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Last Updated: 11/3/2009

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Friday, October 19, 2007 

Il direttivo Rangers Vasto 1982, dopo 25 anni trascorsi in giro per l'Italia a sostenere incondizionatamente la gloriosa maglia biancorossa e dopo un'attenta e approfondita analisi della situazione venutasi a creare, comunica con  estremo dispiacere di avere deciso

l'AUTOSOSPENSIONE

a tempo indeterminato di tutte le attività del gruppo per una serie di buone ragioni.

Diciamo BASTA perché con l'entrata in vigore delle nuove norme anti-ultras è diventato ormai impossibile sostenere liberamente la propria squadra del cuore. Norme che ci impongono di chiedere l'autorizzazione per esercitare diritti espressamente riconosciuti dalla nostra Costituzione. Non si chiede a nessuno il permesso di essere liberi e a queste condizioni noi non ci stiamo!

Diciamo BASTA  perché in virtù di altre discutibili norme che permettono l'emanazione di provvedimenti amministrativi senza alcuna possibilità di difesa per i presunti colpevoli, ci troviamo a subire 2 ingiuste diffide per episodi che tutti, tranne qualcuno, sanno non essere MAI ACCADUTI!

Diciamo BASTA perché dopo 3 anni di questa presidenza, che ha ereditato un'ottima squadra di C2 ed è stata capace in poco tempo di portarci all'ultimo posto del campionato di serie D, grazie ad una gestione fallimentare fatta di arroganza, presunzione e tante promesse mai mantenute, non possiamo restare ancora indifferenti nei confronti di chi sta calpestando il nostro vecchio amore e la nostra passione!

Sono tre buone ragioni che ci impongono di fermarci per un po' di tempo e fino a quando le cose non cambieranno, anche e soprattutto per tutelare i nostri diritti, le nostre ragioni e il nostro orgoglio di tifare Pro Vasto.

Pertanto comunichiamo che a partire da domenica 21 Ottobre il nostro gruppo, a malincuore, si asterrà dal sostenere i biancorossi sia in casa che in trasferta, fino a quando lo riterremo opportuno e fino a quando le cose non cambieranno, soprattutto a livello societario…

Una decisione sofferta e difficile dettata unicamente dall'amore che ci lega ai nostri colori e dalla speranza di poter tornare quanto prima a sostenerli senza compromessi di alcun genere.

Il direttivo Rangers Vasto '82

P.S. L'invito, rivolto a tutti, è di lasciare la curva vuota in occasione della gara interna con la Narnese per dare un altro segnale forte di disapprovazione. Chi proprio vuole entrare è pregato di prendere posto negli altri settori.

Friday, October 19, 2007 

in data 18/10/2007, presso i locali del circolo della L.A.B., in corso Plebiscito n. 6 a Vasto, i signori:

Giulio Avallone, Christian Lalla, Giampaolo Molino, Pasquale Morone, Carlo Santoro, Etelwardo Sigismondi, Giorgia Trivilini, Mercurio Saraceni, Michele Bozzelli, Mario Baiocco, Camillo Di Virgilio, Marco Di Michele Marisi, Yari Perrotti, Giampaolo Di Marco e Michele Suriani

visti i recenti e passati episodi di violenza e criminalità avvenuti in città e nell'intero comprensorio

hanno costituito un comitato di impegno civile denominato: "Comitato Cittadino per la Sicurezza e la Legalità". Il comitato opererà prevalentemente nel territorio del comune di Vasto e del comprensorio vastese ed ha come scopi ed obiettivi principali:

Sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sui pericoli delle infiltrazioni malavitose nel territorio di Vasto e nel suo comprensorio. Denunciare tramite diverse forme di comunicazione tutti coloro che pongono in essere comportamenti contrari all'ordine pubblico e alla legalità così come stabilito per legge. Diffondere nei cittadini e soprattutto nelle giovani generazioni un senso civico improntato alla cultura della legalità, della giustizia e della meritocrazia. Migliorare la qualità della vita collaborando con le istituzioni a rendere più sicura e vivibile la città di Vasto ed il suo comprensorio.

Gli aderenti al "Comitato per la Sicurezza e la Legalità" promuovono iniziative sociali e culturali finalizzate agli scopi sopraindicati. Sviluppano forme di collaborazione con altre associazioni o gruppi di cittadini che perseguono gli stessi obiettivi. Promuovono il dibattito, l'impegno civile e il confronto con le istituzioni sui temi della sicurezza, della legalità e dell'ordine pubblico.

L'adesione al comitato da parte di partiti, associazioni e liberi cittadini che si riconoscono negli obiettivi e nelle finalità del "Comitato per la Sicurezza e la Legalità" è libera e spontanea ed è auspicabile dal maggior numero di persone possibili, per lanciare un forte segnale di legalità.

Il Comitato convoca per sabato 27 Ottobre 2007 alle ore 11.00 a.m., presso i locali de La Luna nel Pozzo in corso Plebiscito n. 6 a Vasto, una conferenza stampa di presentazione del comitato stesso, dei suoi membri e delle iniziative in programma per i prossimi mesi.

Cordialmente, il Consiglio Direttivo.

Tuesday, October 16, 2007 

da primadanoi.it

VASTO. Sparatoria lungo il centrale Corso Mazzini a Vasto: due giovani, in sella a una moto, si sono presentati davanti al negozio di acquariofilia "Dolce e Marina" ed hanno sparato alcuni colpi di pistola all'interno del locale, ferendo due persone.

Immagine:spara44.jpg

Nel locale si trovavano il proprietario, un giovane del luogo, già coinvolto in passato in un episodio di cronaca, e due operai di una ditta che stavano sistemando alcuni pannelli isolanti. I colpi di pistola sarebbero stati schivati dal titolare ed avrebbero raggiunto i due operai che, immediatamente, sono stati trasferiti nel vicino ospedale San Pio.
I due motociclisti si sono dileguati nel traffico della città, facendo perdere le loro tracce. Sull'accaduto sono in corso indagini dei Carabinieri.

4 COLPI DI PISTOLA, POI LA FUGA

A Vasto è escaletion di criminalità Questa mattina due sicari arrivano in sella ad una moto davanti ad un negozio di animali in centro, hanno sparato quattro colpi di pistola, ferendo, per fortuna in maniera non grave, l'amico di un consulente del locale e un operaio che stavano lavorando nell'esercizio commerciale.

E' successo poco prima delle 11 in Corso Mazzini, nel negozio 'Reef', dove in quel momento si trovava un consulente dell'esercizio commerciale, Ettore Bitritto, 31 anni, di Vasto, rimasto illeso. Fulminea l'azione: due uomini, casco sulla testa, sono giunti in moto in Corso Mazzini, trafficatissimo a quell'ora. Uno dei due è sceso e ha esploso i colpi, ferendo ad un gluteo e ad un
fianco, rispettivamente, un uomo che stava scaricando un acquario e un operaio alle prese con la posa di alcuni pannelli.
Poi si sono dileguati a tutta velocità nel traffico cittadino.
Tutto si è svolto davanti a numerosi testimoni, adesso interrogati dagli agenti del commissariato, che indagano sull'episodio. Sul posto è subito accorso il padre di Ettore Bitritto, Elio.
«Incredibile», ha detto l'uomo visibilmente scosso, «l'impudenza di questi malviventi che non hanno esitato a mettere a repentaglio la vita di due lavoratori assolutamente estranei. Mio figlio non era visibile al tiro, ed ecco perchè non si capisce contro chi abbiano voluto sparare e perché».
Tanto spavento anche tra i passanti della zona che hanno assistito alla incredibile scena ma fortunatamente non si sono registrati altri feriti.

I PRECEDENTI, E' EMERGENZA IN CITTA'

E' emergenza sicurezza ormai a Vasto. Negli ultimi dieci mesi sono stati tantissimi gli episodi criminali, di piccola e di grande entità.
Il 18 luglio scorso  una pallottola in una busta e una lettera dai toni minacciosi sono stati recapitati al consigliere comunale Riccardo Alinovi nel corso della seduta del consiglio. Sempre a luglio due risse con due tentati omicidio con coltellate.  Aprile è stato invece un mese critico con le intimidazione contro giornalista e auto in fiamme a San Salvo. Stessi giorni e arriva l'arresto di un camorrista. Si trattava di Vincenzo Acanfora, 47 anni, pluripregiudicato per associazione di tipo mafioso, violazione della normativa sugli stupefacenti e le armi, era ritenuto dalle forze dell'ordine un «elemento di spicco» del clan Aprea che controlla gli affari illeciti del quartiere di Barra, alla periferia orientale di Napoli. Il 24 aprile si è registrata una ennesima intimidazione ad un commerciante a cui è stata bruciata l'auto.
Sempre ad aprile a Vasto è stata sgominata una holding dell'estorsione con sede nella città rivierasca che operava in tutta Italia. A febbraio, invece, a scuotere San Salvo furono 9 colpi di arma da fuoco contro una abitazione  ancora turbata da un omicidio avvenuto a fine gennaio quando a perdere la vita fu Cosimo Cava, 41 anni, originario di Erchie (Brindisi), ucciso con alcuni pugni. A gennaio, invece, c'erano stati quattro colpi d'arma da fuoco sparati sull'auto di un pizzaiolo.

Friday, October 12, 2007 

Tokyo, 12 ott. - (Adnkronos) - Kisho Kurokawa, uno dei piu' illustri rappresentati dell'architettura giapponese contemporanea, e' morto, in un ospedale di Tokyo, all'eta' di 73 anni.

Considerato uno dei piu' brillanti discepoli di Kenzo Tange, Kurokawa e' noto come architetto-filosofo: ha ridisegnato le linee di case, palazzi e citta', guadagnandosi fama di interprete delle nuove correnti bio-architettoniche, Di recente aveva terminato il pluripremiato National Art Center nel cuore pulsante di Tokyo, a Roppongi. L'architetto giapponese era noto anche in Italia: nel 1974 predispose il piano intercomunale di Vasto-San Salvo, in provincia di Chieti, dove per quattro anni ottenne anche il titolo di vicesindaco onorario.

Capo carismatico del gruppo di urbanisti giapponesi detti ''metabolisti'', tra le opere maggiori di Kurokawa figurano l'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, la Sony Tower di Osaka, la Tour Pacific della Defense di Parigi e il Victoria Center di Melbouene. Lo scorso aprile l'architetto si era candidato come indipendente alle elezioni per il governatore di Tokyo, ma era stato ampiamente sconfitto da quello uscente, il nazionalpopulista Shintaro Ishihara. Kurokawa aveva stilato in 15 punti il suo impegno come candidato, promettendo da subito che non avrebbe corso per un secondo mandato e dichiarando guerra ai giochi olimpici del 2016 che, come sostiene, ''Tokyo non puo' permettersi, perche' l'impatto ambientale sarebbe devastante per una metropoli gia' al tracollo''.

piazzarossetti.it "Kisho Kurokawa voluto a Vasto da un sindaco dalla vista lunga, Nicola Notaro, progettista dell'unico, vero, piano urbanistico realizzato dalle nostre parti, il Piano Intercomunale Vasto-San Salvo oltre che del nuovo stadio di Vasto. Due progetti forse troppo avanti per la mentalità locale dell'epoca."

histonium.net  "Il 30 aprile del 1974, a Vasto, viene presentato il progetto, elaborato da questo tecnico componente del gruppo dei metabolisti famosi per l'utilizzo di strutture midollari, nel quale si prevedeva un insediamento a Colle Pizzuto (dove oggi è prevista la localizzazione del nuovo ospedale comprensoriale), chiamato 'New City', collegato ai vecchi centri storici con fasce verdi attrezzate. Il piano intercomunale individuava sulla linea di costa: Punta Penna e porto, golfo ed un altro porto. Poi i nuclei: quelli maggiori, da nord a sud, Vasto, New City (la nuova città che era prevista da Colle Pizzuto a Montevecchio), San Salvo. Quindi un'ampia fascia da destinare alla espansione urbana con collegamenti e verde attrezzato ed è lungo questa fascia che doveva essere prevista la fusione delle due città, con insediamenti residenziali. Non tralasciati, nello stesso piano, nuclei minori (Monteodorisio, Cupello, Montalfano), Previsto nel nucleo a nord un grande centro sportivo, di cui fu realizzato un plastico ligneo di un grande stadio, ovviamente di proprietà di Vasto e di San Salvo e nel nucleo in basso la zona industriale di Vasto e di San Salvo. Il piano non è stato mai adottato. Kurokawa, per quattro anni, fu anche ''vice sindaco onorario'' di Vasto."

Wednesday, October 10, 2007 

Mi sono fatto acrreditare per la seconda festa nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto con la speranza di farmi due risate con Don Mastella da Ceppaloni ma così non è stato... meno male che è intervenuto Grillo a farci fare due risate... vi riporto un articolo di qualche anno fà del corriere della sera e una pagina di wikipedia... meditate gente, meditate...

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Le rivelazioni dell'ultimo pentito di mafia

Ribaltone e invito a Mastella: avrai la Camera
Al matrimonio di Francesco Campanella c'erano anche Cuffaro e l'attuale deputato Udc e sottosegretario al Lavoro Saverio Romano.
 
DAL NOSTRO INVIATO
PALERMO - L'ultimo pentito di mafia è un impiegato di banca, ha 33 anni e viveva a Villabate, 20 chilometri a est di Palermo; ultimo domicilio in via Giovanni Falcone. Più che le cosche ha frequentato i partiti politici e le segreterie dei potenti. Per lo più quelli di centro. A 14 anni era nell'Azione cattolica, poi entrò nel movimento giovanile della Dc, quindi passò all'Udeur. È stato presidente del Consiglio comunale di Villabate, sciolto per infiltrazioni criminali. Francesco Campanella frequentava i politici e i politici frequentavano lui. Anche quelli che, stando ai suoi racconti, facevano accordi e affari con Cosa Nostra. Come lui, del resto. Per questo ora è considerato una mina vagante. Ma prima, i politici non disdegnavano di condividerci discorsi e opinioni. Il governatore della Sicilia, Totò Cuffaro, perfino la casa di Roma. Particolari che, dopo il «pentimento», sono finiti nei verbali raccolti dalla Procura antimafia di Palermo.
Al matrimonio di Campanella, l'11 luglio 2000, tra gli ospiti d'onore c'erano Cuffaro, Clemente Mastella, l'attuale deputato Udc e sottosegretario al Lavoro Saverio Romano. Il ministro Totò Cardinale era invitato, ma «mandò un telegramma dicendo che era fuori e non poteva partecipare». Gli invitati festeggiavano a Villa Filangeri, ma il tavolo dei politici fu presto tempestato di telefonate perché al Palazzo della Regione si stava consumando il rovesciamento della maggioranza dal centrosinistra al centrodestra. Cuffaro cambiò schieramento, Mastella no. I due litigarono, e quando Campanella tornò dal viaggio di nozze organizzò un incontro a Roma. «Portai Cuffaro da Mastella - racconta il pentito in uno dei tanti interrogatori ai pm antimafia -, che lo ricevette sulle scale, non lo fece neanche entrare a casa. Gli disse: "Cosa vuoi?" e Cuffaro disse: "Sono stato dal Cavaliere, questo ci prende a tutti, vieni con me perché io faccio il presidente della Regione e tu fai il presidente della Camera». Mastella sgranò gli occhi, mi guardò e mi disse: "Gielo dici tu che è cretino o glielo dico io?"».
Effettivamente l'anno successivo Cuffaro fu eletto governatore della Sicilia per il centrodestra, sotto le insegne del Ccd-Cdu poi diventato Udc. Campanella restò dalla parte di Mastella e divenne segretario giovanile dell'Udeur. Voleva restituire le chiavi della casa romana a Cuffaro, che le rifiutò: «Per cui io continuavo a dormire a casa di Cuffaro... Continuava questa convivenza, anzi addirittura lui mi chiedeva di dargli tutte le informazioni del centrosinistra relativamente alle elezioni politiche, perché io partecipavo a tutta una serie di riunioni...». Questo delle informazioni sembra un chiodo fisso di Cuffaro. Tanto che nel settembre scorso, quando Campanella sta riempiendo i primi verbali considerati attendibili dai magistrati di Palermo, chiese a un comune amico «se aveva notizie di questa collaborazione e su cosa io stessi dicendo di lui...». Nel 2003, invece, fu lu stesso Cuffaro ad avvisare Campanella in un incontro (negato dal governatore) avvenuto nel garage della Regione, lontano da sguardi indiscreti: «Era stravolto e mi disse "Tu sei nei guai perché sei controllato, c'è un'indagine a tuo carico, sei controllato dalla magistratura... Tu, Mandalà e tutta la comarca ...».
Mandalà è un nome di rispetto a Villabate: papà Nino è stato arrestato, ora è libero per scadenza termini, imputato di mafia in attesa di giudizio; il figlio Nicola (quello che con Campanella si vantava di «tenere» Provenzano nel 2003, quando gli organizzò il viaggio a Marsiglia contando anche sulla collaborazione di Campanella) è in galera da gennaio. Anche lui accusato di mafia. Gente che, stando ai racconti nel neo-pentito, faceva e disfaceva le candidature in quel lembo di Sicilia. Per esempio alle elezioni politiche del 2001: «Mandalà mi disse che Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi in quel collegio come precedentemente Gaspare Giudice (deputato di Forza Italia, imputato di associazione mafiosa nello stesso processo contro Nino Mandalà, ndr ) perché in quel collegio non c'è candidato che non è espressione della mafia». Lo stesso Mandalà volle inserire nelle liste elettorali Giuseppe Acanto, e Campanella commenta: «Io mi stranizzai che Cuffaro non se ne lamentasse, anche perché conosceva lo spessore criminale di Mandalà, ma era visibilmente preoccupato di un'altra cosa... Dice "io ho un problema, devo fare Borzacchelli deputato"», riferendosi all'ex-maresciallo Antonio Borzacchelli, arrestato nel 2004.
Campanella chiese a Cuffaro perché tenesse tanto a quella candidatura ed ecco la risposta riferita dal pentito: «E' un carabiniere, ci serve perché ci protegge da tutto il meccanismo delle indagini». Per ogni necessità, spiega il politico-pentito, Cuffaro aveva dei referenti. Come quando, da assessore regionale all'agricoltura, intervenne sul Patto territoriale di Bagheria: «Grazie all'onorevole Cuffaro riuscimmo di notte a falsificare le carte di un'impresa di Villabate facendola passare da non aggiudicataria ad aggiudicataria di un contributo di un miliardo di lire». Per quella storia, accusa Campanella, fu concordata una tangente, ma lui di soldi a Cuffaro dice di non averne mai dati: «Lui settorizzava». E ricorda di quando si trattò di pagare la propaganda elettorale dopo le Europee del '99 a una tipografia di Bagheria, che per ironia della sorte si chiama Provenzano. L'Udeur versò un contributo di 90 milioni, ma «Cuffaro mi disse che aveva ripagato la tipografia avendogli fatto prendere un sacco di lavori anche per l'Assessorato regionale, maggiorati». Quindi: «A fronte di fattura il partito pagava Provenzano, che avrebbe provveduto a incassare gli assegni e restituire i 90 milioni che sarebbero ritornati nella disponibilità di Cuffaro».
Giovanni Bianconi
13 dicembre 2005

Francesco Campanella, mafioso "pentito", ex braccio destro del boss di Villabate Nino Mandalà, nasce a Palermo nel Luglio del 1972 e dopo una carriera politica lampo fu eletto, all'età di 24 anni circa, presidente del consiglio comunale di Villabate e mantenne la carica fino allo scioglimento del consiglio comunale stesso nel 1999 a causa di infiltrazioni mafiose. Nel 2000 fu nominato segretario nazionale dei giovani dell'UDEUR. Nel 2001 abusò della sua posizione e delle sue conoscenze fra le istituzioni comunali di Villabate per falsificare la carta d'identità che Bernardo Provenzano utilizzò per recarsi all'estero per ricevere terapie mediche.
È uno dei pentiti di mafia tuttora in galera, che testimonia i contatti tra mafia e politica. Tanto da meritare l'appellativo di "colletto bianco" della mafia. Clemente Mastella e Salvatore Cuffaro furono suoi testimoni di nozze.

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Tuesday, October 02, 2007 
Friday, September 21, 2007 

da piazzarossetti.it

A qualche giorno dalla Manifestazione conclusiva della XXII Edizione del Premio Nazionale Histonium di Poesia e Narrativa, la prof.ssa Alda Merini "una delle voci più feconde e più incisive della poesia italiana" dalla sua casa di Milano ha voluto inviare due messaggi. Il primo è rivolto alla città.
"Sono felice – afferma la Merini - del Premio Histonium che mi è stato assegnato come segno di stima e di amicizia. L'uomo, il poeta, non sarebbe nulla senza l'amore. Ringrazio l'organizzazione e l'intera città del Vasto, che hanno accolto la mia voce senza durezza di cuore e con la semplicità di chi vince ogni paura".
Il secondo messaggio è per gli studenti vastesi: "Cari ragazzi, sono stata giovane anch'io, innamorata della poesia. Ma per avere il libro del mio primo maestro Rainer Maria Rilke, vi confesso che l'ho dovuto rubare. Era tanta la nostra povertà allora che un libro per il poeta poteva diventare un vangelo. Su questa religiosità poetica si è impostata la mia vita. Vi assicuro che niente mi ha più appagata della mia famiglia e dell'amore per i miei figli. Diceva Padre David Maria Turoldo: "Non abbiate paura di amare e non abbiate paura del dolore!". Soprattutto il dolore vi porga le armi del carattere, con le quali potrete vincere ogni battaglia, compresa quella contro le vostre sensazioni. Siate presenti a voi stessi e fate della poesia il vostro pane quotidiano".
L'organizzazione del Premio, presieduta dal cav. Giuseppe Catania e coordinata dal segretario generale prof. Luigi Medea, ha ringraziato per telefono la brava poetessa, di cui si ricordano qui alcune tappe della vita.
Nata a Milano il 21 marzo 1931, inizia a comporre le prime liriche all'età di 15 anni. Nel 1947, proprio quando comincia a frequentare la casa del suo grande amico e scopritore letterario, Giacinto Spagnoletti, si cominciano a manifestare i primi sintomi di quella che sarà una lunga malattia, che porterà la poetessa ad essere internata in varie cliniche
Nel 1953 sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano. Nel '79 inizia a lavorare su quello che è considerato il capolavoro della sua poesia "La terra Santa". Si tratta di liriche dalla intensità potente, dove la realtà lascia il posto all'idea stessa, sublimata….
Nell'81 le muore il marito. Rimasta sola, stringe amicizia con il poeta tarantino Michele Pierri, che sposa nel '83, trasferendosi a Taranto. Nell'86 fa ritorno a Milano e riprende a frequentare gli amici di un tempo. Ricomincia a scriver con continuità, affiancando prosa e poesia.
Nel 1996 viene proposta dall'Accadémie Française per il Premio Nobel per la Letteratura. Del '97 è la raccolta La volpe e il sipario, la più alta dimostrazione dello stile poetico dell'artista: una poesia che nasce dall'emozione, improvvisa e violenta, ma ritoccata e riletta. Numerosi i libri scritti fino ad oggi dalla Merini, tanto che lei continua ad essere una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea.

Friday, September 14, 2007 

da polis.it lettera aperta

DENUNCIA DI UN PAPA'

EMAIL

salve sono agostino padre di famiglia , ho una bimba di tre anni che quest'anno va nell'asilo di Vasto Marina via Spalato ( nuovo edificio) , nella riunione fatta il 10.09.2007 le maestre ci hanno riferito a tutti noi genitori con figli da tre anni a cinque anni , da quest'anno la cucina super attrezzata non verrà più utilizzata e la cuoca amatissima dai bimbi e dai genitori e maestre e stata TRASFERITA ALL'ALTRO ASILO IN vIA DALMAZIA . pERTANTO IL CIBO VERRA' PREPARATO DA UNA DITTA ESTERNA E VERRA' TRASPORTATO NEI CONTENITORI AD OGNI ASILO . SARA' SENZ'ALTRO UN CIBO SCHIFOSO NON DIGERIBILE E PERICOLOSO PER I BAMBINI CHE SOFFRONO FORME DI ALLERGIE SUGLI ALIMENTI . NELL'ARTICOLO DEL MESSAGGERO 13.09.2007 , L'AMMINISTRAZIONE PER TAGLIARE LE SPESE HA COMINCIATO DALLE MENSE DEGLI ASILI .
E' UN AMMINISTRAZIONE DI C......., PENSANO SOLO A FARE IMMAGINE E NON PENSANO CHE DENTRO GLI ASILI CI SONO BIMBI DI TENERA ETA' CHE DEVONO MANGIARE ALIMENTI FRESCHI - NUTRIENTI E GENUINI , CONTROLLATI DALLA CUOCA E DALLE MAESTRE , INVECE ADESSO CHI LI CONTROLLA ALLA DITTA APPALTATRICE ????????
DEVO DENUNCIARE CHE I GIOCHI POSTI NEL GIORDINO ( modo di dire) SONO ADATTI SOLO PER RAGAZZI DA 6- 10 ANNI , QUESTO DETTO ANCHE DALLE MAESTRE DELL'ASILO .
SPERO CHE LA VOSTRA REDAZIONE PORTA IN PRIMA PAGINA IL PROBLEMA DEGLI ASILI CON LE CUCINE CHIUSE , PER IL BENE DI TUTTI I BAMBINI CHE SI TROVERANNO DAVANTI AI CIBI DI DUBBIA PROVENIENZA ED APPETIBILITA' . ANTICIPIAMO IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO PER LA VOSTRA ATTENZIONE IN MERITO .

Saturday, September 08, 2007 

 

 

L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d'Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi "culturali". Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

    Beppe Grillo

Vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare per ottenere:

  1. 1 - NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
    No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale

  2. 2 - DUE LEGISLATURE
    No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente

  3. 3 - ELEZIONE DIRETTA
    No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta

www.beppegrillo.it

Thursday, September 06, 2007 


Luciano Pavarotti

Luciano Pavarotti

Friday, August 31, 2007 

da: espresso.repubblica.it

Casa Nostra
di Marco Lillo
Ministri, presidenti delle Camere, sindacalisti, politici. Attuali ed ex. Hanno acquistato attici e appartamenti da enti pubblici o da privati a prezzi di favore. Rendendo doppio il privilegio che spesso già avevano come inquilini. Ecco nomi e cifre dell'ultimo scandalo immobiliare

Ci sono ministri e leader di partito, ex presidenti del Parlamento e della Repubblica, magistrati e giornalisti. La nazionale dell'acquisto immobiliare scontato è talmente vasta e assortita che ci si potrebbe fare un ottimo governo di coalizione. Si va dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ai presidenti della Camera e del Senato del primo governo Prodi: Luciano Violante e Nicola Mancino.

Dalla famiglia del presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini a quella del ministro della Giustizia Clemente Mastella passando per la figlia del deputato di An Francesco Proietti. C'è il candidato leader del Partito democratico, Walter Veltroni e il presidente del Senato Franco Marini. Non mancano la Borsa, con il presidente della Consob Lamberto Cardia e il mondo del lavoro con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. C'è il senatore Udc Mario Baccini e il responsabile della Margherita in Sicilia Salvatore Cardinale. Situazioni diverse tra loro che talvolta convivono nello stesso palazzo.

Prendiamo lo stabile Inpdai di via Velletri, a due passi da via Veneto. Al primo piano la moglie di Walter Veltroni ha comprato più o meno allo stesso prezzo pagato dall'ex sottosegretario Marianna Li Calzi che abita al quarto. Ma le due storie sono diverse. Li Calzi ha ottenuto il suo attico alla vigilia della svendita a seguito di una discussa procedura pubblica. Veltroni invece è nato nelle case dell'ente previdenziale dei dirigenti. L'Inpdai aveva affittato sin dal 1956 un appartamento al padre, dirigente Rai. Nel 1994 i Veltroni restituirono all'ente i due alloggi nei quali vivevano Walter e la mamma per averne in cambio uno più grande, il famoso primo piano di via Velletri da 190 metri quadrati che nel 2005 è stato acquistato dalla moglie del sindaco, Flavia Prisco, per 373 mila euro. Il prezzo è basso per effetto non di un'elargizione personale ma per il meccanismo degli sconti collettivi concessi a tutti allo stesso modo. Altra cosa ancora sono gli acquisti delle case dell'Ina ora finite a Generali e Pirelli. Questi colossi privati in alcuni casi si sono comportati come spietati alfieri del libero mercato.

Altre volte hanno fatto prezzi bassi per blocchi di appartamenti finiti poi a famiglie dai nomi noti come Mastella e Casini. Scelte discutibili per società quotate in Borsa come Pirelli e Generali che dovrebbero puntare solo al profitto e che, evidentemente, hanno pensato di fare gli interessi dei propri azionisti cedendo appartamenti ai politici e ai loro amici a valori bassi. Insomma, ci sono differenze radicali tra venditore privato e ente pubblico ma anche all'interno delle due categorie. Se non bisogna far di tutta l'erba un fascio però ci sono due cose che accomunano i protagonisti della nostra inchiesta: sono potenti che hanno pagato troppo poco ieri per l'affitto e oggi per l'acquisto.

Inoltre nella maggioranza dei casi in quegli immobili sono entrati grazie a conoscenze, entrature e amicizie. Questa disparità di trattamento con i comuni mortali non è una novità. Emerse con violenza populista nel 1996 durante il primo Governo Prodi grazie alla campagna 'Affittopoli' de 'il Giornale' di Vittorio Feltri. Oggi quegli stessi immobili affittati dieci anni fa ad equo canone sono stati svenduti definitivamente e il privilegio è stato reso eterno.

Per fare qualche esempio: Lamberto Cardia, presidente Consob, pagava 1 milione e 100 mila lire al mese di affitto nel 1996 e ha comprato nel 2002 a 328 mila euro 10 vani e due posti auto a due passi dal Palaeur. Maura Cossutta, onorevole dei Comunisti Italiani, pagava 1 milione e 50 mila lire allora e compra nel 2004 quattro camere, due bagni e balconi a due passi da San Pietro a 165 mila euro. Franco Marini pagava 1 milione e 700 mila lire allora e compra nel 2007 a un milione di euro due piani ai Parioli. A rendere 'svendopoli' ancora più odiosa di 'affittopoli' c'è il peggioramento drastico del mercato della casa. Il trattamento di favore diventa un'offesa insopportabile per chi è costretto a combattere ogni giorno con l'ufficiale giudiziario che vuole sfrattarlo.

Per capire 'svendopoli' bisogna iniziare il nostro viaggio da via Clitunno, nel quartiere Trieste. In questa strada immersa nel verde, ci sono due palazzi che facevano parte del patrimonio Ina-Assitalia e che rappresentano bene il confine tra i sommersi e i salvati delle dismissioni. Lì abitava, prima della separazione, Pier Ferdinando Casini con la prima moglie Roberta Lubich e le due figlie minorenni. Nello stabile accanto abitava una coppia di dipendenti Assitalia: Davide Morchio e la moglie Maria Teresa.

Negli anni Novanta le famiglie Morchio e Casini sono uguali: entrambi inquilini delle Generali, pagano un canone basso e sperano di poter comprare l'appartamento con lo sconto. Poi arrivano le vendite tanto attese e l'uguaglianza svanisce: la famiglia Lubich-Casini rileva a prezzi di saldo tutto il palazzo. Morchio insieme ad altre 19 famiglie deve andar via. Nessuna offerta per lui dalla nuova proprietà, che per ironia della sorte è Caltagirone, il nuovo suocero di Casini. Gran parte degli inquilini, come l'ex ministro verde Edo Ronchi che può permettersi di comprare lì vicino, lascia il campo. La famiglia Morchio invece resiste all'ufficiale giudiziario che chiede l'intervento della forza pubblica. "Abbiamo un contratto che ci dà il diritto di prelazione", spiega Davide Morchio, "ed è stato ignorato. Nel palazzo vicino hanno potuto comprare a prezzi di favore. È un'ingiustizia".

Anche l'immobile dove vive la prima moglie di Casini è stato ceduto in blocco ma con una procedura atipica. Ha comprato a un prezzo basso, 1 milione e 750 mila euro, la Clitunno Spa, società creata appositamente da un manager bolognese di area Udc, amico di Casini e della prima moglie. Si chiama Franco Corlaita e ha già rivenduto tutto. Indovinate a chi? Alla famiglia Lubich. Nel novembre del 2006 la mamma di Roberta compra per 586 mila euro il secondo piano. Ad aprile del 2007 la prima moglie di Casini compra il piano terra, a 323 mila euro. Passano due mesi e il 21 giugno scorso l'operazione si chiude con la cessione alle due figlie minori di Casini del terzo piano (306 mila euro per 5 vani catastali) e del primo piano (8,5 vani per 586 mila euro).

Casini partecipa all'atto (mediante un procuratore) in qualità di genitore anche se il notaio precisa che paga tutto la moglie. Per convincere il giudice tutelare ad autorizzare la stipula dell'atto, i genitori presentano una perizia da cui risulta che l'acquisto è 'molto conveniente'. Generali non fa una piega. Inutile dire che gli inquilini del palazzo vicino sono infuriati e ipotizzano una simulazione dietro questo strano giro. Nella sostanza, dicono, la famiglia Casini ha comprato con lo sconto e noi no. Alla beffa contro i vicini, si aggiunge quella agli inquilini, senza alcuna distinzione di rango. Al primo piano del palazzetto Lubich-Casini vive in affitto Roberto Barbieri, senatore del centrosinistra e presidente della Commissione parlamentare sui rifiuti. Paga un canone di ben 3 mila euro ma è stato trattato come gli altri. Nessuno gli ha detto che il suo appartamento è diventato della figlia di Casini. Nessuno gli ha proposto l'acquisto a 586 mila euro. Con tremila euro al mese avrebbe potuto accendere un mutuo per comprare. Invece a maggio del 2008 dovrà lasciare.

Anche il caso della famiglia Mastella dimostra che non sempre le società private sono così cattive. Il ministro della Giustizia abita all'ottavo piano di un palazzo sul lungotevere Flaminio che ha fatto la stesa trafila di quello di via Clitunno. Da Ina-Assitalia a Initium, società di Pirelli e Generali. Initium è proprietaria anche dei condomini di via Nicolai alla Balduina, dove abita l'ex ministro Baccini e di via Visconti a Prati, dove vive Francesco Cossiga. Gli inquilini di questi palazzi non sono stati trattati come quelli di via Clitunno. Stavolta Initium ha concesso prelazione e sconto. Così nel 2004 Baccini ha comprato la sua reggia da 15 vani, due terrazze e 4 bagni per 875 mila euro e Cossiga è diventato proprietario di casa, soffitta e magazzino per 710 mila euro.

Nel caso di Mastella però Initium ha fatto di più. Il 3 dicembre del 2004 nello studio del notaio Claudio Togna (dell'Udeur anche lui) c'era una riunione familiare. I Mastella al gran completo facevano la fila per stipulare atti e il povero Togna sfornava atti come una pizzeria di Ceppaloni. Sandra Mastella ha comprato l'appartamento dove dorme il marito e si è impegnata a prendere la residenza lì per ottenere le agevolazioni fiscali. Per lei un ottimo affare: 500 mila euro per un appartamento che include una veranda abusiva (condonata) e la terrazza su tre lati che guarda il Tevere e Monte Mario dall'ottavo piano. Subito dopo la moglie del ministro ecco arrivare i figli Elio e Pellegrino.

Comprano altri quattro appartamenti, due a testa. I prezzi erano davvero allettanti. A Pellegrino vanno il primo piano da 4,5 vani per 175 mila euro e altri 6 vani al quarto piano per 300 mila euro. Va ancora meglio al fratello che si accaparra un terzo piano con 5,5 vani per soli 200 mila euro e un miniappartamento con ingresso, camera, bagno e terrazza a livello per 67.500 euro, nemmeno il costo di un box in periferia. Le case sono state pagate in gran parte grazie ai mutui concessi da San Paolo (400 mila euro alla moglie) e Bnl (un milione e 100 mila euro ai figli che dovranno versare una rata mensile di 6.430 euro). E che nessuno vada in giro più a dire che Initium è cattiva con gli inquilini.

Anche Francesca Proietti, socia di Daniela Fini e figlia di Francesco, deputato di An e braccio destro di Gianfranco, ha comprato un appartamento a un prezzo d'occasione: 267 mila euro per un secondo piano con terrazza su tre lati, salone e due camere all'Eur. Sempre dal patrimonio ex Ina arrivano gli immobili di Nicola Mancino e Luciano Violante. L'ex magistrato torinese ha pagato con la moglie 327 mila euro nel 2003 un gioiello incastonato tra i Fori Imperiali e piazza Venezia: due terrazzette, tre livelli e una settantina di metri quadrati coperti.Nicola Mancino ha comprato insieme alla figlia Chiara nel 2001 una dimora da 10 vani più una soffitta autonoma su Corso Rinascimento, a due passi dal Senato per 1 miliardo e 550 mila lire del vecchio conio. Sempre dal gruppo Pirelli Giuliano Ferrara ha acquistato l'appartamento ex Ina da 7,5 vani in piazza dell'Emporio al Testaccio nel palazzo che un tempo veniva chiamato 'il Cremlino' per l'alta percentuale di comunisti. Ferrara, che un tempo tuonava contro De Mita per il suo affitto a Fontana di Trevi, ha rilevato un sesto piano con terrazzo a 890 mila euro.

Molto più bassi i prezzi praticati dagli enti previdenziali. Grazie al doppio sconto (30 per cento più 15 a chi compra tutto il palazzo) le parlamentari Franca Chiaromonte e Maura Cossutta hanno stipulato un atto collettivo per due appartamenti in via della stazione San Pietro rispettivamente per 113 mila e 165 mila euro. Notevole anche il caso di Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl ha conquistato nel 2005 un grande appartamento dell'Inps al sesto piano in via del Perugino, nel cuore del quartiere Flaminio: otto vani a 201 mila euro. Con quella cifra in zona si compra solo un garage.

L'anno scorso ha fatto il colpo del secolo anche l'ex ministro e deputato della Margherita siciliana Totò Cardinale. In via degli Avignonesi, una strada bellissima tra il Tritone e via Veneto, ha messo le mani su un terzo piano da otto vani con affaccio su via delle Quattro Fontane : un gioiellino da due milioni sul mercato libero portato via per 844 mila euro. L'ultimo è stato Franco Marini. Il presidente del Senato ha stipulato il rogito il 23 aprile scorso. Un milione di euro per aggiudicarsi la casa assegnata alla moglie dall'Inpdai in via Lima: due livelli per 14 vani nel cuore dei Parioli.

Se Marini è il politico che ha pagato il prezzo più alto (per una casa che vale comunque il doppio) l'oscar del rapporto qualità-prezzo spetta al senatore UdcFrancesco Pionati. L'uomo che ha sfornato per anni pastoni per i telespettatori del Tg1 ha comprato un attico e superattico da favola in via Traversari. L'appartamento è aggrappato alla collina di Monteverde ed è affacciato su Trastevere. Grazie al solito doppio sconto ha speso un'inezia. L'allora mezzobusto del Tg uno aveva fatto ricorso al Tar per ridurre ulteriormente la valutazione e in Parlamento gli amici dell'Udc avevano presentato pure un'interrogazione parlamentare per contestare il prezzo esorbitante: 509 milioni di lire nel 2001 per 10 vani con doppia terrazza. Sì, un prezzo veramente scandaloso.
ha collaborato Laura Venuti

Thursday, August 30, 2007 

Comunicato Stampa su Via Santa Lucia

Questa è la situazione in cui versano i marciapiedi di una delle più panoramiche vie di Vasto: Via S. Lucia che conduce alla chiesetta di S. Nicola che domina l'omonimo golfo.
Erbacce alte, rovi, sterpaglie invadono il passaggio riservato ai pedoni i quali, o fanno slalom tra le piante infestanti, o decidono di camminare sul ciglio della strada col rischio di essere investiti dalle macchine che, nonostante i rallentatori, sfrecciano ad alta velocità.
Non è bello che una Città turistica come Vasto e soprattutto una strada panoramica come quella, sia ridotta in queste condizioni. Non credo che L'assessore alla manutenzione sia impossibilitato a mettere mano al problema che risulta essere risolvibile in qualche ora di lavoro!
Una Via, quella, al termine della quale è possibile ammirare un panorama meraviglioso, anche questo, però, oscurato dalle sterpaglie che nascono, senza controllo, sulla balconata della chiesetta. Insomma, un gioiellino abbandonato a se stesso. Una strada dimenticata da questi Amministratori, sia dal punto di vista manutentivo che della sicurezza. Su questo ultimo tema, i residenti, hanno più volte sollecitato maggiori controlli notturni!
Questa mattina, proprio su queste situazioni , è stata presentata dai Consiglieri di Alleanza Nazionale, Lorenzo Russo e Dario Ciancaglini, una interrogazione comunale urgente al Sindaco di Vasto, Luciano La penna, per sapere come e quando l'Amministrazione Comunale intende provvedere
Speriamo in un intervento imminente ma crediamo che rimanga per sempre una speranza visto il disinteresse che questa Giunta di centrosinistra sta dimostrando di avere per la Nostra Città.

AN - VASTO

Tuesday, August 28, 2007 

BELVEDERE ROMANI: PER AN LAPENNA SI PRENDE MERITI CHE NON HA . COMUNICATO STAMPA

Come sempre, il Sindaco Lapenna, cerca sempre di prendersi i meriti di opere che non sono della sua Amministrazione, ma di quella precedente di centrodestra. Anche nell'inaugurazione della villetta al belvedere Romani, infatti, il Sindaco e l'Assessore ai lavori pubblici, hanno rimarcato come il centrosinistra dia importanza al verde pubblico e come lavorino bene per il decoro della Città. Nulla di più falso. La ristrutturazione di quell'area verde, infatti, era stata progettata, e cantierata dalla vecchia Amministrazione, come anche la Villa Comunale nel centro storico. Tutti i lavori che questo centrosinistra sta faticosamente portando a termine, sono progetti ed opere del centrodestra! Questa Giunta è capace solamente di fare le inaugurazioni e di tentare in tutti i modi di prendersi i meriti di cose a cui loro non hanno mai messo mano. E' ridicolo inaugurare una villetta, invitare i Concittadini a parteciparvi e poi prenderli in giro facendogli credere il falso. Si cominci a dire la verità e ad essere onesti, prima che con se stessi, con i Cittadini!

Alleanza Nazionale – Vasto

VASTO - foto aerea

Saturday, August 18, 2007 

Eccomi qua, in vacanza lontano da Vasto ma con l'orecchio sempre vigile e attento su tutto quello che succede... vi avevo anticipato che vi avrei "regalato" con più di un mesetto di anticipo, il concerto per la festa del santo patrono San Michele il 30 settembre... rullo di tamburi... GLI STADIO...
Mi piacciono, sono uno dei migliori gruppi italiani, con un leader come Gaetano Curreri che vanta numerose collaborazioni con moltissimi artisti italiani, uno per tutti Vasco Rossi.
L'unica cosa è che GLI STADIO sono già stati alla festa del santo patrono qualche anno fà a Vasto e almeno ogni due anni vengono a suonare nelle vicinanze... ma con lo stesso cachet non si può prendere qualche altra cosa? Tipo Marina Rei, Max Gazzè e Paola Turci che stanno facendo un interessante tour insieme?
Spero si finisca come l'anno scorso che dopo aver chiamato Mango, con una scusa ad una settimana prima della festa, si è passati al concerto di Dolcenera.
Buona estate in musica.


Saturday, August 11, 2007 

Non ci resta che piangere

Vasto, estate, quasi 1500.
Santissimo Savonarola, come sei bello, quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Savonarola, che c'è? E che è? Oh… Diamoci una calmata, eh, oh… e che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che questo e quello, e pure per te! Oh! Noi siamo due personcine perbene che non facciamo male a nessuno, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, no, no, anzi, varrai più di una mosca.
Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere.
I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto.