dotte e avantpunk teatrale...esibiscono un
silente tersicoreo che maneggiando un televisore privo di immagini ma sopraffatto
dalle frequenze medie del silenzio delle coscienze mi riporta alla mente il
ruolo simbolista che svolgeva il buon vecchio Fatur ai tempi del Socialismo e
barbarie, ovvero quando i CCCP erano vera avanguardia paranoica e Giovanni
SBLINDO Ferretti non si era bevuto il cervello in conversioni tardive e
alquanto bigotte...c'è il punk di Germs, D.O.A, Dead Kennedies, Kina, Infected,
Panico.... fra le loro corde e probabilmente alcune di queste band  manco le conoscono per ovvi motivi
anagrafici...

Realtà non Ordinaria è un invito ad usare il computer e la
tecnologia forse, a cui non serve connettersi, una macchina che se ben nutrita
ci permette, senza intermediari, di raggiungere lidi mai toccati, dimensioni
inesplorate, essere eroi di ogni avventura, di astrarre oltre il limite. Questa
macchina si chiama "Cervello". La cosa che ci colpisce maggiormente è
l'uso di un intermediario per esercitare l' immaginazione.  Non dobbiamo avere paura della futura dittatura
dei computers, ma della mente del dittatore che li comanderà.  Mi piacciono molto questi RNO, hanno pathos,
intelligenza, coraggio, cultura e attitudine realmente
punk...postpunk...protopunk...boh, fatto stà che sono capaci di giri di basso e
accelerazioni turbinose, il bassista infatti evoca l'immagine di un Kurt Kobain
molto compassato, la coralità delle voci (forse unica pecca quella un poco
dissonante del chitarrista che però colma con buona propensione alla prununcia
scandita e alla versatilità dei contenuti) risulta sincronica ed interessante
se mescolata ll'alcool...ops..a quella del batterista cantante...citano da
Woody Allen a Guy De Bord, esaltano il lato più increscioso dell'essere punk
today...la ricerca  della verità e
l'allontanamento dai clichè e dalle gabbie a cui le rotazioni e le bacheche
radiofoniche confinano il grido di dolore...i cartelli sulle spalle che
riportano le strofe dei brani riporta alla mente il Dylan
contestatore...mettono  buon umore anche
se fanno pensare...forse come un peyote che il buon vecchio Castaneda
ingurgitava insieme al suo sciamano di fiducia Don Juan...perseverate nel lato
oscuro e anarchico del vostro essere e Miss Mud vi amerà per sempre...bravi,
bravissimi, tecnicamente rivedibili e talvolta irritanti ed urticanti come ogni
buon punk DEVE ESSERE alla prossima piccoli amici di rivolta....

arrivano poi i RAGIN KIZ che professano essere
alfieri del cosiddetto street pop, ovvero di un connubio sintetico di pop,
punk, hip hop e attitudine da strada...effettivamente i ragazzi hanno stile sia
estetico che attitudinale, un poco meno nel primo pezzo che fa storcere il naso
alle fanciulle presenti, ma che viene esaltato dai maschietti...due voci che si
intersecano nel melodico e nel rap, intonato il cantanto più nerboruto e
tatuato, buono il rap del suo compare, la band suona con discreta tecnica
complessiva, esaltandosi comunque nella gestione autoritaria del palco...in
definitiva rievocano un certo numetal da charts, Linkin' Park, P.O.D. e affini
per intenderci, però devo ammettere con un'ottima propensione allo spettacolo,
l'essere educati e propositivi gioca a loro vantaggio...in definitiva una
valida esibizione per una valido gruppo in un genere che nulla aggiunge e nulla
toglie ai miei sogni, ma tant'è e allora bene i Ragin Kiz, secondo me meritano
una parola buona per come suonano, una meno buona, giudizio strettamente
personale, per quello che suonano, comunque bravi...

giungono poi i SOPHI' che devono il loro moniker ad
una arzigogolato calembour linguistico che mette insieme la fonetica di un nome
femminile, la radice etimologica greca della conoscenza e il phi greco come
simbolo matematico dell'infinito...sticazzi! Disse Donna Gertrude...comunque
essi, che sfoggiano un frontaman di nome Elfo!!!! producono un buon rock di
maniera, suonato con chiara padronanza tecnica e debitore in tutto e per tutto
al rock italiano degli anni 80, dai Litfiba ai Negrita, passando per Timoria
periodo Renga “Viaggio senza tempo” ai dimenticati Ritmo
Tribale...intonatissimo e con una voce dalla grana cristallina il nostro Elfo guida
questo ensamble di non più giovanissimi musicisti fuori concorso. Con carisma e
ottima resa musicale...ovvio che questo non sia più un genere in grado di
esaltare le gonadi di Donna Mud, ma è altresì vero che codesta signora è in
grado di riconoscere la buona musica da quella cattiva, di tracciare un confine
fra i ciarlatani boriosi, i bravi e umili musicisti e i fuoriclasse
sopraffini...e i Sophì sono sicuramente una buona rock band, dotata di tutte le
caratteristiche fisiologiche per poter e dover continuare a suonare, nulla
creano e nulla distruggono, ma forse qualcosa trasformano....bene

poi si verifca l'avvento dei PETROL ...qualcosa di
eccezionale ed eccellente...signore e signori che fremito sulla schiena del
cuore vedere sul palco del Centrodentro uno spicchio fondamentalista della
storia della musica alternativa e antagonista italiana nelle sagome di Dan Solo
(ex bassista dei Marlene Kuntz fra gli altri), di Franz Goria (uno dei più
grandi songwriter italiani, ex vocalist e frontman dei mirabolanti FLUXUS, il
miglior progetto postpunk/noise italiano di sempre) e Valerio Alessio
(calvocrinito e poderoso drummer dal nebuloso passato metallico)!!!

presentano il loro EP autoprodotto-dopo aver esordito due
anni or sono su Casasonica- L'amore è un cane, che potrete trovare su
petrolmusic.it in download fino a fine aprile e poi ordinarne copie limitate e
autografate a partire da maggio...ma non è questo che mi preme fare, cioè il
banditore di cd...quello che vorrei dire è riuscire ad esprimere l'emozione che
la loro musica evoca in me...il perfetto sillogismo fra la saturazione totale
dell'universo-mondo, cosparso di viscoso petrolio nero come il sangue e denso
come il nostro sudore sull'asfalto dell'anima...le parole che si innestano nei
solchi del dolore degli occhi che vedono e non riescono ad
urlare...intensi...melodici come dannati stornellatori moderni, raccontano la
verità più semplice nella maniera più elaborata dai suoni e dalla metronomica
perfezione di una materia musicale, la loro ,che fonde poesia e violenza dei
suoni, come petali di rose racchiusi in una custodia di un kalashnikov...credo
senza timore di essere smentita, quanto di meglio oggi l'Italia che non si
piega alle logiche del consumo, dell'apparire, dello svendersi e del dare il
culo in pasto agli squali, possa produrre...questo è quello che abbiamo avuto
la fortuna ed il coraggio di ascoltare in questo venerdi di pasqua
nera...questo è quello che tutti i nostri figli dovrebbero andare a sentire
quando pensano di dover prendere in mano una 
chitarra e iniziare a suonare...quel fuoco che leggevo negli occhi di
ciascun memebro di questo power trio in grado di commuovere ed esaltare alla
danza tantrica...lunga vita ai Petrol, lunga vita a chi non si arrende e
continua a sentirsi vivo...perchè NOI SIAMO VIVI....

buona notte, amadi miei...buona notte...alla prossima...

anzi a presto dal momento che mi sto riservando di
rispondere a breve a tuti coloro che mi scrivono sui commenti alle
recensioni...STAY TUNE PER MISS MUD RISPONDE
baci e baciotti topolini miei...

vostra eleganissima e blackness MISS MUD




Monday, April 06, 2009 

VENERDI'

27 MARZO
CENTRODENTRO
-
CIRCOSCRIZIONE 2
C.so Siracusa 225, Torino
ore 21:00

SCARLETS

MY HOPE SECRET + FAT-

Torino Mirafiori Sud. Un altra serata presso il
Centrodentro, luogo non solo gestito ma anche, e soprattutto, vissuto degli
animatori e dai coordinatori in maniera totale, quotidianamente sul territorio
con attività e affiatamento encomiabili. L'accoglienza alle bands e ai
collaboratori del progetto video e comunicazione mi sembra ottimo da quello che
appunto sul mio block notes elettronico: pizzata offerta alle band e
disponibilità per la troupe e i coordinatori di usufruire di una sala prove
come set delle interviste di rito ai gruppi pre-esibizione. Ottimo, credo che
sia questo quello che si richiede  alla
collaborazione attiva delle location, e devo ammettere che la stessa cosa si
verifica un poco ovunque nelle serate di selezione: e ne siamo compiaciuti.....


Le band di stasera dipanano le loro trame stilistiche in
maniera diametralmente opposta all'interno di quell'alveo eterogeneo che è
ormai divenuto il concetto di punkrock. ....


Da segnalare in abbrivio di esibizioni, un esilarante
siparietto dell'imbolsito e giovanile conduttore comunale, che chiama sul palco
a suonare il ritardatario cantante dei Fat-one, che si avvicina al palco disorientato
dal fatto che la band destinata ad accompaganrlo non fosse la sua, bensì i My
Hope Secret! Povero il bravo presentatore...risolto l'equivoco...i primi ad
esibirsi sono, infatti, i trendissimi policromatici e pirotecnici My Hope
Secret
che propongono una ovvia e derivativa versione
power-pop-emo-rock degli stilemi imperanti sulle frequenze medie di MTV. My
Chemical Romance, Blink e screamo variegati fra i numi tutelari della band che
però è capace di disimpegnarsi con personalità e carisma. Incitano alle danze
sfrenate un manipolo di seguaci ambisesso scatenatissimi, sanno come muoversi e
nell'insieme non dispiacciono se rapportati 
alla qualità media del concorso, che è comunque quest'anno sicuramente
elevata. Hanno nel frontman un sicuro ascendente sulle masse, una convinzione
complessiva e una buona propensione a stare sul palco. Devono ovviamente
perfezionare alcune lacune tecniche e secondo me, provare ad imprimere una
lettura più originale del genere di riferimento. Sufficienti sebbene non mi esalti
più di tanto questa degenerazione commerciale del 0ne-two-trhee-four!


Si segnalano altresì per una visione molto più radicale e
alternative i Fat-1, che ispirandosi a sonorità marcatamente di
origine seattleiane, abrasive e veloci, convincono alquanto. Indie caotico e
protomelodico che rinverdisce rigurgiti di Husker du, dei seminali Nirvana di
Bleach!, del punkrock di Chicago e di tutto un immaginario molto privo di
fronzoli e dritto alla ricerca della forma canzone distorta e ipercinetica.
Bravi anche e sopratutto nelle braccia e nei piedi di un batterista eccellente
per coordinazione, tecnica e tiro. Perde addirittura una bacchetta, ma riesce a
tenere il tempo con la mano sinistra sul rullante mentre recupera la
scorta...l'ho visto accadere anche a dei grandissimi batteristi, e solo a
loro

Chiudono come headliner i torinesi SCARLETS, (http://www.myspace.com/wearescarlets) band di indie punk elettrowave.
Eleganti e eterei e dissonanti come dei Joy Division che suonano con il manuale
del perfetto artrocker del terzo millennio sopra l'amplificatore: fra Kaiser
Chief, Interpol  e Editors. Ma c'è molto
di più fra i solchi del loro algido pentagramma: The Specials, Style Council,
English Beat, Ultravox fino a My Bloddy Valentine e The Smiths, testi
eccellenti e introspettivi, un non troppo dissimulato snobismo nella foggia e
nei contenuti relazionali, ne fanno un prototipo interessante per il mercato
indie internazionale


Già avviati alla carriera professionistica hanno al loro
attivo SCARLETS EP (ANGLE RECORDS)  e
usciranno con un singolo in giugno. Ottimi e ottima la scelta di farli suonare
qui stasera


A domani pargoli


SABATO 28
MARZO

TAURUS

Via D'Oria 20 angolo via Mazzini, Ciriè (TO)

AT THE SOUNDAWN

+ CRY BABY + RAVANGER +
NEGATIVES 5


Taurus significa falde del canavese, significa accoglienza
elegante e calorosa, significa un bel luogo ai confini della fine della
metropoli, significa una fottuta ed insistente pioggia gelida che irrora strade
di città e concentriche lame di asfalto tangenziale ad aereoporti e fabbricati
industriali di paese. Megamobilifici, residence e centri commerciali
disseminati sul quadrante che ci anticipa le verdi frasche degli alberi che
circondano il centro di Ciriè. All'interno tre band si esibiscono alla ricerca
di una lettura personale pescate nel mare magnum di ispirazioni che l'hard rock
può suggerire a delle giovani menti da plagiare. In effetti devo ammettere che
è alquanto difficile realizzare una relazione analitica dell'esibizione di
ciascuna band, ma nell'insieme posso sottolineare come i Cry Baby
mi appaiono fra i più classici esecutori di un hard rock molto tradizionalista,
suonato però con troppa flemma e rallentato di molto rispetto alla velocità di
esecuzione necessaria, come dire con il freno tirato...come se i Deep Purple
suonassero su di un tempo dub...ma in distorsione e con gli assoli...velocità e
maggiore verve non guasterebbero...poi i Ravanger  , che eseguono un trash e death metal
molto flemmatico e poco sanguinolento...visto che citano a piene mani i Death
dell'indimenticato e prematuramente trapassato Chuck Shuldiner, vorrei
vedere in voi il sacro fuoco del demonio e della blasfemia, vedo e sento invece
dei metallari un poco impacciati ed imbrigliati...più violenza, più nausea, più
rifiuto per suonare quella roba, altrimenti datevi al blues...infine i Negative
5
che nulla aggiungono né in originalità e tantomento in eccellenze
tecniche alla lineaare serata...un rock'n'roll tiepido e ancora necessitante di
misura e prove...incendieranno il palco gli headliners At the Soundawn
(http:/ /www.myspace.com/atthesoundawn)
band italica, modenesi per
l'esattezza, di metal estremo, accasati per una label tedesca e fautori di una
sintesi fra i prodromi dell'hardcore, e il postmetal contemporaneo che si
identifica con i bostoniani Converge su tutti e la scuola
Hydrahead...magistrali ed intensi


fuori piove e il ritorno a casa sarà lungo e ricco di
imprevisti




VENERDI'
3 APRILE

PADIGLIONE
14


Parco della Certosa Reale, Collegno (TO) 

JADISH


AGONY WAY + SWEAR WORDS + THE FRIVOLS


Stasera non è una selezione, ma una comunità che balla e
poga! Bellissimo vedere le band in lizza tutte amiche fra loro, a supportarsi e
pogare alle esibizioni reciproche. Ho visto e sentito tre gran belle band,
orientate sui territori che spaziano dal punk più festaiolo e easy listening
dei Swear Word, capitanati da un segaligno e adrenalinico
frontman, con inforcati un paio di occhiali bianchi in grado di ricordare alle donne
mature ma piacenti come me, un Ruggeri esordiente nei favolosi Decibel, in un
lontanissimo 1980 che a giudicare dall'età media di stasera non è nemmeno
contemplato fra i ricordi più remoti. Bravi, interessanti, convolgenti, capaci
di guidare il pubblico e disimpegnarsi con grande disinvoltura sia
nell'esecuzione tecnica che nella gestione della piazza.  Anche gli Agony Way si distinguono
per una buona propensione a scatenare il pogo fra gli astanti, con eccellenti
stop &go e una coesione di intenti capace di ricordare la lezione
ultrametalpunk dei Motorhead e della distorsione ignorante. Molto convincenti,
rumorosi, sudati e potenti. Infine i ripetenti The Frivols, che
maltrattati la scorsa edizione su queste pagine dal mio sommo predecessore,
hanno fatto lezione dei suggerimenti velenosi di Mr Lie e con grande umiltà li
hanno messi in pratica, migliorando sensibilmente e arrivando ad essere una
band di hardrock'n'roll di dignitosa caratura. Nell'insieme quindi le citazioni
di stasera vanno dedicate a tutte e tre le band in lizza, capaci di resuscitare
contemporaneamente Ramones, Megadeth, Green Day e Iron Maiden. Ottimi loro,
ottimo il pubblico, ottimo lo staff di Padiglione 14: dove lo trovate un posto
in cui quelli che vanno a suonarci per Pagella vengono rifocillati con
spaghetti ai frutti di mare preparati nella cucina attigua dalla   signora “Mamma di Tommy”? Squisiti...lunga
vita a pagellarock...e onore alle signorine metalliche Jadish, (
http://www.myspace.com/jadish) , una band di culto della scena
alternative ed estremista torinese, un mix di grezzo metal e pura sensibilità
femminile capace di scardinare gli argini dello scorrere mediocre di tante band
di sedicenti machi...grandissime


SABATO 4
APRILE

ARTINTOWN

Via Berthollet 25, Torino
MADBACK

+ FOXHOUND + MAMA LOVES ROCK AND THE BUSTHARDEES DO IT BETTER + TRUE
GANG + MOONSET....

Ultima volta che scendiamo nel centro polifunzionale di
Artintown,  gioiello di
collaborazionalità e voglia di fare, incastonato nel cuore della San Salvario
più melting pot e multiculturale possibile. Un 
luogo in cui è piacevole immergersi e nel quale le serate riscuotono
grande successo e partecipazione. Stasera maratona di band, addirittura
quattro. Rompono il ghiaccio i kilometrici e teatralmente sguaiati Mama
Loves Rock and The Busthardees do it better...
che già dal nome e dagli
atteggiamenti guasconi che ho intravisto durante l'intervista pre-live si
segnalano per un'attutidine dissacratoria e condita da picchi di genialità
involontaria.  Punk nell'essenza più
radicale del termine, consapevoli di essere brutti da vedersi e da sentirsi, in
realtà alimentano curiosità e divertono non poco. Il chitarrista ritmico decide
di abbandornare la sua fender in un paio di pezzi imbracciando una saggina da
strega che abbandonerà delirando che gli si è strappata una corda...fanno
abbastanza cacare ma la loro lucida follia lascia intravvedere delle songs
ragionate e con oscure melodie di fondo disssonanti e originali...mi ricordano un
certo punk inglese della fine degli anni 70, molto della scena italiana sul
borderline fra il demenziale e l'impegnativo...ottimo secondo me l'ultimo pezzo
dedicato alla GTT per incedere del riff e apertura “melodica” (che nella
fattispecie è un eufemismo)...a mezzo fra i Retarded e i primi Dead
Kennedies...poi sono i Moonset che ingraziositi da due fanciulle,
sebbene  giovanissimi si dispongono con
una certa sicurezza sul palco...e punto di forza della band sono proprio loro
due...la minuta cantante dotata di un piglio convinto e trascinante e di alcuni
picchi in estensione vocale veramente acuti...e la chitarrista di chiara
formazione metal che infarcisce di riffoni e arpeggi armonici tutti gli
arrangiamenti...veleggiano su un hard rock classico con forti tinte metal
addirittura epiche..arranca un poco il bassista e le composizioni risultano nel
complesso abbastanza omogenee rischiando però di sembrare uguali fra
loro...migliorabili e rivedibili sopratutto nell'affiatamento della sezione
ritmica anche perchè il batterista mi sembra dotato di doppia velocità ed
interessanti intrecci barocchi, in ogni caso positivi... 


poi è la volta della vera rivelazione indie della serata e
forse dell'intera edizione 2009...i FOXHOUND, che già finalisti
nella scorsa edizione stasera raccolgono l'entusiasmo ed il consenso ammirato
di tutti gli addetti ai lavori e del pubblico...hanno a mio parere trovato la
chiave di volta musicale in grado di esaltarne definitivamente la direzione
artistica...e considerando che anno solo 16 anni l'entusiasmo non può che
sfociare nella meraviglia...come se avessero passato l'intero anno dalla finale
scorsa in una full immersion di indie rock brit, gallese e scozzese (Franz
Ferdinand, Artic Monkeys, Editors, Kaiser Chief, Interpol) assimilandone il
meglio di tutto, con grande personalità e radicalizzatosi nella citazione
spontanea della wave elegante e dannata degli anni 80 (Joy Division, Bahuaus,
Damned, The Cure, The Smiths), che ha conosciuto la sporcizia intellettuale e
snob della nowave newyorkese, da Sonic Youth a Gastr del sol...eccellenti e
coraggiosi nel secondo pezzo giocato tutto su un incedere ritmico acustico
tenuto solo dalle bacchette e dalla voce del batterista e immerso in eleganti
intrecci di feedback e riff impazziti...ci vogliono due palle così e due palle
così a riuscirci con tanta convinzione e padronanza...in quesato episodio mi
hanno addirittura ricordato i Refused di Thannauser, pezzo struggente
all'interno di quel capolavoro del postnoise che fu The Shape of Punk to Come
(Refused, 1997/ Burning Heart)...e se scomodo i Refused chi mi conosce sa che
la mia esaltazione è al massimo consentito... chiudono con un paio di canzoni
epilettiche e isteriche a metà fra il discopunk e l'indie noise
evoluto...ECCELLENTI! ....


Non altrettanto si può dire invece dei conclusivi True
Gang,
che sono molto convinti, animosi e fintanto simpatici, vengono da
esperienze musicali diverse, e si vede dalle t-shirt di alcuni di loro poiché
mai ho visto un sedicente repper indossare maglie degli Iron Maiden o di gruppi
death estremisti...la loro concezione di hip hop purtroppo non tiene conto del
ritmo e degli equilibri...una posse non è un coacervo di voci che si
sovrappongono confusamente e senza alcuna idea del ritmo, bensì una macchina
oliata di incastri, rime e ruoli che vanno assolutamente rispettati, voi in
nome della sacrosanta foga ed irruenza che ci mettete e dovete metterci nel
genere che fate, finite però per creare un fastidioso effetto di incoerenza
ritmica e stilistica...i testi non sarebbero nemmeno male e la vostra
attitudine, disperazione e cattiveria emerge, sopratutto nel freestyle, ma
dovete assolutamente sincronizzarvi e capire che il ritmo nell'hip hop è tutto
e tutto non è giustificato...alla prossima YO!....


Chiudono MADBACK (http://www.myspace.com/madback) che solo un anno fa erano duo hip
hop in lizza per pagella in quel di Collegno Pad 14 e quest'anno sono
headliners...oggi continuano a mixare rime e parole su basi funk r'n'b con leggera
spensieratezza divertente.......



The
Pagellarock dream way goes on

alla prossima topolini
vostra estenuata Miss MUD....




Wednesday, March 25, 2009 

SABATO 21 MARZO


ARTINTOWN

Via Berthollet 25, ore 21:00

I TRENI ALL’ALBA + LE APPARENZE + PAIN +
ZARATAN + ATOMIC LIZARD....


La primavera fa il suo impetuoso ingresso nelle nostre vite, mutando in
brillante soleado il profilo dei nostri giorni. Le strade illuminate da
raggianti fasci di sole appaiono colorate anche se immerse nel cemento e
sopraffatte dallo smog. La luna splende nelle sere di marzo come negli omonimi
giardini cantati a suo tempo da Battisti e noi ci rechiamo nell’accoglienza
dell’Artintown per una superserata di selezione di prima qualità. Valore aggiunto
alla serata saranno gli headliners, i favolosi folk destroyer I Treni all’alba  (www.itreniallalba.com)  guidati dal prodigioso Sabino Pace al
pianoforte coadiuvato dal dinoccolato Felice Sciscioli alla batteria
e dai due virtuosi chitarristi Paolo
Carlotto
(chitarra acustica ed elettrica) e Daniele Pierini (chitarra acustica e classica): progetto che fonde
l’esperienza decennale maturata da ciascun componente nell’area punk e rock
alternative torinese (dai seminali Bellicosi alle esperienze postpunk e indie
di  Encore Fou, Rudimenti, Le
Consuetudini, Sparkle) all’esigenza di emanciparsi dagli argini canonici della
forma canzone per elaborare un discorso incline prima alla sonorizzazione di
ambienti, lunghi e cortometraggi e scatole teatrali, per poi adagiarsi sulla
produzione autoctona di dischi e concerti live. Un florilegio di pianoforte
classico, fughe post folk e incursioni punk sono il marchio di fabbrica di un
ensemble unico nel suo genere che riempie il sotterraneo sansalvariano così
come ogni luogo in cui si esibiscono sciorinando cabaret d’avanguardia e musica
d’essai. Lunga vita a Sabino e ai suoi seguaci…per la produzione di Tino
Paratore..mica cazzi… ....


Il buon Felice sostituisce
l’incartapecorito messo (lì) comunale nelle interviste pre-show alle band e il
clima al solito inizia a caricarsi di aspettative ed emozioni non da poco…....


Apro una breve parentesi animata da vis polemica e dissidente:....
nei giorni scorsi Torino e Roma, in particolare, sono state attraversate da tensioni a margine delle sacrosante
manifestazioni di studenti e docenti contro la improponibile riforma sulla
scuola provocatoriamente dettata dalla ministra Maria Stella (sic!) Gelmini.
Tali tensioni si sono maggiormente evidenziate nella contrapposizione atavica
fra opposti schieramenti di giovani estremismi…faccende vecchie come il cucco,
che nell’Italia degli anni 70 e 80 erano all’ordine del giorno, purtroppo molto
spesso con degenerazioni sfociate in sanguinosi eventi di matrice terroristica
ed eversiva…però il grottesco ministro Brunetta, quello che nelle foto
d’insieme del consiglio dei ministri compete in altezza con il premier e il più
delle volte viene lascito fuori dall’inquadratura, ha sommato alle sue già note
sparate su fannulloni, finti malati e imboscati, generalizzando in maniera
manichea un malcostume tipico dell’amministrazione pubblica italica da sempre;
però quando il buon Brunetta ha definito GUERRIGLIERI i giovani contestatori
auspicando per loro il trattamento adeguato da parte delle forze di polizia, ci
è tornato in mente il lugubre presagio di un suo esimio predecessore, quel
Francesco Kossiga burattinaio non troppo occulto, in combutta con Logge P2 e
Gladi e servizi segreti vari, di una stagione politica oscura e ancora da lì ad
essere del tutto rivelata. Eviti quindi il tersicoreo ministro dalla chioma
fluente e dalla statura mediocre e dalle uscite pubbliche imbarazzanti, di
sbizzarrirsi in scomuniche e richiami alle leggi marziali…e magari venga un poco
più sovente ad ascoltare e vedere i nostri ragazzi da vicino…altro che
guerriglieri


Sono proprio i PAIN trio Hip Hop ad aprire le
danze. E ne sono felice, poiché non sono usuali posse in competizione e la loro
presenza garantisce un valido e apprezzato diversivo all’evolversi delle
serate. I Pain si presentano con un buon impatto ambientale, coinvolgono il
pubblico attraverso i codici di quel linguaggio tipico del rap, idioma di
strada, fatto di rime taglienti, versi che spaccano e puntano, bumchabumcha,
dritto al cuore e alle gambe…i Pain su questo ci sanno fare…alternano i tre vocalist
con incursioni credibili e abbastanza oliate, si rifanno alla scena classica,
old school del rap tricolore, pochi fronzoli e molta sostanza (To.posse, 99 e
Assalti), si lasciano ovviamente suggestionare dagli heroes da classifica
(Fabrifibra et similia)…peccano secondo me solo sulle basi un poco troppo
demodè e già sentite (tutto quell’r’n’b americano da charts, con vocoder sulla
voce che mi ricorda Gemelli Diversi e/o Snoop Dogg, bleah!!!)…
radicalizzerei
l’aspetto lirico, che in alcuni frangenti, tipo nell’opening Un vita spesa in sala pesi funziona
eccome…bene per il sostegno alla musica emergente più volte declamata, meno
bene lo sforamento dei tempi concessi…respect vuol dire anche quello,
rispettare i gruppi che vengono dopo e gli organizzatori…YO! Brotha, do the
right thing!!!

È poi il momento degli (lle) Atomic
Lizard
tre graziosissime signorine che all’apparenza sembrano sosia di
star già affermate:la chitarrista è la fotocopia della rockstar islandese
Bijork all’epoca del suo esordio internazionale del 1993 Debut, ricordate la
foto di copertina ? e soprattutto delle mutazioni genetiche di Homegenic del
97, la bassista ricorda la splendida rossa Melissa Auf Der Maur, già
quattrocorde delle Hole di Curtney Love e degli Smashing Pumpkins prima di un
ottima carriera solista e collaborazioni d’alto bordo con QOTSA, Laneghan,
Twiggy Ramirez, onfine la cantante molto eterea e apparentemente distaccata
dalle cose terrene si nasconde dietro un paio di occhiali da maestrina e su due
trampoli che ne valorizzano la silouetthe snella e atletica tesse filiformi
melodie vocali ad intrecciarsi con le ardite evoluzioni musicali della band. I
maschietti dell’ensemble ne costituiscono l’impalcatura strutturale con un
lungocrinito chitarrista che compone, canta e suona in maniera decisamente
matura, un sassofonista incursivo e creativo e un batterista preciso e potente.
La loro è una proposta altamente revanscista e coraggiosa, giocano sul confine
fra il prog anni 70 e le avanguardie postjazz, si incuneano nelle matasse della
psichedelica e tentano di ordinare tutto nella matematica del rock erudito e
aritmetico. Che dire: bravi e coraggiosi, ovvio una scelta artistica di
siffatta guisa necessita di una perizia, di una precisione e di una amalgama
che non lascia nulla al caso. Citano e dedicano un’ode al mai troppo compianto
Syd Barrett ricordandoci che senza di lui, loro suonerebbero menate tipo i Sonhora
e i Finley ed io non posso che commuovermi: spaziano dai Traffic ai King
Crimson ai Jetro Tull (soprattutto nella venatura e nel colore della voce del
chitarrista), alternano impennate elettriche a pause semiacustiche e affeschi
jazz…più decisa la signorina deve essere nei suoi interventi, maggior coesione
d’insieme ma mi sembrano effettivamente bravi e motivati…evviva ....la Lucertola.. Elettrica..… 

Zaratan : ottimi
esecutori di, e qui mi spendo la definizione usata dal papavero presentatore,
FOLK METAL! Pogate e zappate. In realtà i giovanotti mi appaiono un ottimo
gruppo di solido hard rock/metal evoluto, integrati da una tastiera che
sostituisce la funzione che nella musica occitana è assolta dalla ghironda e si
propongono in effetti come una versione metal dei Lou Dalfin…voce impostata e
profonda, ottime impennate power metal a metà fra i grupponi di bovari
metallici dell’Arizona e del Colorado ( penso ai Down creatura di Phil Anselmo
nel post Pantera, capace di intersecare il metal con il post country) e quelli
scandinavi, at The Gates, Paradise Lost et similia…i testi mi pare che parlino
di battaglie, di onore e coraggio...ma altrettanto mi sembrano autoironici e dissacranti…validi
tecnicamente e per portamento, eccentrici e originali nella loro rilettura di
un paradigma, come quello del metal, troppo spesso soggetto alla reiterazione
infinita di se stesso…folk metal up your ass!


Le Apparenze : del
lotto si stasera mi appaiono i più incerti…sebbene si propongano da subito come
una band incline al rock melodico inficiato di pop e velleità cantautoriali…in
effetti per l’intersezione fra testi e impostazione vocale mi ricordano i
Nomadi…e che per me non è una bella cosa…li trovo poco originali e abbastanza
sopra le righe nell’equilibrio fra musica e cantato… ma forse sarà solo a causa
della mia proverbiale avversione per il famigerato rock italiano che in un
recente passato ha condotto sulla via della discografia veri e propri casi da
reclusione e isolamento…che vi devo dire badiamo di più ala sostanza e di meno
alle …apparenze

Alla prossima miei glamourevoli adepti…mi tuffo in questa notte di
primavera respirandone assenzio e polline disciolti nel vento…

Ps

È tornata la mia amica gotica, ed io mi sento meno sola…bentornata….

Your Lovable Miss Mud





Thursday, March 19, 2009 
GIOVEDI' 12 MARZO
CPG
(CENTRO DEL PROTAGONISMO GIOVANILE)


Strada delle Cacce 36, Torino

IL DISORDINE DELLE COSE
+ ARLEQUIN’S CARILLAUM +
GODS' N' FOXYLADY
+ ROTTEN


 

Il 12 marzo, in anni ovviamente diversi sono nati,
nell'ordine James Taylor (1949) fondatore sulle ceneri dei Prisoners del James
Taylor Quartet, Steve Harris (1956) fondatore degli Iron Maiden, Graham Coxon
(1969) fondatore insieme a Damon Albarn dei Blur e Pete Doherty (1979)
fondatore di The Libertines, Babyshambles oltre che gossippato ex turbolento
dell'anoressica cocainomane top model Kate Moss. Voi direte che c'azzecca,
ebbene il caso vuole che bene o male le band che suonano stasera al CPG per
Pagella abbiano qualcosa nel proprio DNA che è debitore ad un giorno così
importante nella storia della musica.

Nel senso che le band pescano chi nel poprock britannico
cercando di inserire brandelli di italianità come i Gods'n'Foxylady, chi
affonda le proprie radici nel trashtecnometal come i Rotten che però senza i
Maiden band seminale il metal non sarebbe mai diventato quello che è stato ed
infine i lisergici Arlequin's Carillaum debitori alla scena prog, agli ELP e
all'uso monumentale di synth e chitarre la propria retorica stilistica.

Nel numero il destino. 12 marzo. Salgono sul palco i Gods'n'Foxylady,
che esibiscono niente popò di meno che una graziosissima pulzella ai
tamburi...o gaudio per le mie gonadi di donna del rock, laddove gioisco nel
vedere la signorina Volpe- da cui il Foxylady del nome, geniale...-ardimentarsi
con rullate, charleston e timpani...ordunque i G'n'F tentano una terza via
all'approccio seminale che li vide secondo me band derivativa del nuovo rock
nostalgico delle'era dei “The” qualcosa: The Strokes, The Libertines, The
Editors, The Killers...influenzandolo con suggestioni di matrice più
intimistica e post-rock. Ora le intenzioni sono lodevolissime e devo ammettere
che alcuni passaggi della loro esibizione non sono stati deprimenti,
tutt'altro...la signorina tiene bene le redini della parte ritmica e nel sound
complessivo emergono qua e là influenze comuni agli stessi tre componenti,
ovvero scorgo una deriva wave e oscura sia nei testi che nell'attitudine...loro
la chiamano indie post-rock, per me rimane spleenrock, l'epoca aurea della
Tarda new wave incatenata nelle liriche, ahimè profetiche, di buonanima Ian
Curtis...anyway i problemi non sono nella cifra stilistica, bensì nei rudimenti
tecnici che vanno affinati e oliati...pretendiamo quindi maggior cura negli
arrangiamenti, nella impostazione vocale e nell'insieme compositivo...ripassate
presto e curate bene la parte compositiva...i riff funzionano bene e l'ambiente
generale in cui vi immergete a me potrebbe garbare moltissimo...olio di gomito
ordunque!

chi invece mi appare assolutamente consapevole della
propria direzione non solo musicale bensì 
concettuale e intelletttuale sono questo ensamble di lungocriniti
profeti del Prog momumentale e sinfonico di matrice seventies...citano i GONG
come alma mater spirituale e si appellano Arlequin's Carillaum e
devo assolutamente definirli eccellenti, sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto
quello della personalità. Tutti poco più che diciassettenni, sebbene rinchiusi
in una armatura fisica di tutto rispetto...sono dei ragazzoni alti così...con
due spallone larghe larghe...mi hanno impressionato per la consapevolezza con
la quale riscrivono la liturgia del progressive che tanto sonorizzò i lisergici
anni 60 e 70, provocando poi un eccesso di rigetto barocco che sfociò nel
minimalismo del punk...ebbene gli A.C. sono esecutori di due lunghe suite di
circa dieci minuti ciascuna nelle quali citano a piene mani riferimenti
culturali e filosofici aulici, tributando ai massimi capostipiti della scena di
riferimento il loro omaggio sotto forma di arzigogolate decalamazioni, sempre
però bilanciate nell'esecuzione di buon gusto e ricerca...una sintesi di
Mathrock ante litteram... impongono l'uso di almeno tre idiomi differenti al
loro songwriting e distribuiscono tappeti tastieristici idonei a farsi ornare
da incursioni di sax e intrecci chitarristici prossimi alla beatificazione
della distorsione classica. Incuranti del tempo e delle mode realizzano
qualcosa che è insolito registrare a queste latitudini...la sperimentazione
avanguardistica che paradossalmente pesca nel passato per giustificare la
propria linfa innovativa....sebbene penalizzati dal mancato funzionamento di
una delle tastiere rendono appieno l'idea di ciò che vogliono narrare: figli
della scena di Canterbury, quella che regalò al progressive oltre ai già citati
Gong, anche Soft Machine, Khan, Arzachel e Delivery, si impicciano di
ricordarmi anche King Crimson del benemerito Fripp, i Camel  e Procol Harum, sebbene sottotraccia il vero
album seminale del prog, oltre agli eseprimenti zappiani fu l'inderogabile Sgt
Pepper's dei Beatles...onore a voi A.C. Sono semplicemente ammirata.

infine ritorniamo nsulla terra con i marcissimi Rotten
il cui nome è sintomatico di uno stato fisico e mentale sull'orlo del
collasso...metallari fin dentro il midollo osseo, guardano alla scena trash metal
degli anni 80 e 90, quella che dalla Bay Area, San Francisco, conquistò il
mondo grazie a band quali gli ovvi Metallica, ma anche Flotsam&Jetsam (da
cui proveniva Jason Newsted, il rimpiazzo al basso di Cliff Burton dei
Metallica, che era prematuramente scomparso nel tour di Master of Puppets nel
1986), i Megadeth, gli Exodus...i Rotten partono sicuramente da lì ma poi mi
pare che si spostino verso la degenerazione più bieca del trash che fu esaltato
da band quali i D.R.I. (Dirty Rotten Imbecilles appunto), S.O.D., Sepultura,
Sarcofago, Exciter e via via i grandiosi Slayer, Death, Secred Reich, Dark
Angel, Obytuary  e le figliazioni
europee e scandinave quali Kreator, Sodom, Mekong Delta, Celtic Frost, Corner,
Necrodeath etc etc fautori di quel crossover che meticciava l'Hardcore, il
trash e lo speed metal con testi truculenti e splatteranti, saghe medioevali e
riferimenti al politico e al sociale, 
tant'evvero che coverizzano i Carcass e ci regalano dei siparietti di
geniale ignoranza attitudinale...sebbene suonino con perizia e precisione la
loro materia...bravi nel genere affrontato che io ascolto sempre con sottile
commozione e nostalgica rimembranza di quando fui...

chiudono gli ottimi headliner Il Disordine delle
Cose
, testimonianza sublime dell'indie italiano, condivisori di
fortune e palchi con il meglio della scena italiana (vedasi il loro myspace) e
prodotti da quel grande musicista che è il mio amico Luigi Giancursi dei
Perturbazione...

complessivamente una buona serata di rock stasera...tant'è
che posso ritirarmi soddisfatta sul mio destriero metallico in attesa di una
nuova notte di fatiche.

VENERDI' 13 MARZO
HIROSHIMA MON AMOUR
Via Bossoli 83, Torino

MR. T BONE AND THE YOUNG LIONS
sala Modotti
CLOSED EYES + LOST WINGS + ZHEROES....

 HMA risponde sempre bene al richiamo di pagella...gremito
e in linea con una serata che vedrà esibirsi sul mainstage i pirotecnici Mr
T-Bone & The Young Lions


rompono il ghiaccio gli Zheroes capaci già
dal nome di risultare accattivanti ed iconoclasti...eroi da zero...un calembur
interessante...elargiscono venti minuti di punkskarock, tradizionalista,
debitore ai Nofx, Rancid e ai gruppi italici degli anni 90, quali i primigeni
Punkreas, gli Strike e i Persiana Jones...hanno una crew di hooligans al seguito
che fanno un colorato e movimentato ingresso incursivo sotto il palco, animando
un discreto pogo e l'insorgenza delle chiare manifestazioni di dissenso dei
“pacifisti”...gli Zheros pertanto non aggiungono nulla alla tradizione, hanno
un valido trombettista che andrebbe sfruttato maggiormente nelle composizioni,
hanno il tiro giusto, devono affinare l'aspetto vocale e corale mentre gli
arrangiamenti elementari funzionano...energia e movimento...benino...alla
prossima.
è la volta poi dei coloratissimi e a la page Lost Wings, con una graziosa 
signorina alla voce, alternata ad un gigantesco chitarrista
cantante...pirotecnici basso e seconda chitarra...hanno piglio e
personalità...soprattutto la signorina armata di radiomicrofono leopardato e
dotata di un carisma da scafata frequentatrice dei palchi del rock...si sanno
muovere bene, sanno coinvolgere una claque di adepti e seguaci, e tutto sommato
propongono una classica versione di powerpop buono per tutte le
occasioni...ricordano nei fraseggi vocali lui-lei gli Evidence, basso e
chitarra si confondono nel pubblico grazie alle diavolerie della tecnica in
wireless, ma tutte queste coreografie se servono a riscaldare l'ambiente e a
dimostrarci che i Lost Wings sono potenzialmente una buona band non mascherano alcune lacunette che ovviamente ci sono...la signorina per esempio è dotata e carismatica, ma deve evitare di eccedere in tonalià elevate perchè corre il
rischio di steccare e vanificare quanto di buono sa fare e dimostrare....lo so
che è la tendenza prodotta dal quel troiaio di vanitosi che è Amici, ma da lì è
meglio prendere il meno possibile come esempio...per il resto mi sembra invece
ben impostato il chitarrista cantante, che per chi di Torino bazzica la night
life è uguale identico a Titta, dj di General Electric and more, la sezione
ritmica e l'insieme è buono ..lavoriamo con maggiore umiltà e questa sintesi di
pop e rock che mette insieme Anvril Lavigne, Anouk, gli Evidence e le
Girlschool possa avere un seguito.

infine i Closed Eyes  penalizzati da essere gli ultimi ad esibirsi,
dopo il tornado Lost Wings denunciano però imbarazzanti carenze tecniche e di
personalità....sommano punk rock, hard rock e qualcosa di ciò che rimane del
grunge...effettivamente la loro esibizione non è di quelle memorabili...li vedo
molto legati e non eccessivamente dotati tecnicamente...spero che ciò dipenda
dall'emozione o da qualche altro fattore endogeno...ma non riesco proprio ad
appuntare nulla di positivo sul vostro conto se non che siete dei bravi e
volenterosi ragazzi...magari mi sbaglio ma credo che ancora i tempi per voi non
siano maturi...voce incerta, gravi imprecisioni nel coordinarsi fra
strumentisti, canzoni che appaiono abbozzate e che finiscono come per
caso...riprovare, riprovare.
e ora via verso il sabato ciriecense.

SABATO 14 MARZO

TAURUS
Via D'Oria 20 angolo via Mazzini, Ciriè (TO)
CANI SCIORRI’

LAST RAIN FOR
+ OFF THE WAGON + TASSO BARBASSO + KLAVERISH....


e ritorno da te...siamo di nuovo al Taurus...che è luogo di
caratura elevata...romanticamente adagiato sul ciglio di una provinciale che
conduce ai monti, a ridosso di una vecchia fabbrica trasformata in centro
polifunzionale, prospicente il muro di cinta di Villa Remmert che ha quel
qualcosa di retrò che nella vetusta Ciriè mi rimembra ardori e passioni
giovanili mai sopite
luogo di democrazia attivata orizzontalmente...tutti
mangiano insieme: le band di pagella e gli headliners, a tutti viene riservato
lo stesso rispetto e la medesima disponibilità da parte della struttura, dei
fonici, dei tecnici e dei responsabili del Taurus, ed è così che deve
essere...lode e onore al Taurus...A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE...


veniamo a noi...è sabato sera e il locale è imballato...le
interviste di rito si sussegguono nel backstage...il clima è elettrizzante e
familiare al contempo...tutto funziona come deve e infatti nonostante quattro
band in scaletta si inizia in perfetto orario...

chi chiude stasera è qualcuno che ha aperto il mio cuore in
passato...loro vengono da Bra, provincia Granda, si chiamano Cani Sciorrì
e rappresentano la grande scuola cuneese del posthardcore italiano:
Dead Elephant, Fuh, Slaiver, Io Monade Stanca alcuni dei loro sodali...sangue,
sudore, disciplina, talento, coraggio, attitudine...nipoti dei Refused e del
meglio della scuola eversiva bostoniana e shellacchiana, Jesus Lizard e
Converge nello stesso contenitore senza dimenticare tracce alla caffeina di
hard blues maleodorante di Blues Explosions e ODM...respect Cani...e forza
Toro!
quattro sono tanti, passiamoli in rassegna subito...

Off The Wagon :  coverizzano l'hard rock in maniera positiva, iniziano con gli
Aereosmith di Eat The Rich, citano i Led Zeppelin di Good Times Bad
Times
che non è uno dei pezzi più consueti di Page&Plant e finiscono
sui Metallica di Enter Sandman...che dire suonano bene...con tiro e
convinzione...fuori concorso...ottimi per feste della birra e convention di
motociclisti del canavesano...qualora iniziasssero ad affrontare composizioni
di propria fattura potremmo riparlarne...la tecnica c'è...


Last Rain For:  fashion victims a tutti gli effetti..sono fighettini e curatini
come tutti quelli che sono in rotazione su MTV: dARI, Sonhora, Finley etc etc
si ispirano anche, secondo me, alla scena emo USA di My Chemical Romance e
sdolcinature simili vestite da punkers...le frangette sono ok, il parterre di
groupies carine idem...loro suonano con convinzione e stile...hanno anche
un'ospitata in screamo di un loro consimile...ci sanno fare...io ne ho le palle
piene di questi cloni dei cloni...ma loro sono bravini e credibili ed io che
stasera sono buonina non ho voglia di affossarli...conferitevi maggiore
personalità originale e forse il mercato mainstream potrebbe accogliervi....


Tasso Barbasso: scomodano fin dal  nome le frequentazioni liceali (classiche)
di ciascuno di loro....il Tasso barbasso, albero selvatico che cresceva nel
giardino della Monaca monzese narrata 
dal Manzoni proprio in quel romanzo lì ma raccontato anche da Virgilio
nelle Bucoliche...inoltre  hanno un
approccio colto anche con la musica che propongono...un freejazz venato di
bossanova e swing, con dei talentuosi al pianoforte, al basso, alla batteria e
alla chitarra...introdurrebbero volentieri un crooner, un confidenziale alla
Bublè...peccato che tutto venga infranto dal vocalist che è simpaticisssimo,
con  una faccia paracula come pochi, ma
ahimè totalmente inabile all'esercizio delle corde vocali...fortunatamente gli
viene incontro la seconda voce, femminile, che limita i danni seppur non eccellendo...peccato...i
Tasso Barbasso sono una splendida realtà musicale, dal punto di vista
strumentale, inficiata ahimè da due voci non all'altezza...che dire ragazzi o
andate a lezione di canto oppure cambiate vocalist ma non retrocedete di un
passo dal percorso artistico intrapreso...bravissimi comunque....bravissimi..

Klaverish:  e qui siamo di fronte ad una classica rock band influenzata dal
punk, dal grunge e dall'hard rock tradizionale...suonano bene e con
convinzione...non evidenziano pariticolari picchi di originalità, ma nemmeno
lacune e amnesie gravi...amministrano un pubblico numeroso e accaldato da un
sabato sera primaverile e riempiono bene gli spazi loro concessi...in attesa
che Cani Sciorrì devastino tutto....credo che i Klaverish se saranno in grado
di apporre modifiche personali agli stilemi di riferimento possano diventare
una rock band di tutto rispetto...

esausta esco al chiarore di luna lassù e ripenso alla mia
solitudine...di queste tre sere...un banale incidente d'auto ha messo fuori
causa per qualche giorno la mia amica dall'occhio che indaga, fotografa... e
riprende...ci manchi Chicca, torna presto...sta casa aspietta te...

tua Mud




Wednesday, March 11, 2009 

GIOVEDI' 5 MARZO


EL BARRIO
Strada Cuorgné 81, Torino
RADIO DAYS + THE PONCHES
+ NOISE GATE + FAIFEM +
VARTIST ARIOUS


Un altro trittico di selezioni
questa settimana per pagella rock. Un weekend fiume che inizia giovedi per
terminare nella notte del sabato delle donne celebrate ma troppo spesso
violate. Quella che è una drammatica commemorazione è divenuta nel tempo il
carnevale delle tardone che vanno a vedere gli stripers infilandogli banconote
nel perizoma leopardato e appiattendosi sugli infimi fondali alla stregua dei
propri maschi che lo fanno tutto l'anno...tristessa...
anyway...
 La fugace primavera, che aveva fatto timido
capolino nell'aria il fine settimana precedente, pare come annegata in una
gelida messe di lacrime di cielo, da qualche giorno. Le avversità
metereologiche e le viscide insidie che si nascondono dietro un asfalto di
catrame nero mi spingono a optare per un più confortevole monovolume argenteo
in vece del mio solito destriero bipede e cromato. Raggiungo la zona franca al
finis terrae con ..la Falchera..
denominato El Barrio. Parcheggio sulle rive di una pozza nera di frammenti di
ghiaccio liquido e faccio ingresso nell'austero edificio polivalente. Ho i
capelli bagnati e questo a quanto pare mi rende più attraente e desiderabile a
giudicare dallo sguardo allupato deglio ometti che mi accolgono nei corridoi
del maniero. Sopratutto due, quel bizzarro omone con un cespuglio di capelli
ricci e rossicci, che miscela suoni e dischi scaricati da internet, e
quell'altro, il pseudopresentatore comunale, che sembra non abbiano mai visto
una donna in vita loro...sic!!!

Comunque il clima qui al Barrio
è sempre conviviale, la troupe registra le interviste mentre le band
banchettano insieme nel refettorio, la sala concerti inizia ad affollarsi di
compagni e parenti delle band ed io colgo l'occasione di girovagare un poco per
il Barrio, raccogliere notizie sulle attività che svolgono, delle difficoltà
che devono superare per potersi permettere live e laboratori...non c'è che dire
un bello sbattimento...ma che ne vale la pena...
puntuale come un orologio svizzero la prima band appare sul palco, il messo comunale ed un dirigente
dell'assessorato ribadiscono gli intenti e le finalità di pagella, gli
strumenti si accordano ed inizia la festa:

VARTIST (ARIOUS):
un ensamble di tre chitarristi, basso, batteria e un cantante anglofono di
lingua madre dovrebbero farci sperare in qualcosa di devastante, invece i
nostri simpaticissimi amici, marchiati dalla maglietta con il nome del gruppo,
esibiscono un hard rock ancora incerto, scontato e molto lineare per non dire
monocorde. Mi chiedo perchè avere tre chitarre se tutte e tre suonano
all'unisono? Il segreto dell'intreccio melodico, ritmico e solista, dovrebbe
prodursi in riff che si intersecano fra di loro sviluppando una tensione
musicale in grado di crescere o comunque di realizzare un muro sonoro congruo
ad elevare la tensione e il pathos. Qui invece ci troviamo di fronte a dei
volenterosi musicisti in erba che sembrano ancor un poco legati e timidi,
sebbene si noti qua e là una certa volontà corale. Comprendo che le cover siano
il primo step alla base dell'amalgama dei suoni ma vorrei ogni tanto non dover
necessariamente sorbirmi qualche classico del blues o del rock come fossimo
alle audizioni di X-factor! Ottima, ovviamente la pronuncia del singer gigione,
molto lavoro c'è da fare per i giovanissimi ma simpatici Vartist. Niente è
precluso, anzi bisogna incominciare da qualche parte: per cui valida secondo me
l'idea delle tre chitarre ma da sviluppare su percorsi indipendenti l'una
dall'altra, valorizzare la sezione ritimica e considerare la fortuna di avere
un cantante che quando canta in inglese non sembra Nando Meniconi, alias
Alberto Sordi in un Americano a Roma...that's ammerican way..........alla
prossima, siete giovanissimi e potete solo crescere...

NOISE GATE:  il cancello del rumore, nome roboante,
foriero di devastanti scenari postrumoristi e avanguardisti, in realtà è una
band di rock'n'roll abbastanza tradizionalista, guidati da una signorina dalla
voce acuta e salmodiante. Che dire? Talvolta la sezione ritmica gestita
dall'innamorato della grande mela ha perso colpi, sebbene sia riuscito a
riassestare qua e là. La signorina, che è molto intonata e versatile, deve però
comprendere che non bisogna esagerare ed esasperare le ottave per dimostrare di
essere bravi, anzi è il contrario, gestire la materia vocale è assai difficile,
soprattuto nel contesto rock dove è facile lascarsi trascinare dagli eventi. Il
resto mi sembra una dignitosa band che ancora molto acerba deve lavorare
parecchio sia in sala che sul palco e avere l'umiltà di prendersi rampogne in
giro che però possono solo aiutare a crescere. Per il resto vi dico che il
vostro sound mi ha lasciato alquanto indifferente, soprattutto perchè indolore
e banalotto...it's only rock'n'roll ma non sempre mi deve piacere...curiamo di
più gli arrangiamenti e l'originalità...le qualità ci sono...ma vanno
allevate...

infine

FAIFEM: volti
noti su queste frequenze...l'anno passato avevano smosso le corde del mio
predecessore che pur riconoscendone buone inclinazioni musicali era apparso
smarronato dall'ennesima esibizione di una band infatuata del pop-emo-punk di
matrice festaiola...ebbene devo ammettere che il genere non fa impazzire nemmeno
me...i tre Faifem sono decorati come se uscissero da una rivista di moda,
pettinati in quella maniera ibrida fra le creste e lo schiaffo del soldato e la
lingua di vacca, carini ed adrenalinici in realtà potrebbero apriere uno show
dei dARI o dei Sohnora, mai io che voglio loro bene, gli auguro di fare molto
di più e di emanciparsi, qualora ci fosse il pericolo, dai suddetti modelli di
becero riferimento...ordunque i Faifem sono migliorati molto, sebbene la loro
proposta musicale sia rimasta abbastanza powerpop oriented devo ammettere che
se la suonano con perizia, il vocalist è credibile e intonato e la costruzione
delle loro canzoni è lineare e ammiccante...a questo genere si richede che sia
fresco, veloce e commerciale...loro sono freschi, melodici, colorati e
convolgenti e prospetticamente commerciali...bene così...anche se non voglio
più vedere emo sul palco...mi accontenterei di qualche Homo, magari sapiens...a
buon intenditor...

finisco in crescendo riversa
sul bancone del bar a somministrare dosi fuorilegge di chupitos di rhum per poi
dileguarmi nella notte ancora impregnata di gelida pioggia marzolina...a
domani...nelle lande postpsichaitriche...


VENERDI' 6 MARZO
PADIGLIONE 14
Parco della Certosa Reale, Collegno (TO)

SLIDE + DUFFYPUNK + ALICE IN RIOTLAND + CROP
CIRCLES
+ FROST AUDIENCE.

 Non piove quest'oggi, ma il clima perdura nella sua
rigidità scomposta e tagliente, ma decido di cavalcare di nuovo la mia giuditta
a due ruote. Imbocco il corso che conduce alla Francia dal suo abbrivio e longitudinalmente
lo percorro quasi tutto, imbocco poi il sentiero che costeggia il cavalcavia e
mi avventuro per una serie infinita di rotatorie fino al comparire del muro
perimetrale dell'ex nosocomio per matti. Entro laddove d'estate si svolge
Colonia Sonora e ivi parcheggio...stasera Duffy Punk e Slide garantiscono una
sicura affluenza di pubblico e una dose di coerenza e adrenalina
encomiabile...sostieni sempre la tua scena locale...
freddo boia qui dentro...una ghiacciaia...ma gli animi si
scaldano subito...le band sono simpatiche e vedo che durante le inteviste
interagiscono positivamente con il papavero messo(lì) comunale che li
intervista scopro che le band sono tutte fuori concorso...ma questo
negli ultimi tempi è stato un fattore positivo...infatti
la prima band che sale sul palco sono i CROP CIRCLE ,
che si dichiarano da subito epigoni dei RED HOT CHILI PEPPERS  e dei quali eseguono in maniera esemplare una
sciarada di classici che pescano nei lavori più recenti come in quelli un poco
più datati...cosa si può dire di una band che fa cover? O che le suona bene o
che le suona male, a meno che non si prenda la briga di rivisitarle...e non è
il nostro caso...quindi a parte qualche lieve incertezza nella parte
ritmica...voglio dire tenere testa alle tablature di Mr Flea non è semplice,
sono i Crop Circle degli ottimi esecutori materiali...comuque la vera
rivelazione è il cantante...eccellente...posso garantirvi che Anthony Kiedis è
una schiappa io che l'ho sentito più volte dal vivo (la prima fu nel lontano ..1992 a.. Milano), il nostro
piccolo amico invece ha una intonazione ed una timbrica invidiabile, che si
esplicita sopratutto in due episodi focali, l'ottima rilettura
dell'intramontabile Message in a Bottle dei Police, cantata con una
superba grinta ed intonazione al limite della degenerazione punk nel finale e
la difficilissima e celeberrima Under The Bridge della quale Anthony
Kiedis, Flea, John Frusciante, Chad Smith sarebbero
orgogliosi...complimenti...però ora basta cover e mettiamoci a fare sul serio,
pezzi vostri, pezzi vostri...altrimenti sarebbe sprecato un gioiello così alla
voce...under the bridge downtown I gave my life away.

FROST AUDIENCE: ragazzi la rivelazione della
serata! Credevo che con un nome simile, che forse andrebbe rivisto in un'ottica
di collocazione discografica, per dirla alla Mara Maionchi, fossero esecutori
di qualcosa che rimestasse nel metal tardo anni 8o, di derivazione scandinava,
sapete quella roba tipo Celtic Frost, At The Gates etc  in verità i ragazzi sono cortocriniti e molto
ordinati all'aspetto...dichiarano di voler incendiare la loro audience con la
musica che decantano come un mix di funky, elettro, pop e rock ed
infatti..eccellenti...dimostrano una padronanza semiprofessionale degli
strumenti e della materia musicale...cantano in italiano testi assolutamente
convincenti...hanno una base ritmica quadrangolare dove si inseriscono la voce
del cantante tastierista (si presenta con una pianola a mano che mi ricorda il
buon Sandy Marton e che avrebbe fatto impallidire il Boosta!!!) e i perfetti
stacchi del bassista e del chitarrista...diciamo che sono una sintesi
intrigante fra l'idea di pop edificata per esempio dai Subsonica negli ultimi
anni e una ricerca consapevole di quello che il funk e il poprock hanno prodotto...coinvolgono
e stupiscono per la versatilità delle songs, sebbene sempre incastonate in un
canovaccio elettrofunk...tecnicamente sopraffini, non usano l'accademia in
maniera ridondante bensì strumentale alla forma canzone, senza eccedere in
virtuosismi, li disseminano qua e là dove necessitano...ottimo anche il
cantante quando suona i bonghi esaltando un aspetto tribale che in taluni
momenti mi riporta alla mente i nostrani e sottovalutati Disco Drive...e detto
da me è un complimento...a presto su grandi schermi mi auguro...


ALICE IN RIOTLAND: ragazzi a me siete
piaciuti...sarà che amo il punk, l'ignoranza lucida e intrepida che ci ha
regalato nel passato gemme quali Steve Ignorance, Swarzannagger, D.R.I., S.O.D.
, Jello Biafra...e per restare in Italia gli Infected, i C.O.V. e tutta la
schiera del punkhc...ovvio che il passo fra lo sberleffo e la presa per il culo
e la proposta realmente abrasiva e antisitemica è brevissimo e pericoloso, però
nei vostri tentativi di testi in italiano emerge quella lucida visionarietà
poetica del nichilismo storico che io tanto adoro e che è consono alla vostra
tenera età fatta di disincanto e utopia...vi definirei scrotocore con tutto il
rispetto possibile...gli urli sguaiati, l'ipercineticità dei giri di chitarra e
di basso, la ritmica ultraveloce al confine con lo speed...ottimo...ma bisogna
saper suonare bene anche quello per essere realmente credibili...quindi sotto
in saletta ... viva l'anarchia e salutatemi Paolo...lunga vita ad  Alice nel Paese della rivolta nel complesso amici miei una buona serata di musica, con
un paio di sorprese inattese e la consapevolezza che il week end è ancora
lungo

SABATO 7 MARZO
ARTINTOWN
Via Berthollet 25, Torino


ZOOMOTION + JACKSTRIKE +
UTTER

quanto mi piace questo posto...è comodo, in centro, sempre
affollato di ragazzi e soprattutto prospicente uno dei migliori kebabbari della
città..cosa vuoi di più..un lucano?
Defezione di una delle tre band in lista che mi dicono
recupererà poi più in là iniziano gli UTTER , che a me sono piaciuti
molto, lo dico subito senza pindarici preamboli tentano di dare un colore in più allo stage proiettando
dietro di loro immagini psichedeliche e cromie degne degli esperimenti
televisivi degli anni settanta...encomiabili già per questo...inoltre la loro
sintesi di postrock infarcito di inclinanzioni wave mi intriga
parecchio...sento in loro riverberi di un passato della prima new wave
italiana, Diaframma su tutti, sporcato però dalle distorsioni e dalla
suggestione di tutto ciò che è venuto poi nel mondo del punk e del post
punk...minimalismo su basi ritmiche buone, il batterista, un folle venuto in
skate surfando sui tetti di Torino, è molto valido, il cantante ha una timbrica
che lo avvicina molto a Ian Curtis e a tutta quella scuola moderna molto
derivativa dalla scena dei prime movers dell'elettropunk...oggi simili a
Interpol, Maximo Park e poi  a ritroso
per me i Kina e i Massimo Volume, senza la nenia del reading ma con la ricerca
di una melodia dissonante...limare qua e la inconguenze ed ingenuità, ottimo
l'inserto della tastiera in una stanza, come quella del noise-punk rock,
solitamente refrattaria ai tasti bianchi e neri...avanguardisti per quanto
riguarda questi lidi...belli anche a vedersi...ne sentiremo parlare...

ed infine , ladies and gentlemen il ROCK'N'ROLL!!!!!

JACKSTRIKE!  Poche parole e molti fatti, un cantante
sopraffino, un chitarrista cantante altrettanto dotato di tecnica e
sfacciataggine e una band che è un rullo compressore!!!! il meglio dell'hard
rock americano degli anni 70, 80 e 90. Come se i Guns'n'Roses, gli Aereosmith,
i Thin Lizzy e i Poison formassero un unica band...dal postblues che ha dato i
natali al genere, alle ballatone strappalacrime ma suonate con tutti i
crismi...e poi quella sana follia che ha fuso il rock granitco degli AC/DC con
il glam stradaiolo di G'N'R appunto, Motley Crue e L.A. Gun's...il genere è
quello, revanscista, sudista, a proposito riocrdano i Lynyrd
Skynyrd in tutto e per tutto, spero solo non nel razzismo sudista da KKK, e per me sono una band che deve affermarsi...magari più all'estero che in Italia...i numeri ci sono..il passato è presente e il futuro non ci aspetta...ma hail hailto rock'n roll...grandi Jackstrike........

ve lo dissi, premonizioni azzeccate...grandi band
stasera e bella serata...anche con gli Zoomotion che rappresentano una band coerente e che da anni crede in ciò che fa...auguri a tutti...io vado a
prepararmi per festeggiare degnamente questo 8 marzo...di lacrime e sangue....


viva le donne..viva noi.

your charming MISS MUD  

Wednesday, March 04, 2009 

SABATO 28 FEBBRAIO

HIROSHIMA MON AMOUR
Via Bossoli 83, Torino
Sala Majakovskij
ZU + BACHI DA PIETRA+LAST MINUTE TO JAFFNA

ore 21:00 - in sala Modotti
5 STEPS THROUGH MADNESS + LA VENERE GOMMOSA + X-BLUES ....

 

Febbraio, mese designato degli amanti come simbolo dell'amore romantico, del carnevale pagano e boccaccesco e dell'abbrivio liturgico della quaresima pasquale, declina sommessamente verso il proprio epilogo, in questa tiepida notte torinese. Attraverso la città in sella al mio destriero cromato, indulgendo sulla splendida sagoma muliebre riflessa di me negli specchi di luna che occhieggiano celati dalle morbide rotondità delle colline dell'alto Po. Trattorie tipiche e anfratti sabaudi, come ville incantate, celano momenti di passione e raffinata dolcezza, mentre le stelle luccicano indolenti e trasognate, disegnando geometrie celestiali, come un recondito tracciato che colpisce al ventre della gola...che spettacolo, mentre le luci si aggrovigliano attorno al seno della collina...nonostante intorno a me, repentinamente, le bellezze di Pan implodano dentro un progressivo incubo urbanistico e insofferente al tappeto di stelle lassù...reperti di archeologia industriale sommersi da colate di cemento avvizzito si innalzano come lunghe ed ispide dita verso il cielo, graffiando quasi con la loro cupidigia di cristallo e acciaio, il vento denso che mi accarezza i lunghi capelli corvini che fluiscono da sotto il casco scintillante di opalescenza.  I boulevard ortogonali si attorcigliano con inquietante puntualità all'interno centripeto di rotatorie talvolta superflue, folle di alberi denaturati mi vengono incontro delimitando il perimetro della strada deserta e dei lampioni che vorrebbero andarsene a fumare in riva ad un lago profondo. Le officine e i palazzoni si alternano come in un alfabeto segreto che non riesco razionalmente a decifrare e che racconta di milioni di storie di uomini e donne, bambini e famiglie intere, cresciute e consumate nel ritmo obliterante di sgraziate sirene d'inizio e fine turno...sirene da troppo tempo silenziose e decimate dal surplus produttivo del capitalismo moderno che si trasforma nel grottesco incedere della cassa integrazione, della dignità al lavoro negato, dall'anticamera dell'annullamento sociale...oggi la città dell'automobile è un gigantesco pachiderma assopito sulla sua stessa crisi d'identità, sulle sue contraddizioni, sul suo sogno di cambiamento...curvo delicatamente prima sulla mia destra e poi sulla mia sinistra, come per un ondivago cullar del mare immaginario che mi circonda, e approdo sul molo di Hiroshima Mon Amour, dove attracco il mio destriero meccanico e, dopo essermi riassettata minigonna e capello sdegnato, faccio ingresso mentre folle di ragazzi si attardano davanti la porta di vetro...stasera headliners in sala Majakovskij saranno i pirotecnici Zu da Roma. Combo di matrice neojazz, elargiscono una storia artistica ed umana strabiliante. Eversori della soverchiante necessità alla normalizzazione melodica, affondano da più di un decennio la loro stravagante miscellanea di improvvisazioni anarcoidi fatta di fiati, rutilanti giri di basso abrasivo e tantrico e ritmiche di un drumming al limite della divagazione posthardcore. Gli Zu rappresentano il sogno “americano” della coerenza elevato all'ennesima potenza; coerenza che li ha condotti nel corso dell'epilogo del Secolo Breve e l'alba del Terzo Millannio, a condividere collaborazioni con alcuni dei più straordinari artisti alternativi del globo. Ecco cosa scrive di loro la Bibbia dei database mondiali, Wikipedia:

Gli Zu si formano nel 1997 a Roma, dove cominciano come compositori e esecutori di musica per rappresentazioni teatrali . Il gruppo è composto di tre membri: Luca Mai al sax baritono, Massimo Pupillo al basso e Jacopo Battaglia alla batteria. Nel 1999 esce il loro primo album Bromio che suscita grande interesse della stampa musicale e del pubblico, ma e' con Igneo, uscito nel 2002 e registrato da Steve Albini che gli Zu ricevono unanimi consensi, soprattutto a livello internazionale.Fino ad oggi il gruppo ha inciso 14 album, inclusi due live e tre split, e ha suonato in festival in Europa, America, Asia ed Africa. Nel 2006 la band ha seguito in tour la Fantômas-Melvins bigband.Dal 2007 gli Zu collaborano stabilmente con Mike Patton.Il 20 Febbraio 2009 è uscito il loro nuovo album Carboniferous su Ipecac Recordings e vede come ospiti lo stesso Patton e Buzz Osbourne dei Melvins.  La musica del gruppo, difficile da classificare , è una fusione tra hardcore punk, math rock e Metal. Lo stile degli Zu, anche se con cambiamenti nel corso degli anni, e' basato su continue evoluzioni ritmiche e armoniche.In quasi ogni loro album da studio c'è qualche collaborazione (come Roy Paci, Matt Gustafsson o Eugene Chadbourne) e non è inusuale vedere ospiti speciali sul palco (come ad esempio Mike Patton). Il gruppo (o i suoi membri) ha preso parte ad altri progetti musicali, dei quali alcuni esistenti solo come esibizioni dal vivo, interessati nel creare una vasta gamma di stili musicali, dal jazz al metal, passando per la canzone popolare in romanesco. Gli Zu sono: Luca Mai -(sax baritono), Massimo Pupillo (basso), Jacopo Battaglia  (batteria).

Collaborazioni:

Roy Paci -tromba su Bromio

·      Eugene Chadbourne - chitarra su The Zu Side of the Chadbourne and Motorhellington ....

·      Fred Lonberg Holm - violoncello su Igneo e The Way Of The Animal Power ....

·      Jeb Bishop- trombone su Igneo

·      Ken Vandermark - sassofoni su Igneo

·      Spaceways inc. (gruppo)- su Radiale

·      Mats Gustafsson - sassofoni su How to Raise an Hox ....

·      Xabier Iriondo - su Zu/Iceburn

·      Nobukazu Takemura - su Identification with the Enemy-A Key to the Underworld ....

·      Mike Patton - su Carboniferous

·      King Buzzo - su Carboniferous

Discografia:

Bromio - 1999 ....

·      The Zu Side of the Chadbourne - 2000 ....

·      Motorhellington - 2001 ....

·      Igneo - 2002 ....

·      Live in Hellsinki - 2003 ....

·      Radiale - 2004 ....

·      The Way of the Animal Power - 2005 ....

·      How to Raise an Ox - 2005 ....

·      Zu v/s Dälek (split) - 2005 ....

·      Rai Sanawachi Koe Wo Hassu - 2006 ....

·      Zu/Iceburn (split) - 2006 ....

·      Identification with the Enemy - A Key to the Underworld - 2007 ....

·      7" Picture Disk - 2007

·      Zu/Il teatro degli orrori - 2008

·      Carboniferous - 2009

 ....

ovviamente tutto ciò non è sufficiente a comprenderne la totalità dell'arte, ma ne è buon viatico. Oltre a loro si esibiranno i Bachi da Pietra che, come cita babylonbus.org: “al secolo Bruno Dorella (già batterista dei Wolfango) e Giovanni Succi (ex Madrigali Magri), provate ad immaginare una falena grigia di fumo ed impolverata dalla vita che, seppur breve, l'ha sfiancata! Pensate ad uno spettacolo quasi ipnotico, realizzato da due musicisti che sul palco mettono in scene la loro sperimentale e scarna teatralità, celebrata nell'essenza del suono più che nell'assenza di un contorno di complici ai quali spesso il mondo live ci ha abituato. I Bachi Da Pietra, portano in scena il terzo atto di questa rappresentazione rock, a cavallo tra flashback riconducibili ai Talk Talk più evanescenti, passando quasi obbligatoriamente da strade lastricate di sofferenze blues. Terzo disco, "Terzo Tarlo", dato alle stampe a novembre 2008 - a seguito di "Tornare nella Terra" (2005) e "Non io" (2007) - ed ora consegnato a questa storia dipinta in bianco e nero, dove le parole - sempre importanti - girano sghembe ma mai timorose, sorrette dalla solidità spartana e protettiva di chitarra & batteria. Assistere ad un loro concerto è come concentrare i pensieri su di un mondo in bianco e nero, dove i giochi di luci ed ombre escono dal caleidoscopio quotidiano e segnano i contorni della notte! “ ed apriranno i torinesi Last Minute to Jaffna, veri e propri eversori delle sonorità morbide, in virtù di una concreta militanza posthardcore in grado di dipanarsi simmetrica attorno ad influenze ben marcate: la solenne alternanza di pieni e vuoti che ondeggia fra deflagrazioni rimembranti i Cult Of Luna e progressioni alla Isis; il riffing interseca doom a geometrie di matrice Tool, concedendo addirittura leggere cavalcate black e disperati assalti in stile Converge. Lo splendido avvallamento centrale ambient/drone si fonde con una ricerca dall’attitudine quasi scientifica che si prefigge di trovare spunti percorribili a quel mood hardcore divenuto marchio di fabbrica dei Neurosis (post-Through Silver In Blood) senza snaturarne atmosfere e dinamiche.

Che ve ne pare?  Ottimo no?....

Bene ora veniamo a noi. La sala Modotti, intitolata alla mia precursiva fotografa, poetessa ed indomita rivoluzionaria in giro per l'altro mondo all'inizio del Novecento, si apre a contenere diverse decine di giovani adepti di Pagella Rock. L'atmosfera che si respira ormai ad ogni serata di selezione è pari a quella degli eventi maggiori che si tengono parallelamente nell'altra sala...coinvolgimento, entusiasmo, passione, gioia, tristezza e preoccupazione intasano l'aria del dromodotto con la stella rossa...volti nobili fra i presenti, le solite interviste della benemerita troupe rotante del Bodoni, il presentatore comunale in rampa di lancio e via...

mi comunicano che tutte e tre le band in lizza partecipano nella categoria Fuori Concorso, poco male, segnalarne eventuali eccellenze non può che contribuire alla mia mission...

X-BLUES: emozionatissima Valentina, la cantante di questa formazione della quale non c'è molto da dire, ma non perchè deludenti, bensì perchè discendenti della famigerata progenie delle cover band...pertanto non è possibile esprimere giudizi sulla loro creatività artistica, sulla loro originale proposta musicale, sulla pregananza dei testi e sulla presunta derivazione da modelli maggiori ed influenti...possiamo altresi affermare, con giusta perizia, che questi ragazzi ci sanno fare...sciorinano un venti minuti di classici del jazz, dello swing, del blues suonati con impeccabile  grazia, mettendo in inequivocabile luminosità le elevate doti canore della brava e immotivatamente emozionata Valentina...la quale si concede alcuni virtuosismi di chiara impostazione accademica...pertanto molto bene per quanto riguarda la tecnica complessiva, la capacità di tenere la scena e ovviamente di coinvolgere un pubblico amico, con il piglio delle scafate band nazionalpopolari da raduno birresco, matrimoniale o pubbaiolo...non giudicabili per quanto riguarda le eventuali inclinazioni alla produzione autoctona, sebbene credo che, la palestra dimostrata nella trattazione di capolavori altrui, sia buon viatico ad una futura carriera originale..tentar non nuoce dal momento che i numeri ci sono tutti...X-factor? No X-Blues!!!....

 ....

LA VENERE GOMMOSA : tre ragazzotti provenienti dalla provincia sabauda che inforcano occhiali di chiara derivazione nerds/intellettualoide che li pongono a mezzo fra dei cloni dei Weezer in versione Buddy Holly e i fratelli Lo Mele dei nostrani e pluridecorati indie heroes Perturbazione, in realtà esprimono un sound che vorrebbe esplorare diversi territori dell'indie anglossassone contemporaneo...magliette a righe, chitarre distorte ma non troppo, inflessioni marcate verso un powerpop però ancora acerbo e necessitante di revisioni strategiche e definitive...utilizzano in maggioranza l'idioma italico per dimostrare che anche il poprock d'oltremanica può essere manipolato e servito nella lingua di Dante...il prosaico presentator comunale ne delinea l'etimologia del nome come una metafora imbarazzante della bambola gonfiabile, presumibilmente sua confidenziale compagna di amplessi tristi e solipsistici, ma l'evidente gap generazionale gli impedisce di cogliere la sfumatura che vuole il monicker coniato in seguito alla visione dell'omonima puntata dei Simpson, in cui la Venere Gommosa non è altro che una succulenta caramella che si appiccica al deretano della tata di casa Simpson, scatenando la voluttuosa reazione di Homer che per carpirla tocca il culo della suddetta che lo denuncerà per molestie sessuali...tale significato viene subito fatto notare dagli astanti al povero messo comunale che facendo pubblica ammenda denuncia la sua incipiente senilità come causa di tanta ignoranza...comunque i La Venere Gommosa sono un buon combo, strutturato secondo i canoni classici del terzetto chitarra-voce, batteria, basso, che oltre ad ispirarsi a chiari riferimenti maggioritari nelle charts internazionali tipo Franz Ferdinand, Artic Monkeys, Babyshambles, The Libertines et similia dovrebbero maggiormente guardare verso band più spregiudicate, come ad esempio i mai troppo compianti Ikara Kolt, oppure i Super Furry  Animals, Art Brut, Beta Band, The Brian Jonestown Massacre, gli Shack o i sottovalutatissimi Cooper Temple Clause; consiglio altresì un approfondito e mumblerumble ascolto di tutta la discografia dei superlativi Primal Scream affinchè la Good Stuff Wave possa attecchire anche da queste parti in maniera soddisfacente...in propettiva migliorabili e quindi degni di essere seguiti se si atterranno pedissequamente ad una ricerca didattica dei modelli di riferimento...

 ....

infine i 5 STEPS THROUGH MADNESS: volti già consolidati nella frequentazione pagellifera, si avvalgono di sostanziose integrazioni nell'organico basilare della passata stagione, a quanto mi dicono i miei preziosi informatori, fatte di archi e violini e fiati e sampler...diciamo che bisogna essere sinceramente grati per il tentativo di ricerca che tentano di attuare...provano a non appiattirsi sugli stereotipi attuali che segnano in maniera indelebile la maggior parte dei neonati aspiranti musicisti: ovvero emo, punk da birreria, poseur o metallari aggressivi e fuori dal tempo...la necessità di rendersi riconoscibili e sperimentali si scontra talora con le inevitabili ingenuità del caso...miscelano generi e fascinazioni poliedriche non riuscendo a farmi definire per loro un preciso palinsesto referenziale...e questo è un bene...vorrei poterli riascoltare in situazioni più consone...con una maggiore attenzione rivolta ad ogni strumento, alla semiotica dei loro testi, alla necessità di teatralizzare la musica al di là del pentagramma e della rigida forma canzone...si emancipano comunque dallo stilema classicheggiante e banalotto che ne segnalò l'esibizione scorsa e intraprendono, a ragione, un percorso che non potrà altrimenti che produrre frutti interressanti...

 ....

in definitiva posso sinceramente affermare che la qualità media delle band in competizione segna una progressiva ascesa, che questa sera è scivolata via piacevolmente e che il sogno di vedere brulicare questi boulevard ortogonali di anime dirette verso il ventre della Grande Fabbrica, anime  lavoratrici e quindi degne di sentirsi uomini, sia un'utopia prossima alla realizzazione...un sogno appunto, perlomeno fino a quando quella sirena di inizio e fine turno si  ostinerà a rimanere silente, durante quelle periodiche magre di civiltà, della dignità al lavoro negato, dall'anticamera dell'annullamento sociale chiamate Cassa Integrazione...

a presto with all of my love....

yours Miss Mud

Wednesday, February 25, 2009 

20 Febbraio 2009
EL BARRIO
Strada Courgnè 81- Torino

ANTONY LASZLO
+
THE FEEDBACK, 67ESPRESSO, PROBLEM’S

E’ stata una settimana dura, lo so. Per tutti quanti noi. Riuscire a sopravvivere all’egemonia sanremese diventa compito arduo, impervio e necessitante di una buona dose di selfcontrol.
La massimalizzazione del prodotto nazional popolare, che dalle primitive tre giornate degli esordi si è trasformata sotto il baudismo dell’ultimo decennio, in unasettimanauna di esibizioni pietose, ospiti da prima pagina, polemiche sterili e opportunistiche, ex gay folgorati sulla via di Damasco della redenzione eterosessuale, testi di livello pueril-demenziale dove il confine della rima cuore-amore sembra non essere mai stato varcato, riduce tutti noi ad uno status di errabonda ricerca del silenzio dallo Tsunami Bonolis e di un sipario che cali sulla città dei fiori.
Ci svegliamo nottetempo in un bagno di sudore, atterriti dal nasuto conduttore e dal suo fido attendente intenti ad inseguirci con una rovente caffettiera Lavazza in mano per costringerci ad ascoltare un compilation di Sanremo Giovani e di esprimere un voto via sms. Naturalmente tutto questo amplificato dalla sua flebile vocina priva di alcuna inflessione dialettale. E allora diventa taumaturgica
l’esigenza di spegnere la tv, cancellare stridule cantantucole figlie d’arte
che credono di dovere sfidare l’iperuranio dell’estensione vocale per
dimostrare di essere brave, non sapendo di andare incontro soltanto a pessime
figure…tanto è vero, e vivaddio, che poi vince tutto, facendo saltare il banco,
una nasona con gli occhiali in versione Woody Allen in gonnella, con una
canzoncina apparentemente banale e impacciata ma che in realtà…quindi spegnere la tv, uscire di casa e rinfrescarsi le membrane auricolari altrove.
Ed ecco che a cavalcioni della mia Ducati 996 customizzata con un teschio fosforescente, attraverso le gelide nebbie di questa città e mi dirigo verso l’estremità nordoccidentale della medesima. Una volta dovevo farlo a bordo di una saggina spelacchiata, per lo meno ora stile e tecnologia rendono meno ardimentosi i movimenti di noi povere discendenti di Salem… raggiungo così un luogo dal nome esotico ed affascinante, che rievoca nella mia mente arzigogolati quartieri catalani, caotiche bidonville argentine, forsennati e sensuali concorsi di
tango, di luoghi nati dalla penna di Borges o di  Marquez o di Zafon e che s’infiammano di moti popolari per il pane e la libertà da dittatori sanguinari o che si acchittano a festa per riempire d’entusiasmo stadi stracolmi di corpi vocianti…EL BARRIO, la cui struttura si erge cinta da un muro bianco come quelli degli ospedali o delle caserme, pare una vecchia scuola elementare rimessa a nuovo, qualche albero nell’aia adibita per i concerti estivi e tutt’intorno le simmetriche
costruzioni di edilizia popolare che diedero vita alla Falchera, uno dei tanti
quartieri dormitorio che questa città sacrificò sull’altare del Boom economico
degli anni 60, dell’emigrazione coatta dal sud e della strabordante arroganza
imprenditoriale e dittatoriale di Mamma Fiat. Una strada provinciale che
immette al paradiso alpino attraversando centinaia di paesi e frazioni scorre
fra El Barrio ed il resto del mondo…e qui dentro ci trovi gente, che come in
altri luoghi che sto imparando ad amare grazie  questa missione affidatami per 
Pagella rock, si sbatte per rendere tutto al meglio, per fare in modo che questi luoghi vivano di musica, di creatività, di cultura, di impegno sociale e coinvolgimento dei giovani, di  tutto quello che serve affinché un barrio sia un luogo di cultura popolare e di convivenza civile e non un luogo di emarginazione e
sopraffazione…anche qui entro e trovo nelle hall la troupe intenta a realizzare
le interviste…più vedo questo progetto in atto più mi rendo conto che le cose
iniziano ad oliarsi con elvetica precisione nella gestione della faccenda
Pagella…non è solo la musica il motore trainante, ma poco per volta anche altri
contenuti e altre professionalità si stanno approfondendo, si stanno sviluppando
e affinando…bene bene…e a quanto pare i ragazzi delle band si prestano
ovviamente con grande disponibilità al sacro rito dell’intervista
pre-esibizione…la sala concerti del Barrio è ampia, accogliente e idonea alla
musica dal vivo, l’acustica non presenta alcun ostacolo fisico e l’impianto
pare essere di buon livello anche perché gestito da fonici
professionisti…chiuderanno le esibizioni eliminatorie Antony Laszlo che come
recita il comunicato stampa ufficiale “Anthony laszlo sono Anthony s. chitarra e voce. Andrea laszlo batteria e voce. Due. forse bevono troppa tequila. forse non bevono solo la notte. comunque. si
rincontrano dopo altre experience tipo milena lovesick. nadar solo. estelle. e
chi più ne ha più ne metta!!!!....


Anthony Laszlo. ma chi sono? forse qualcosa di relativamente
essenziale. come essenziale è il suono. chitarra. batteria. due voci. può
succedere di tutto!  
…ebbene d qui non ci si capisce una sega, però posso confermarvi che sono due grandissimi musicisti e che le loro pregresse esperienze musicali non hanno fatto altro che esaltarmi…sono una donna non sono una santa…

Salgono sul palco quindi i nerds of noantri detti THE FEEDBACK…ebbene che dirvi…sintetizzano il meglio di ciò che possiamo chiamare britpop dal punto di vista meno mainstream e più indie…venature di Artic Monkeys soprattutto nell’apparentemente impacciata modalità di approccio al palco, che invece diviene punto di forza di un modo di stare in scena molto coolness e surreale…animano la numerosa platea con un indiepop appunto che rievoca oltre che i sedicenni eroi di myspace, ache i Franz Ferdinand, i primi Kaiser Chief, con echi inconsci di Beatles e Pixies…ovvio il tutto con le dovute proporzioni e le consuete nefandezze dei giovanissimi neofiti, ma con una ricerca melodica talentuosa e con buoni spunti
di originalità in un mare di band che agognano la notorietà mediatica fatta di
frangette e jeans aderenti sotto il culo…bravi The Feedback…vi consiglio di
registrare un demo, mandarlo a sPazio211 con affrancatura del Galles e chiedere
a Gozzi 5000 euro per suonare la prossima estate…sicuramente Gozzi cadrà nel
tranello e io e voi ci divideremo il cachet…prima di andare a Scalo76 come next
big thing d’oltremanica…

E’ la volta poi dei 67ESPRESSO che sono dei bravissimi ragazzi, hanno una cantante carina carina, è il secondo anno che si esibiscono su questi schermi, infatti sono tecnicamente bravini, scaldano un pubblico di adepti e seguaci armati addirittura di striscione…ma ahimè mi risultano alquanto insignificanti…nel senso che sono innocui…né bene e né male, quell’aurea mediocritas che magari potrà condurli a fare serate nelle birrerie o ai contest per partecipare a qualche manifestazione nazionalmusicale, ma che non incidono sulle mie corde…non mi provocano neppure rigetto, e purtroppo l’indifferenza per me è un valore negativo nella musica…mi spiace, ribadisco che siete bravini ma a me non piacete…come le ostriche…nonostante quel che si decanti io le ho sempre trovate né più e né
meno che un bicchiere di acqua salata mandato giù a forza…e pure sono donna dai gusti e dalle frequentazioni raffinate…noblesse oblie…

Infine è la volta di loro: i
PROBLEM’S, che vengono presentati con clamore dal solito banditore comunale
messo a fare il Bonolis di Falchera, che però mi sta sempre più simpatico…forse
perché rivedo in lui qualcosa di me…boh non so, una specie di sensazione
inspiegabile…ebbene questi Problem’s hanno qualcosa…si presentano con un look inequivocabilmente preso in prestito dall’estate londinese del 1977…il cantante è un versione obliqua di Sid Vicius e Piero Pelù presputtanamento senile…il resto della band un variegato squarcio sul look metalglamgothic…cappelli texani e borchie, anfibi e cravatte legate in fronte…esordiscono con un pezzo marziale e ritmato che esalta la teatralità del frontman, vero e proprio fauno da palcoscenico…eppure non sono punk, non nell’aspetto squisitamente musicale intendo…logico che io
consideri il punk un’attitudine culturale più che stilistica, quindi loro sono
Punk, ma dal punto di vista musicale esplorano forse inconsapevolmente ben
altri lidi…quell’art rock dissonante e appunto teatrale dei Velvet Underground,
dei Doors, poi dei Damned, dei Suicide, dei White House dei Clock DVA –se solo avessero dell’elettronica nel loro bagaglio- mi sembra che puntino molto, a
ragione, sulla versatilità istrionica del baldo giovane in cattedra di cantante
e performer…dovranno ovviamente modularla, non fare in modo che si trasformi in una grottesca pantomima del dannato del rock, ma canalizzata in maniera
costruttiva potrebbe fare la differenza su decine di impersonali cantanti…ci
sono problemi…questo è evidente…

Ora vi lascio cari miei fedelissimi lettori…con Sincerità…risalgo sul mio Ducati e volo verso il paradiso dei cani sciolti…

Inderogabilmente chic Miss Mud




Wednesday, February 18, 2009 

12 FEBBRAIO 2009   
CPG ( CENTRO DEL PROTAGONISMO GIOVANILE)
Strada delle Cacce 36 -Torino


NEBBIA
+ALCOR+THE INFECTED

È incredibile scoprire tesori avvolti nel gelido manto
dell’indifferenza e del silenzio dei più. E’ incredibile scoprire che esiste un
luogo immerso nel centro della periferia estrema a sud di Torino, circondato da
campi di calcio seriali, panchine di vetro e sangue ed edilizie popolari
partorite dalla mente di urbanisti degni della divina malevolenza, che è un
piccolo gioiello di funzionalità, di attrezzature ed elegante disposizione
degli spazi sociali per i giovani. Questo è il Centro del Protagonismo
Giovanile di Strada delle Cacce 36, nel cuore di Mirafiori Sud.  Una discesa simile a quelle che conducono ai
parcheggi sotterranei degli ipermercati ti catapulta dietro una porta a vetri
che si apre su spazi luminosi, sale prove insonorizzate, biblioteca, sale
registrazione e studio per radio digitale. Un ampio salone per concerti, un bar
disposto su quattro lati e dotato di una saracinesca automatizzata, un palco
modulare, ampio e confortevole, un backstage arioso, ragazzi e ragazzi che si
sbattono per rendere il luogo sempre più ospitale e funzionale, cercando di
imbastire iniziative artistiche e culturali, corsi di musica, rassegne e
incontri, eventi e ricorrenze. Dicono che da qui facciano anche trasmissioni tv
che irradiano in streaming su internet e la cosa non mi stupisce affatto, anzi
mi esalta…cuore di mamma.

Questo luogo assomiglia a mille altri che vorrei esistessero
nella realtà ed invece talvolta rimangono utopie o cattedrali nel deserto.
Questo luogo andrebbe moltiplicato per mille, finanziato con le roboanti e
superflue risorse che vengono indirizzate altrove, dove non ve n’è bisogno o
dove finiscono nel Niagara del nulla o peggio ancora quando si parla di
tagliare ancora di più i residuali fondi destinati alla cultura e alle
politiche sociali e giovanili, per non parlare dell’istruzione...ma questo è il
Paese del “al peggio non c’è mai fine”…dove si decapitano insegnanti e si
chiudono scuole, dove si costruiscono ipermercati e si abbandonano i ragazzi a
se stessi, dove il poco che funziona si cerca di omologarlo alla disfunzione
pubblica non alla perfettibilità sociale…dove per fortuna ogni tanto esiste qualcosa
come pagellarock…

E allora parliamo di questa serata. Mi siedo in fondo alla
sala, su un comodo divano nella penombra e sorseggiando una birra mi appresto a
godermi i concerti…c’è di nuovo quel papavero nerovestito a presentare…però
inizia a starmi simpatico…in fin dei conti nel paese dei pippibaudi e dei
diggeifrancesco che impazzano a condurre trasmissioni e serate, questo non è né
peggio e né meglio degli originali…e poi ci sta, per allentare la tensione,
presentare rapidamente le band dare al tutto una dimensione più da contest vero
e proprio…ci sono i ragazzi della troupe con la telecamera e la giraffa…si può
partire…

iniziano gli Alcor,
che devono il proprio nome ad un asteroide disperso nelle galassie più
profonde dell’Orsa Maggiore, ma anche al fido compagno di Actarus nell’epopea
di Goldrake. Mi aspetto pertanto che questi giovanissimi si sbilancino su
qualcosa di molto attiguo alla psichedelica galattica tipo Spaceman e Men Or
Astroman, ed invece sono esecutori, anche un poco macchinosi, di un metal molto
prosaico e claudicante su alcuni aspetti tecnici.  Mi esalta però la timbrica del cantante chitarrista che ricorda
tautologicamente quella di un acerbo James Hatfield dei Metallica. Anzi a
parità di età, il Nostro è molto più dotato ed intonato del black horseman di Kill
‘em all…e ve lo dice una che vide i Metallica live agli esordi…senza infamia e
senza lode questi Alcor, ma ancora troppo acerbi e rivedibili tecnicamente, si
intravede qualche bagliore stellare, forse potenziando la sezione ritmica e
staccandosi dal modello metalmeccanico di riferimento qualche succo se ne potrà
trarre…per ora non posso nemmeno segnalarvi appuntandovi colla mia stilografica
fucsia sul libretto dei rivedibili a settembre…l’uomo in nero segnala la
defezione di una delle tre band ed è quindi il momento dei The Infected che già l’anno passato imperversarono sul palco
pagelliano in quel di Hiroshima, eseguendo un live act improntato alla più
becera ignoranza punkettona…che per quanto riguarda la sottoscritta discepola
di Siouxie e Steve Ignorance non è che un complimento…il bassista cela la sua
imberbe fisionomica dietro una maschera di cerone sbavato che mi ricorda il
meglio dei Misfits, dei Deathss e di Alice Cooper…loro hanno svoltato verso un
punk melodico cantato in italiano che non mi convince appieno, sebbene hanno
stile, attitudine e senso della forma canzone…evidentemente il passaggio
all’idioma patrio non è stato ancora del tutto metabolizzato, convincono molto
quando spingono sull’acceleratore meno quando cercano il ritornello
ruffiano…comunque sono di grana superiore, potenzialmente in grado solo di
crescere e configurare un personalità tecnica e artistica
interessante…infettata di birra e aspirina mi trascino verso casa ripensando
che tutto è possibile, tutto è nelle nostre mani…ma se qualcuno ci aiutasse
sarebbe più facile…e se penso al CPG avvolto nella nebbia di questa ghiacciaia
a cielo aperto che è Mirafiori ne ho l’intima conferma…     

13 FEBBRAIO  2009
HIROSHIMA MON AMOUR
Via Bossoli 83 -Torino

WINDSTORM fearturing ARSENICO&FRATELLI SBERLICCHIO
+PEANUTS 78+VAFFUNK +RED VILLE

I Windstorm meno di mezzo lustro fa calcavano gli assi di
Pagellarock, sognando di diventare una rock band.  I Windstorm stasera sono gli headliner ad Hiroshima Mon Amour,
presentano il loro disco prodotto da Max Bellarosa (C.O.V., Fluxus, Arturo,
Fratelli Sberlicchio, Arsenico i nomi di alcuni progetti da lui fondati e/o
prodotti o con i quali ha collaborato, un nome fondamentale, mitico della
storia del punk e del rock di questa città) e sono in aria di prestazioni
sanremesi…questo è il senso di una manifestazione come la nostra/vostra,
forgiare, alimentare, plasmare sogni e farli diventare realtà cruda…lo so sto
diventando una palla…sarà l’istinto materno che prende il sopravvento con
l’incedere dell’età…ma non riesco a sdoganarmi da questa profonda necessità che
si cela dietro il bisogno di urlare forte che il futuro è nel bene che
seminiamo oggi, noi vecchi stronzi disillusi…come povero vecchio stronzo e
illuso è il solito presentatore de noantri che si mimetizza fra i musicisti e
riesce però a scaldare il pubblico presente nel sostegno alle band…

Peanuts78,
come le noccioline i cui gusci raccolti su un tavolo durante la ricerca
fondamentale del nome del combo, si sono assommate…spiegato così il curioso
accostamento…Peanuts in realtà mi fa ricordare di Snoopy e Jimmy Carter
(presidente USA negli anni 70, ex produttore di noccioline appunto), il 78 mi
fa rammentare un anno in cui io già esistevo, il rock parlava la lingua del
punk appena esploso nella hot summer del ‘77 londinese, i Devo emergevano da
Akron con Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!, Bob Marley stava a
Trenchtown, i Suicide mischiavano punkrock attitude ed elettronica plasmando lo
Psycobilly e in Italia le BR assassinavano Moro lo stesso giorno in cui la
mafia faceva saltare in aria Peppino Impastato in una Sicilia troppo lontana e olografica,
ben più di 100 passi, per competere con il drammatico rapimento di Stato del
presidente del governo di solidarietà nazionale…ma con tutto questo i
giovanissimi poppunkers di stasera non hanno nulla a che fare…in tutti i
sensi…il punk cari miei sono i Blink nella misura in cui tatuaggi e piercing
divengono mainstream, la melodia fusa alla distorsione e la ricerca del ritornello
vincente sbanca le charts, per il resto stop…bene i Blink sono i Blink e per
fortuna ce li siamo levati di culo, eviterei molesti cloni sdentati…dato che
tutto ciò serve a smaliziarvi e rendervi avvezzi alla musica suonata e sudata,
ascoltatevi per bene qualcosa di quello che ho citato essere di moda nel ‘78,
poi modernizzatelo e ripassate il prossimo anno, per adesso di poseur leccatini,
aritmici e stonati non ne abbiamo bisogno…

Vaffunk , non
è un invito ad andare a quel paese, nemmeno ciò che molti fra il pubblico
vorrebbero urlare al cantante stonato come un citofono bersagliato dal napalm,
bensì un nome “giocoso e sbarazzino” che sintetizza l’indirizzo musicale della
band nel suo esplicativo suffisso.  Ma
non pensate che pensi male dei Vaffunk, tutt’altro. Finalmente una band che
cura molto anche i testi, che aprono con un pezzo di protesta sulla riforma
Gelmini -oh ragazzi ma ci andate voi o no a scuola e allora! Anziché
scimmiottare improbabili emoband d’oltreoceno o peggio ancora penosi tentativi italici
(dARI?, nda) ogni tanto guardatevi attorno per  trarre ispirazione. Quindi testi ok, anche per le citazioni
filosofiche, non male l’aspetto strumentale- il funk in fin dei conti è tutto
uguale la differenza la fa se suonato bene o se suonato male – da rivedere il
cantato. Ora mi auguro che ci siano stati dei problemi in spia o altro, altresì
ti consiglierei lezioni di canto oppure di retrocedere ad autore testi e
lasciare l’ingrato compito a qualcun altro…comunque rivedibili…e per alcuni
aspetti positivi…

Redville, tanti
componenti, tanti stili estetici, tanti capelli e troppe chitarre, soprattutto
del chitarrista emulo di Slash…tutte quelle Gibson sono uno spreco fra le tue
dita…esordiscono con una improbabile ballad, scelta opinabile sempre e comunque
anche foste davvero i Guns’n’Roses, per dare la scossa e coinvolgere il
pubblico, peraltro numeroso e partecipe, bisogna gettare benzina sul fuoco non
tirarcela con la ballatona mortifera nel senso che suonata male da
morire…esilarante il momento in cui salta una corda, il rude guitar hero
smarrito, si guarda intorno e mormora ”mamma!” e dal nulla saltano fuori due
attempati roadies-mamma&papà appunto- che si affrettano a  cambiare la chitarra e permettere di continuare lo “show”…ripeto i Redville ne hanno di pagnotte da mangiare, di ore di sala prove da bruciare e di modestia da alimentare: prima del look, delle chitarre da 5000 euri e delle pose da rockstar maledette bisogna andare a tempo, avere le idee chiare e suonare suonare suonare…per ora il vostro
tentaivo di rock duro è solo un impacciato tentativo talvolta grottesco…studiate pargoli, la forma è ok…manca la sostanza…

Evaporo fuori da Hma diretta verso il Taurus di Ciriè dove
trascorrerò la notte nell’adiacente cimitero in attesa della selezione di
domani…San Valentino…

14FEBBRAIO 2009   
TAURUS
Via Doria 20 - Ciriè

SERPENTI
+ACID FOOD +PRINCIPIO+LARKMILKSHAKE

Mi sveglio nei pressi di una pietra tombale sotto un
cipresso macchiato di nero e rosso, faccio colazione con un corvo che mi
racconta di un suo cugino che vive in America dalle parti di Spoon River che è
citato nelle poesie di un pazzo e vado a comprare un paio di chitarre presso al
Liuteria Alvermann sotto i portici del centro di Ciriè…poi mi siedo sulle
panchine di Villa Remmert  strimpello
dei classici di Joe Coltrane e di Bacharach fumando Lucky Strike e osservando
la mia ombra riflessa nel sole…viene così sera e le mie scarpe rosse col tacco
mi dolgono più di una spina conficcata in un occhio, ma sono bellissima così e
vale per quel che vale…

Tralascio i soliti prolegomeni entusiastici sul Taurus, di
cui si macchiò anche il mio predecessore su queste sacre colonne, perché
sarebbe come parlare bene di Gandhi e Madre Teresa, superfluo e prosaico…un
gioiello alle pendici del Canavese…se non lo conoscete andate a visitarlo…lode
a te Sabino “BellicosiTreniallaalba” Pace e alla tua crew…

E dopo aver avvistato un volto noto della scena musicale
alternativa torinese e nazionale intento a intervistare le band in lizza per
conto del progetto audiovisivo di Pagellarock, il bellimbusto in nero sale sul
palco e introduce i fenomeni di stasera:

Larkmilkshake come
il frullato di allodole, nascono dopo una lezione su Shakespeare e propendono
verso il periodo aureo del grunge…ora vi dico: interessante l’idea dell’intro
distorta col basso abbandonato per terra in mezzo a feedback e delay, il
frontman bassista ha il look e i capelli giusti…per il 1992…la voce ragliante e
abrasiva di Bleach nella fase di preproduzione nella cantina di Kobain, il
resto della band ha un discreto chitarrista ed un batterista sovente incline a
smarrirsi…luci ed ombre…inascoltabili errori e labili buone intuizioni…sprecano
la chance dei 5 minuti in più con una cover di Smells like teen spirits che
nemmeno Kurt –oggi six feet under- canterebbe così sguaiata e dissonante…curate
di più la tecnica di base e staccatevi del paradigma del grunge primigenio e
forse forse qualche bagliore vi accoglierà…

Acid Food non
mi dispiacciono affatto. Effettuano una interessante ricerca nei lidi della
psichedelia che trovo entusiasmante di questi tempi votati ell’emo e al
trendismo fine a  se
stesso…strumentalmente dotati, tengono il palco con buona eleganza e
dimestichezza…il cantante, dopo un esordio incerto, migliora decisamente
intrecciando calorose dinamiche vocali con una potenza espressiva inerente al
genere trattato…la loro esibizione come ogni buon turbo- gli Hawkwind
insegnano- tende e migliorare progressivamente e sono sicura che alla lunga
avrebbero ulteriormente pervaso l’ambiente-comunque carico e numeroso- di
lisergiche sensazioni…buonissimi, direi quasi bravi e originali per il loro
essere vintage e anacronistici, elegantemente demodè…come la sottoscritta
d’altronde…

Chiudiamo con i Principio
pronunciato alla ispanica, perché a loro dire vorrebbero invertire la
tendenza anglofila nella musica italiana emergente e contaminarla di sonorità
ed ingredienti tipicamente mediterranei…in realtà di rivoluzionario non hanno
nulla, traccheggiano nei lidi del pop tricolore banalotto e festaiolo…coinvolgono
il pubblico amico, suonicchiano senza infamia e senza lode ma non lasciano
traccia nel mio cuore che romantico si dissolve nella luna piena di questa
notte di San Valentino 2009…alla prossima cari amici miei vicini e lontani….Bonne nuit!

Vostra rubra Miss Mud




Monday, February 16, 2009 
CARISSIMI DISCEPOLI DI MISS MUD, SONO LIETA DI COMUNICARVI CHE POTRETE LEGGERE LA RECENSIONE DEI CONCERTI DELLO SCORSO WEEK END DELL'AMMMORE, A PARTIRE DA MERCOLEDI POMERIGGIO, ORA APERITIVO...CON UN MARTINI BIANCO E UN'OLIVA VERDE...KISS FROM MISS MUD